
“Senza peli sulla lingua!!” Interviste senza veli… tutto quello che direte potrà essere usato contro di voi!!!
Di Stefano Montone
Stefano Montone intervista Roberto Ripamonti
Cari, anzi carissimi amici di Pescareonline.it,
inizia da oggi un nuovo filone atto a portare sicuramente “sconvolgimenti” nella considerazione che avete dei vostri beniamini. Pescareonline come Novella 2000… Una serie di interviste a ruota libera, sprezzanti e piccanti, fatte a gente nota del mondo della pesca… tutto ciò che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere… Pesca, ma anche vita privata, passioni ed emozioni mai prima d'oggi raccontate ne sulla carta stampata ne sul web. Iniziamo subito da un ben noto personaggio della pesca sportiva: ROBERTO RIPAMONTI.
Che dire di questo signore: ha portato sicuramente la modernità nel mondo della pesca sportiva. In quello che scrive e dice si nota sicuramente una cultura che va molto oltre i canoni a cui siamo stati fino ad oggi abituati. Ma finiamola qua con le presentazioni, prima che qualcuno accusi anche il sottoscritto di “leccare” le parti intime del Ripamonti.
NOME, COGNOME, ETA' E CITTA' DI PROVENIENZA:
Roberto Ripamonti, 45 anni, torinese abitante a Roma per ragioni professionali e non solo.
PROFESSIONE:
Pilota di Linea per Alitalia ed ex Pilota di F104 (quello è un titolo che rimane sulla pelle!!!) e Comandante del IX Gruppo Caccia Intercettori di Grosseto; quello che ha il Cavallino Rampante come simbolo che, la mamma di Francesco Baracca (Asso della I Guerra) offrì a Enzo Ferrari per le sue macchine da corsa. Ma il vero cavallino Rampante era quello dietro le mie spalle nel mio ufficio da Comandante a Grosseto.
SPOSATO?:
Con Lucilla da 14 anni ma, stiamo insieme da 25!
FIGLI?:
Cecilia, di 8 anni.
ALTRI HOBBY OLTRE LA PESCA?:
Gioco ancora a pallavolo in 2^ Divisione, amo lo sci che pratico da quando avevo 3 anni e ascolto musica dai miei 2500 cd e dischi.
CANTANTE PREFERITO?:
Non ne esistono, la lista sarebbe di almeno una ventina e certamente comprenderebbe Deep Purple, Pink Floyd, Springsteen, Paolo Conte, David Grisman (mandolinista quasi jazz), Lloyd Cole (sconosciuto cantautore britannico), Donald Fagen (l'autore di The Nightfly, il miglior album del secolo passato!), Steve Morse (super solista), Steve Ray Vaughan (un mito del blues), Lynyrd Skynyrd (la storia del souther rock USA), Gary Moore (un chitarrista blues di Belfast) e Pat Metheny che seguo da oltre 25 anni. Ma ce ne sono tanti altri anche perché a 17 anni facevo il DJ per una radio privata romana.
GENERE FILM PREFERITI?:
Guerre stellari (l'intera saga) perché è stato geniale. Odio i film che parlano di aerei in genere perché contengono delle fesserie incredibili (soprattutto sui caccia). Guardo ancora con gioia Peter Sellers, Mel Brooks e mi piacciono alcuni film italiani di Salvadores con Abbatantuono “serio”. Con mia figlia Cecy, ho visto gli Harry Potter almeno 50 volte ognuno.
I TUOI SPONSOR QUALI SONO?:
Attualmente sono consulente e testimonial della Fox International (dal 1996) per la quale firmo una serie di canne da carp fishing. Collaboro anche con Nutrabaits (esche) anch'essa dal 1996 e mi piace sentirmi sponsorizzato dalla Eagle perché ho un gentleman agreement con Ciro Esposito di Europesca che mi mette a disposizione i suoi ottimi fisfinder e GPS da molti anni. Ho anche avuto l'opportunità di avere una mia linea di prodotti ma, dopo aver vissuto un anno terribile con una azienda italiana, mi resi conto che se volevo continuare a dirigere una rivista e fare il giornalista in modo credibile, dovevo lasciare perdere questo aspetto commerciale. Probabilmente ho perso qualche denaro ma, sicuramente, ora sono libero di fare ciò che preferisco anche perché le aziende che mi sponsorizzano mi lasciano la totale ed assoluta libertà di agire. E questo è il massimo che posso desiderare!
