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Riccardo, il Sampei del Friuli
Di Gionata Paolicchi

Questo mio piccolo scritto vuole essere per Riccardo Dominici e famiglia una sorpresa. Una volta tanto mi sento di dedicare un servizio ad un bambino, uno dei nostri figli e non al solito campione, un ragazzino friulano di 12 anni “malato” per la pesca. Lo conosco in Austria dal Gargantini l'estate scorsa dopo cena, mi alzo dalla tavola per andare nella saletta delle ‘chiacchiere' e mi sento chiamare: “Signor Paolicchi …'' abbasso lo sguardo e vedo al tavolo Riccardo che stava cenando con il padre Ornello, il padre che tutti i figli vorrebbero avere, capirete poi dopo perché: mi conosce, ha visto tutti i miei video e lo invito ad unirsi a noi. Avevo con me una copia pilota del primo DVD che abbiamo fatto con Roberto Ripamonti ai predatori e glielo regalo.

Riccardo ha 12 anni, non so se li ha ancora compiuti, ma sembra proprio un ometto, per avere la sua età è già maturo: educatissimo, cortese ed ovviamente curioso, ma non in modo ossessivo, come sarebbe normale per un bambino della sua età. Riccardo vive vicino Gemona, qualche chilometro dopo Udine, un'ora d'auto da qui e appena può, accompagnato dal babbo Ornello, viene a pescare nelle riserve del Gargantini ( www.trophyclub.it), adorano soprattutto pescare nel laghetto che si chiama Kuker Ku, almeno così mi dice lui, ma io e gli altri amici lo chiamiamo il laghetto delle tinche, quel laghetto reso famoso anche dal DVD di ledgering in cui appunto si pescano le tinche e dalle tante foto e copertine fatte da Ripamonti e Perin in quel piccolo paradiso.

Oltre alle tinche ci sono carpe, trote, barbi, cavedani, breme, amur, bass, lucci, insomma, Adriano lo ha ripopolato con tutto quello che poteva reperire in zona. Ci si pesca a spinning, a ledgering, carpfishing, mosca, bolognese, roubaisienne, come si vuole e ci si diverte sempre! Come esca: mais e pastura, anche i bigattini possono andare, ma c'è il rischio che ti vengano sotto le trote e sei rovinato, perché ne prendi un mucchio e non sai come levartele di sotto. Ma non importa pasturare tanto, un paio di chili di pastura carpa/tinca dolce, qualche boilies per portare sotto carpe grosse e mais e vedrete che giornate che passate in quel laghetto!!!

Ritrovo Riccardo in Austria la settimana prima di natale, viene su con babbo e mamma e… le specialità culinarie friulane, “fricò” in testa: il “fricò” (non so nemmeno se lo sto scrivendo bene) è una specie di pastella fritta con un formaggio molto saporito che è talmente buona che è come le ciliegie… ma che a mangiarne troppo poi fa lo stesso effetto delle ciliegie… Bei ricordi quelli, anche perché dopo la sciagura che ha colpito i Gargantini ad ottobre, li rivedevo felici e spensierati, anche se la struttura alberghiera che avevano trovato mi preoccupava per la stagione 2005, piccola e poco adatta a mio giudizio.

E' infatti con infinita gioia, che dopo un mese circa Adriano mi chiama entusiasta dicendomi di aver comprato un nuovo Hotel, a pochi chilometri da Velden. Sempre Riccardo poi, per email verso febbraio, mi saluta e mi dice se può inviarmi un cd con le sue catture del 2004: non faccio in tempo a rispondergli che il cd era già nella cassetta della posta... Nel cd ci sono gran parte dei pesci presi al laghetto lo scorso anno, in un primo momento penso di scegliere un paio di scatti e metterli nella pagina catture, poi, a sorpresa, decido di dedicargli questo piccolo spazio, perché Riccardo se lo merita e se lo merita anche suo padre, perché se Riccardo è appassionato di pesca e può pescare è grazie alla sua famiglia: sono tanti i bambini che hanno questo hobby, ma i genitori di oggi sono troppo presi dal lavoro ed indaffarati, sapete com'è, portare il bimbo in palestra è una cosa, vicino casa, ci sta un'ora, intanto la mamma va dal parrucchiere o il babbo al bar… ma portarlo a pesca è ben diverso… sveglia all'alba, vermi e pasture puzzolenti per casa, ore ed ore al freddo o magari sotto il sole cocente… insomma, portare un bimbo a pesca è dura per un genitore, ma Ornello è proprio un grande!

Oggi è pasqua, Riccardo e famiglia sono su in Austria, chissà se staranno pescando o se è ancora troppo freddo, però al ritorno, il 1° aprile, gli farò questo bel “Pesce d'aprile”, nella speranza che anche qualche altro papà non si demoralizzi e si stanchi di portare il bimbo a pesca, ma che sopratutto si ricordi che la domenica, per andare a pesca all'alba, si è obbligati il sabato sera ad andare a letto presto e non in discoteca ad ubriacarsi per poi, tornare a casa alla sei di mattina a 200 all'ora sopra una minimacchina super truccata. Non è per fare del qualunquismo o del moralismo facile, ma è inutile lamentarsi con i figli se hanno trovato brutte compagnie o se ne combinano di tutti i colori, la colpa, la maggior parte delle volte, è nostra e non sua. Se conoscete qualche bambino, anche figlio di vostri amici o amico di vostro figlio, portateci anche lui a pescare… perché? Guardate il viso di Riccardo nelle foto, ecco il perchè. Per maggiori info sull'Austria vedi i report messi su POL: www.trophyclub.it/report.htm.


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