Il sito leader della Pesca Sportiva
Pescareonline



Reali e maniè
Una battuta a reali sul lago del Turano e torna subito la voglia di approfondire la conoscenza con questo splendido piccolo predatore
di Roberto Ripamonti

Chi legge questa rubrica con continuità avrà intuito che gran parte delle mie sessioni di pesca si svolgono in compagnia di pochissimi e fidati amici con i quali è possibile sperimentare, lasciarsi andare e tentare di scoprire qualche cosa di nuovo. Nella estate appena finita sono molte le cose da ricordare poiché si è trattato di un periodo ricco di soddisfazioni, belle catture e tante soddisfazioni soprattutto confermando che il maniè è una tecnica vincente in ogni situazione.

Recentemente ho approfittato della canicola per fare un salto sul magnifico lago del Turano, uno dei veri gioielli delle nostre acque interne, convinto del numero incredibile di catture che l'ottimo Mauro Pitorri stava compiendo dedicandosi al persico reale. Nella mia esperienza di pesca non ho al mio attivo molte sessioni dedicate a questo piccolo ma pregiato predatore ma alcune lettere di appassionati, interessati al persico mi hanno convinto che fosse arrivato il momento di provare la tecnica in queste acque e cercare di approfondire la mia conoscenza con le tecniche corrette e le piccole montature che essa richiede.

La sessione è stata molto positiva in termini numerici, certamente assai meno in quanto a dimensione delle prede ma, non sempre si può essere fortunati anche quando si cerca di essere selettivi. Il reale è una preda lunatica capace di attaccare con furia oppure, di galleggiare pigramente e totalmente disinteressato a qualsiasi tipo di esca gli si presenti, soprattutto con l'arrivo della maturità e delle dimensioni. I piccoli reali però sono delle pesti scatenate ed è raro non trovare delle condizioni per farli scattare come delle furie contro una esca manovrata oppure, innescata viva e fatta affondare lentamente. Tra l'altro, i una recente lunga sessione vissuta in Romania, alcuni splendidi esemplari erano caduti sulle nostre montature per cui, dedicare qualche riga a questa tecnica credo sia doveroso.

Montature per il reale
Credo vada fatta una precisazione poiché spesso il persico viene catturato con montature generiche destinate a prede assai più grandi ed in acque in cui sono presenti altri e più importanti predatori mentre, se si vuole pescare in acque a prevalenza di reali, è necessario armarsi di attrezzi adatti alla situazione, alle dimensioni dell'esca ed al tipo di pesce che stiamo affrontando.

La pesca selettiva al reale è quindi una scelta dettata dalle situazioni contingenti, ad esempio, in tutti in quei laghi in cui i lucci sono pochi e si nota che spesso le nostre esche sono inseguite ed attaccate senza successo da queste piccole pesti che, detto tra di noi, se fossero di taglie maggiori sarebbero una delizia per le nostre canne oltre che per i nostri occhi. Pochi predatori esprimono infatti colori così belli, forme così aggraziate e un “ghigno” così aggressivo, quanto il piccolo “perch”(così lo chiamano i britannici).

La scelta delle montature è quindi delicata poiché useremo una tipologia di esche di piccole dimensioni, massimo 5 cm su cui una classica Drachko fa danni devastanti. Moto meglio affidarsi a rig espressamente studiati per questo ed altri piccoli predatori (come il black ad esempio) poiché l'equilibrio tra esca e montatura è una importante chiave di volta per andare verso il successo. La misura ideale, usando la scala Drachko, mi sembra quindi quella compresa tra 0 e 1 ricorrendo senza esitazioni alle montature mono ancoretta con braccioli in dyneema o kevlar e lasciando da parte quelle con anima in acciaio.