E I RAPPORTI CON GLI STESSI?:
A dir poco eccellenti! Le aziende che ho citato sono un esempio di professionalità e serietà. Con loro mi sento un professionista a tutti gli effetti che, non deve chiedere in ginocchio una canna per averla a prezzo scontato ma, dispone di tutti i cataloghi a piacimento e senza limiti. Ovvero, se voglio interessarmi di traina in mare, sono libero di chiedere il catalogo per studiare l'argomento. Questo è ciò che è della Fox, oltre ad u programma di investimento e ricerca poderoso, la vera forza. Mensilmente dall'Inghilterra mi arrivano pacchi contenenti il materiale da sviluppare ai vari livelli oppure, da presentare sulle nostre testate. Questo vuol dire che da lì a qualche settimana i miei amici più cari, dispongono di accessori totalmente nuovi che sono liberi di distruggere per trovare difetti. Due volte l'anno ho un meeting con il mio capo diretto (Max Cottis) per fare il punto della situazione e incontrare gli altri membri del Fox Team Europa con cui ho eccellenti rapporti poiché si tratta di professionisti a tutto tondo (Andy Little, Mick Brown, Dave Kelbrick, Philippe Lagabbe e Max Cottis).
QUAL'E' IL TUO PUNTO DI FORZA?:
L'avere un gruppo di amici straordinari con cui tutto è possibile. Parlo di Maffei, Pitorri, Perin, Coroi e Gionata con cui siamo sempre riusciti a fare ogni filmato, articolo o sessione di pesca con risultati eccellenti. E' un gruppo di angler completi in cui non esiste competizione ma solo voglia di fare bene e di trovare spunti l'uno dall'altro. E' il massimo che possa chiedere! Gran merito è loro, io spesso raccolgo solo i frutti.
QUANTO GUADAGNI CON LA PESCA?:
Diciamo che percepisco una serie di contributi dalle mie attività collaterali al pilotare gli aerei che, mi soddisfano pienamente, sebbene con dei “ma”……Alcune attività ad esempio, sono clamorosamente sotto pagate; parlo dei miei libri per i quali percepisco i diritti, a causa di un perverso meccanismo, con anni di ritardo e solo se mi interesso.
Questo all'estero non accadrebbe mai! Penso ai video che ad oggi, nonostante ne abbia fatti oltre 25, non mi hanno reso un centesimo (ma una telecamera digitale si, a onor del vero). Penso agli articoli che sono pagati con la stessa cifra del 1994 ovvero la metà di quello che percepisco pubblicando all'estero dove, tra l'altro, ricevo gli accrediti entro un mese dalla pubblicazione e non 6.
Guarda caso, i contratti con gli sponsor inglesi sono invece estremamente soddisfacenti, vengono adeguati automaticamente di anno in anno e onorati con precisione assoluta. La cifra mi permetterebbe comunque di vivere di sola pesca sportiva in modo più che decoroso ma, non accetterei mia di farlo perché non mi vedo in grado di abbandonare gli aerei e la vita che conduco adesso.
E IN NERO?:
Nemmeno un centesimo, tutto è sotto contratto e non si scherza anche perché è la mia vera difesa contro chi potrebbe imbrogliarmi.
CREDI DOVRESTI GUADAGNARE DI PIU' PER QUELLO CHE FAI?:
Considerando quello che ho fatto guadagnare in questo ultimi 10 anni a riviste ed aziende, direi di valere almeno il doppio ma, sarebbero cifre veramente inusitate per la pesca italiana e direi anche, per il mondo del lavoro in genere poiché sarebbero quelle di un manager. E la pesca non se lo può permettere.
