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Le opportunità dell'inverno
di Sabino Civita

Dopo un autunno mite e pescoso sono arrivati ancora una volta i rigori invernali, con tutto quello che comportano per noi pescatori. Il ledgering, ancorché considerata una tecnica tipicamente invernale, non fa eccezione alla regola: molto spesso, con tutta la buona volontà, data un'occhiata fuori dalla finestra e al termometro, vien voglia di restarsene a letto, a dispetto dei bigattini che abbiamo acquistato il giorno prima e che ci attendono al fresco in garage o in cantina.

E poi c'è da mettere in conto il tipico cappotto invernale (dopotutto è la stagione giusta …): il pesce è più statico, alcune specie praticamente scompaiono fino alla primavera, le ore di luce da dedicare alla pesca diminuiscono e veder muovere i tip delle nostre canne come in estate, quando a ogni lancio corrispondeva un pesce, d'inverno è un po' più difficile, e a molti verrà voglia di aspettare il ritorno del bel tempo. Insomma, lasciamo perdere il ledgering e dedichiamoci esclusivamente al luccio o alla trota laghetto, o magari alla Playstation, fino a primavera, giusto? Sbagliato.

Togliamoci il cappotto
Vero, in inverno i cappotti sono più probabili che nelle stagioni più miti, ma è anche il momento migliore per tentare il colpaccio con l'esemplare di taglia che in estate è più difficile insidiare per la presenza di tanta fastidiosa minutaglia. Avete presente quelle mattine in cui il cielo è azzurrissimo e terso, tutto è gelato, fuori ci sono zero gradi se non di meno e gli alberi sono bianchi come se avesse nevicato?

Non deprimetevi se avete pensato di andare a pescare e la temperatura è sottozero, l'importante è sapere quando pescare in giornate simili. In quelle giornate, state pure a nanna fino alle nove, poi alzatevi, fate colazione e, con tutta calma, recatevi a pesca nelle ore centrali, diciamo tra le undici e le quattro del pomeriggio. Nelle foto che corredano l'articolo potete vedere qualche barbo preso proprio in queste giornate, da me e da Matteo Boselli, in Adda, pescati proprio in simili condizioni e proprio nelle ore che vi ho detto. Le mangiate saranno poche, e da sfruttare al meglio, ma vi regaleranno probabilmente il barbo più grosso dell'anno. Consentitemi ora una perorazione in favore del ledgering.

Le foto che vedete si riferiscono a due diverse sessioni di barbel fishing a Pizzighettone. Nella seconda sessione, che affrontavo in solitaria, il simpatico ed affabile signore che pescava a monte, a bolognese, non ha visto una mangiata, e da come pescava non era certamente un pescatore di primo pelo. Io ho avuto sei strike, di cui quattro guadinati, uno slamato e un terminale rotto, per quattro barbi europei dai 52 ai 61 cm.

Sono stato più bravo? Non credo sia così, semplicemente, in quel momento, con quell'acqua, quelle prede, quella giornata, il ledgering era più redditizio . Quindi, anche se siete dei passatisti convinti, una canna da ledgering e qualche pasturatore, in inverno, portatevelo appresso.

Niente barbi
Il caso e la Natura vogliono che nel mio amato Ticino a Pavia, dove quest'estate toglievo il feeder e mettevo un piombo perché tanto era pastura sprecata, i barbi mangiavano sempre, addirittura in calata e dopo venti barbi in un'ora e mezza ti eri già stufato, ora non si vede un barbo neanche a pagarlo.

Però ci sono i pighi e le savette , e, con molta accortezza, si riesce anche a “fregare” anche qualcuno di quei bei cavedanoni con laurea e master che riconoscono la serie dell'amo che stai usando a dieci metri di distanza.
Se col barbo possiamo andare in scioltezza, senza badare troppo a diametri e misure di fili e di ami, con pighi, savette e cavedani invernali il discorso cambia.

Normalmente, quando mi accingo a pescare cavedani, pighi e savette d'inverno, uso sei accortezze fondamentali:

  • ami leggeri e a filo molto sottile, di misura massima del 18
  • terminali di lunghezza un metro come minimo (inizio anche più lungo, ad accorcoiare c'è sempre tempo), cominciando con uno 0,12 per poi eventualmente scendere di diametro;
  • pasturatori leggeri, massimo50 grammi, meno se la corrente lo consente; trenta grammi sarebbe l'ideale. Il mio feeder preferito in questi casi è il Kamasan Black Cap;
  • filo in bobina dello 0.16 o massimo 0.18, che faccia il minor attrito possibile in corrente e ci consenta di tenere fermi sul fondo feeder da trenta grammi in correnti che, con uno 0.22, ne richiederebbero anche da settanta;
  • poca o punto pastura nel feeder e tanti bigattini scodinzolanti, tappando qualche foro del pasturatore con del nastro da elettricista nero per evitare che le larve escano troppo in fretta;
  • ferrare “sulla fiducia”, al minimo movimento del tip, non sempre e specialmente il cavedano, questi ciprinidi invernali si autoferreranno.
E le carpe?
Già, le carpe. Normalmente si associa alla carpa una pesca prevalentemente estiva, fatta di mais e pasturatori method, tuttavia… Tuttavia può accadere, in giornate particolari, laddove l'acqua è profonda e non ha ancora ceduto tutto il calore accumulato nella bella stagione, di trovare belle carpe in attività anche in inverno.

Quelle che potete vedere nelle foto di quest'articolo sono state pescate il 26 novembre, ma quasi non fa testo con le temperature che c'erano, sempre sopra lo zero, però il mio amico Bande, socio LBFItalia, il 22 dicembre mi mandava un sms in cui mi diceva di aver catturato tre belle carpe in Ticino – e in quella data a Pavia faceva davvero freddo.


Perciò, se dovesse capitarvi di avere qualche “treno” in canna che vi rompe il terminale sottile, non esitate a cambiarlo con uno 0.14 o meglio 0.16, legandoci un amo del 12 con un bel fiocco di scodinzolanti bigattini: a rompere tutto potrebbero essere state proprio le nostre amiche carpe.


Perciò, se durante queste freddo inverno, vi svegliate e vedete che c'è una bella la patina bianca di brina che ricopre alberi e macchine, e il timore di un cappotto vi facesse passare la voglia di andare a pesca, ripensateci: magari vi state perdendo qualcosa.
Dopotutto la perseveranza e l'esperienza della frequentazione costante delle sponde dei fiumi, anche in condizioni limite, aumentano e raffinano tutto il bagaglio tecnico di un pescatore.


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