Sono quindi, montature piccole e difficili da gestire soprattutto se non si possiede ancora una sensibilità tale da lanciare e manovrare rig con chevrotine di pochissimi grammi ma, come vedremo, non è un grande problema. Il problema semmai lo crea la canna poiché ad una montatura leggerissima deve essere affiancato un attrezzo che non rubi nulla in termini di sensibilità e garantisca di “sentire” in fondale e ogni spostamento della nostra esca sia sul fondo che a mezz'acqua.

Allo stesso tempo credo che una treccia leggera e morbida come la Oracle oppure la Dynacast sia un accessorio che fa la differenza diventando un investimento importante in termini economici ma che ripaga con una affidabilità assoluta nel tempo ed una precisione nella pesca, che non ha pari.

Dove cercarli
I reali vivono in acqua aperta e spesso grandi branchi sono individuabili con l'ecoscandaglio (laddove ne sia permesso l'uso) anche a grande profondità. Ma è assai più facile ricercarli nei pressi di scogliere a picco, spuntoni di roccia oppure i classici ed affidabili piloni dei ponti. Qui i reali hanno casa fissa e da qui, partono all'attacco dei malcapitati pesciolini che passano da quelle parti sopratutto se in difficoltà. Avvicinandoci in silenzio verso uno spuntone di roccia o una scarpata facendo seguire un lancio preciso, avremo la possibilità di scatenare un attacco nell'istante stesso in cui l'esca tocca l'acqua oppure, durante la primissima fase di discesa verso il fondale.

Avvertiremo alcuni tocchi decisi e secchi (e questo elimina spesso la speranza che sia un il perca ad attaccare ), raramente uno spostamento della lenza (come avviene con il luccio) e poi più nulla, se non ferreremo in fretta. Il reale infatti aggredisce la preda e spesso, la molla appena avverte che qualche cosa non va. Se la ferrata è andata a buon termine inizia un bel combattimento, sempre in relazione alle dimensioni della preda ed alle attrezzature che stiamo usando (da qui una ulteriore necessità di stare molto leggeri) fatto di fughe violente e di puntate verso il fondale. Poi, se il reale è di taglia, si può pensare a cosa farcene altrimenti se ne torna in acqua con tutti i ringraziamenti del caso.

Esche
Abbiamo detto che la misura delle nostre esche non deve superare i 5 cm poiché spesso non si ha a che fare con persici di grande taglia. Che dire allora delle alborelle o delle piccole scardole che d'estate sono così numerose? Oppure, ma questo vale solo laddove la misura minima non esista, gli stessi persici reali che spesso infestano tanti laghi forse immessi in quantità industriali per soddisfare le esigenze della pesca professionale.

A Raduta ad esempio, il reale innescato è cosa comune anche se debbo ancora superare una certa riluttanza ad infilare questo magnifico pesce su una rig Drachko trasformandolo, da predone a povera esca. Per carità, qualche anno fa lo feci con un barracuda di 70 cm per cercare di agganciare bel altro predatore ma, questa è un'altra storia e non vi faccio perdere tempo. Una cosa importante è comunque cercare di tenere vive le nostre esche il più a,lungo possibile e per questo è importante usare secchi spaziosi, carichi d'acqua e ossigenatori veramente affidabili.

L'ideale è lo strumento che ha realizzato il buon Pitorri (deus ex machina in ogni occasione) che sfrutta una piccola pompa che succhia acqua dall'esterno e la immette in un ampio secchio mentre dall'estremità opposta, un tubo fa fuoriuscire la quantità in eccesso. Si verifica quindi un ricambio continuo e la temperatura dell'acqua rimane costante ed ossigenata esattamente quando serve a tenere vive le nostre preziose esche spesso, assai più difficili da reperire degli stessi predatori che stiamo cercando!

 

Home - News - Blog - Tecniche - Itinerari - Prodotti - Esche - Esperti - Campioni - Foto -POL Junior
Newsletter | Forum | Ricette | Gare | Link | Pesci | Video | Acque | Negozi | Contatti | Club | Mercatino | Incontri | Pagine blu

www.pescareonline.it- infopostapescareonline.it
Tutti i diritti riservati

Credits: Marg8.com