IL TUO GIUDIZIO SU PESCAREONLINE.IT?:
Fatico a navigare su Internet per ragioni di lavoro ma leggo e collaboro con gioia. E' un eccellente riferimento per la nuova generazione di angler “informatizzati” e la via da percorrere perché tra poco la carta non avrà un seguito sufficiente a motivarne l'esistenza (anche perché molte riviste sono inguardabili!). Gionata ha messo insieme un bel team, magari averlo anche sulla carta stampata dove invece imperversano persone che non hanno più nulla da dire da anni oppure, farebbero meglio a stare zitti. Spesso vengo a sapere di autori blasonati che godono di nomee incredibilmente cattive negli ambienti in cui si muovono senza che le redazioni facciano nulla. Abbiamo assistito a casi di plagio clamoroso senza che i direttori intervenissero ed allora, ecco spiegato perché le riviste vanno a pezzi. PescareOnLine è una ventata di novità messa insieme con passione ed intelligenza e avrei voluto vedere Gionata (ma non c'è stato verso) alle gestione di una delle nostre riviste di pesca generica per dimostrare che cosa si potrebbe fare e non si fa, sulla carta stampata! Ma verrà il tempo in cui le riviste andranno sotto il minimo di sopravvivenza e allora ci chiederemo il perché.
IL DECLINO DELLA PESCA SPORTIVA E' COLPA DEI PRODUTTORI DI PESCA O DEI PESCATORI?:
Nessuno dei due, ma bensì, di una gestione delle acque totalmente deficitaria, di una politica generale e locale che avversa la libertà di hobby come il nostro, di regole vecchie e consunte e che non tengono conto della mutata realtà. I pescatori sportivi, al 70% non sono più quelli degli anni 70 e inizio 80 che razziavano tutto. Grazie a tecniche come lo spinning, la mosca ed il carpfishing (ma anche la pesca al colpo devo dire), il concetto di catch and release è passato pienamente. Bandire la pesca di notte ai carpisti ma, allo stesso tempo permettere ai professionisti di usare un bene comune per i loro scopi (lucro) è la prova che non esiste ancora una cultura della pesca sportiva. Rendere inaccessibili i tragitti verso le sponde con sbarre (illegali) e senza l'intervento dell'autorità preposta oppure, dare la caccia ai carpisti perché pescano di notte mentre a pochi metri vi sono “extra comunitari” senza il minimo permesso che fanno il comodo loro è assolutamente ingiustificato e meriterebbe interventi durissimi da parte nostra. Una parte di colpa è della FIPSAS e delle altre associazioni minoritarie che , hanno curato interessi locali e di parte, senza una visione d'insieme. L'attuale Presidente della FIPSAS, mi sembra in grado di far tornare alcune cose al posto giusto perché è sicuramente un reale appassionato e non un politico ma, anche nelle amministrazioni locali deve essere fatto qualche cosa. Le aziende hanno qualche colpa ma, devono sopravvivere e continuare a dare lavoro a tanta gente per cui, non le reputo mai responsabili. Sono ottimista, moderatamente che la pesca italiana farà il salto di qualità anche se penso che, in molte zone sia tardi.
PREGI E DIFETTI DELLA FIPSAS?:
Non conosco questa associazione così a fondo da poter approfondire il discorso. Sono stato CT della nazionale di carpfishing per meno di 6 mesi e non potrei essere obbiettivo anche perché si trattava di una FIPSAS differente negli uomini (in parte).
PREGI E DIFETTI DELLA STAMPA SPECIALIZZATA?:
Troppi dilettanti allo sbaraglio, essere autori dovrebbe essere un privilegio per gente selezionata invece, mi pare di vedere tantissimi analfabeti della pesca e dell'arte dello scrivere, propinarci delle cose dette e ridette da decine di anni. Alcune redazioni sono immobili e non vedono oltre creando riviste firmate da tutti, proprio tutti tanto che fatico a condividerne le linee editoriali. In molti autori manca la cultura della pesca sportiva intesa come conoscenza della nostra storia, le nostre radici, i maggiori autori del passato. In altri, manca la conoscenza della pesca in senso aperto ovvero, conoscere le altre tecniche e praticarle. Odio infatti la super specializzazione che, non sono mai stato in grado di accettare nemmeno nel carp fishing. Che senso ha essere “puristi” se poi, non si sanno fare i nodi all'amo con la paletta perché nel carpfishing si usano quelli ad occhiello? E si badi bene che questi errori sono di personaggi famosi e sulla cresta dell'onda! Le nostre riviste sono esageratamente controllate dalle aziende e il ricorso ai continui pubbliredazionali invasivi le rende non credibili. Inoltre si continua a dare troppo spazio alla pesca al colpo mentre altre tecniche sono messe da parte (si pensi che su Pescare il carpfishing ha avuto 14 pagine in un anno ovvero quelle che alcuni autori hanno in un numero…). Le riviste sono prodotti ben infiocchettati ma, i contenuti spesso sono non all'altezza della testata e della storia. All'estero le riviste sono meno belle graficamente ma, accidenti che continuità nel divulgare la tecnica! O forse mi sbaglio perché vorrei poter scrivere una rivista al mese tutta da me!
MEGLIO PESCARE O FARE ALL'AMORE?:
Per un carpista l'ideale sarebbe farlo “mentre” si è in pesca. La domanda semmai è “ma se parte una canna sul più bello….che fai, continui o molli tutto e combatti la preda?”. La risposta la tengo per me.
SAI CHE E' STATO INDETTO IL PREMIO MIGLIOR GIORNALISTA DI PESCA DEL 2005? SPERI DI VINCERLO? PERCHE'?
Tanti anni fa durante quei meravigliosi AIPO show vi era un Gala in cui, davanti alla crema del mondo della pesca venivano premiati atleti e autori per il contributo dato alla pesca sportiva. Allora ero una firma alle prime armi e osservavo con gioia il mio Maestro, Sandro Meloni , salire sul palco. Ho sempre pensato che, per un autore, quello era l'apice ed infatti,….. non sono mai stato minimamente chiamato o preso in considerazione…anche quando avevo già in carniere tali e tante pubblicazioni, associazioni e proposte che forse avevo qualche possibilità.
Oggi, che credo di essere diventato un autore “maturo” (anche se una certa redazione vive questo quasi con fastidio trattandomi come uno alle prime armi), mi rendo conto che il miglior premio alla mia carriera è il fatto che dopo 15 anni ininterrotti, continuo ad avere spazi editoriali e la massima libertà da parte del mio editore (Dott. Cacciapuoti dell'Olimpia). Questo è il massimo premio a cui potrei ambire perché, propongo e faccio, ciò che reputo bello fare, senza che mai l'editore mi abbia posto dei freni! (Semmai sono altri a porli…). Spero che un premio lo vinca Sandro Meloni perché è un grande autore di cui la pesca italiana non può fare a meno oppure, Mario Molinari a cui devo il fatto di essere un autore di carpfishing.
SECONDO TE, IL SOTTOSCRITTO, PAOLICCHI, MANTOVANI E SMANIA, SONO IN GRADO DI POTER SCEGLIERE CHI E' IL MIGLIORE O SONO QUATTRO SCALZACANI CHE DOVREBBERO PREOCCUPARSI DI FARE ALTRO NELLA VITA:
No, farebbero meglio a non gettarsi in una mischia perché sai quante invidie si possono scatenare. Ogni autore, anche il più giovane ritiene di avere qualche cosa di innovativo da dire. Ovviamente scherzo, sono nomi che suscitano rispetto ed anzi, spero che questa iniziativa si crei una lunga storia e diventi patrimonio comune della pesca italiana.
IL PIU' GRANDE RIMPIANTO?:
Ben pochi e comunque mai legati alla pesca perché da essa ho avuto e sto avendo molto più di quando, giovane lettore di Pescare nel 1967, rimanevo a bocca aperta leggendo Bocchi, Menchi, Albertarelli e successivamente Cazzola, Meloni, Bastianacci, Pirino, Pragliola, Lumini. Come avrei mai potuto immaginare di diventare a mia volta un autore “vecchio” del panorama nazionale?
IL SOGNO NEL CASSETTO?:
Far diventare la pesca sportiva uno sport televisivo (in chiaro) in cui, senza trucchi ed inganni, si spieghi che è bello girare per fiumi e spiagge con una canna in mano. Fa bene a tutti, non solo ai più giovani. Vedere nascere fishing camp seri nei nostri fiumi oppure lungo le nostre coste tornate ricche di pesce, trasformare le riviste e far si che il pescatore, nell'immaginario collettivo, non sia un mezzo sfigato ma uno sportivo sui canoni USA e britannici. Ma servono altre 2 o 3 vite per far questo.
IN MOLTI PENSANO CHE UN GIORNALISTA DI PESCA DEBBA ESSERE COMPLETO AL 100%, CIOE' DEBBA SAPER PESCARE IN TUTTI I MODI, ALTRI INVECE PENSANO CHE FARE MILLE MESTIERI EQUIVALE A NON FARNE NESSUNO BENE, INSOMMA QUALCUNO PENSA CHE TI ARRABATTI IN COSE CHE NON CONOSCI:
Può darsi ed infatti non mi sono mai dato la patente dell'esperto. Ma pratico regolarmente alcuni sistemi di pesca e tra questi vi è lo spinning (che pratico a tempo perso da almeno 30 anni) , e la pesca dei predatori. In passato ho fatto del surf, facendo parte dei Quater di Sandro Meloni ed ho pescato in Atlantico, Indiano così come nel mare del Nord insieme a surfcaster eccezionali come Kerry, Mortimore e Mackellow. Nel tornament casting sono comunque il primo ad aver superato i 200 e 210 metri nel nostro Paese durante l'International Ipswich event del 1992 con una misurazione effettuata da Paul Kerry. In genere cerco quindi di non arrabattarmi ma, di fare le cose per bene. D'altra parte Matt Hayes fa esattamente le stese cose e nessuno si stupisce più di tanto quindi perché no?
SALTWATER O FRESHWATER, DOVE TROVI LE EMOZIONI PIU' BELLE?
Senza dubbio in mare per la mole delle prede e la forza pazzesca che sprigionano! Ma scelgo il carpfishing perché è vita di gruppo in ambienti bellissimi così come i predatori perché si tratta di uscite veloci, senza troppi attrezzi e veramente eccitanti. Cerco di godere di ogni singolo momento di pesca che posso vivere e non mi interessa a cosa sto puntando, sia esso un tonno o una tinca.
CARPFISHING O PREDATORI?:
Carpfishing al 100%. Quella è la mia tecnica, il resto è solo puro divertimento.
QUALE E' STATO IL MOTIVO CHE HA CAUSATO UNA COSI NETTA INVERSIONE DI ROTTA, OSSIA PERCHE' SEI PASSATO DALLE CARPE AL LEDGERING, ALLO SPINNING, ECC.
Non sono passato da nessuna parte! Ho solo fatto dei dvd da protagonista che raccontavano qualche sistema di pesca che non aveva molta visibilità da anni come il maniè oppure i jerk bait. Ma è il carp fishing il centro della mia attività. Il maniè lo pratico quando non ho il tempo di andare a carpfishing mentre jerk e spinning sono un mio vecchio amore. Il ledgering è stata una scelta semplice perché è quello che pratico in Austria sulla Drava e qualche volta, nel Tevere per sessioni di due o tre ore. Per fare i dvd ho comunque fatto una tale full immersion di dvd su quegli argomenti da sapere a memoria come pescano i maggiori esperti britannici.
I TUOI RAPPORTI CON IL PAOLICCHI?:
Sono orgogliosamente il suo testimone di nozze e lo considero un fratello! Lavoro con “Johhny Lee” da oltre 10 anni senza mai una litigata ma scambi di vedute costruttive. I risultati migliorano di mese in mese ed ora che è diventato un “ometto” serio, ammetto che è il miglior regista che io abbia mai potuto sperare di incontrare. Ma scherzi a parte è soprattutto il mio amico Johnny!
I TUOI RAPPORTI CON OLIVER PORTRAT:?
Eccellenti, siamo amici da oltre 10 anni e ci sentiamo con regolarità anche se quest'anno non abbiamo pescato insieme perché i nostri programmi non si sono incrociati. Forse la prossima stagione faremo qualche cosa insieme. Olivier è un grande angler anche se con un carattere non propriamente facile.
HAI “CONOSCIUTO” NESSUNA DELLE RAGAZZE DEL CALENDARIO ZEBCO?:
Si, ne conosco alcune.
QUANTA GENTE, DICIAMO, “TI LECCA VERAMENTE LE PARTI INTIME” PER AVERE FAVORI NEL MONDO DELLA PESCA?:
Mah, non molte anche se spesso ho l'impressione che alcuni si facciano sotto per questa ragione, ma io non posso e voglio fare molto. In passato ce ne sono stati parecchi ma, gradualmente si sono dimostrati ciò che erano e hanno preso una loro strada spesso pentendosi. Ora mi circondano amici veri e disinteressati ed anzi, la maggioranza delle persone che frequento non ha alcun interesse verso la pesca.
IN GIRO SI DICE CHE HAI FATTO UNA GUERRA PILOTANDO UNA F 104, PUOI DARCI RAGGUAGLI?:
No, non ci sono ragguagli. Ma i 104 non hanno mai partecipato ad azioni reali di guerra anche perché il loro ruolo era differente.
HAI SGANCIATO BOMBE?:
Sono stato istruttore di tiro e tattiche operative quindi, l'ho fatto ma solo in esercitazione nei poligoni preposti quando facevo l'Istruttore di Volo. Gli F104 non hanno sganciato bombe perché erano caccia intercettori ed io sono stato un intercettore per 10 anni. Ho naturalmente partecipato alle operazioni che si sono svolte dal Golfo (1991) fino al mio congedo (1998) con compiti di Difesa aerea.
Domanda tosta:
SE SI, TI VIENE MAI LO SCRUPOLO CHE ABBIA POTUTO AMMAZZARE QUALCUNO?:
Quando uno sceglie di fare il Pilota da caccia mette ampiamente in preventivo questo e altro durante un addestramento in cui anche questo aspetto è ampiamente analizzato ed approfondito. Ne sono sempre stato consapevole ma, un Pilota (un soldato) va in guerra su mandato del Parlamento ovvero della maggioranza dei cittadini e difende gli interessi dello Stato. Se non si è d'accordo, non si fa il Militare ma si sceglie un'altra professione che non ti ponga davanti a quesiti di questo tipo...
PERCHE' HAI LASCIATO L'AEREONAUTICA MILITARE, E' STATA FORSE LA PAURA DI LASCIARCI LE PENNE?:
No affatto. Con oltre 2000 ore di F104 , 3200 di volo su monoposto ed una eiezione durante un temporale, ci vuole ben altro che la paura di lasciarci le penne!. Ho scelto l'Alitalia per non sacrificare la famiglia, guadagnare molto di più e pianificare la mia vita. Dopo 18 anni di Aeronautica militare, me lo potevo permettere e dopo lunga e penosa riflessione, ho fatto il passo.
Grazie a questa scelta vado a pesca con dei ritmi che mai avevo avuto e così posso approfondire anche le tecniche in cui sono meno preparato…
COSA RISPONDI A QUELLI CHE SCRIVONO “NOT IN MY NAME”?:
Non sono interessato a slogan e non condivido affatto chi manifesta contro i nostri soldati mentre questi sono impegnati in azioni ad altissimo rischio e nel nome del Parlamento e quindi del Popolo Italiano. Not in my name può andare bene “prima” che il Parlamento sovrano decida perché è democrazia, dopodichè esiste solo l'unità nazionale ed il sostegno. Il resto non mi interessa affatto.
MEGLIO UNA LOTTA CON UNA CARPA DI 20 KG O UN AMPLESSO CON LA NUOVA HOSTES APPENA ASSUNTA.
Ho una bella famiglia e se proprio dovessi fare il furbo, non lo farei mai con un'hostess. Dopo due giorni lo saprebbe tutta l'Alitalia. Quindi voto per la 20 kg.
Grazie mille a Roberto Ripamonti, per questa bellissima intervista fiume che ci ha fatto conoscere lati fin ora nascosti della sua vita privata e professionale di un grande personaggio che tanto ha dato e tanto dovrà ancora dare al mondo della pesca. Grazie soprattutto per aver accettato di rispondere a domande “difficili” e “imbarazzanti”. Chi sarà il prossimo?
Iniziate a tremare!!, il Montone può bussare alla vostra porta da un momento all'altro.
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