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Il surf non è mai un “buon micetto”, le sue onde impegnano a diversi livelli attrezzi e sistemi, in particolare i terminali, cioè la vera interfaccia tra noi e le prede. Nulla è generalizzabile a priori, per cui al “peggio” non vi sono limiti. Il rapporto, intensità mare/energia spiaggia, detta il parametro di turbolenza, con alcune variabili dettate dalla sopraelevazione del fondale.
Un terminale (complesso costituito da trave e finale) inserito nella centrifuga delle onde rompenti, subisce tali e repentini colpi di frusta da essere rapidamente deturpato nella sua funzione adescante e di presentazione dell'esca. Particolare non trascurabile è che molto spesso, questo accade nei settori in cui è importante cadere con le esche. E non è neppure un problema di distanza operativa. Poniamo il caso di una mareggiata f4, frontale (+ - 15° di inclinazione) su una spiaggia di media energia. Se la frequenza è attorno alle 13-14 onde minuto, Il fenomeno risulta per certi versi “splendido”, con treni d'onda continui e regolari, due linee di frangenti ed una risacca notevole. La lunghezza dei lanci non sarà impegnativa, ponendo il settore operativo attorno agli 80 metri o anche meno. Il terminale è manco a dirlo il Pater, ma stavolta potrebbe non essere sufficiente, soprattutto nelle prime due fasi. Gli outriggers nella versione surf, sono prodotti antichi quanto il fenomeno d'onda, tuttavia fu negli anni 80 che misi a progetto un disegno rivoluzionario. Le “elle” veloci, assunsero questa denominazione solo dopo, passando dapprima da semplici “elle”. Si tratta di divergenti che non richiedono un vero e proprio trave, in quanto possono essere disposte direttamente sul tratto finale dello shock leader, senza assolutamente recidere il filo per l'inserimento. Anche in questo caso lo schema riporta con dovizia di particolari quote ed informazioni per l'uso, non ci soffermeremo oltre sotto questo aspetto, vediamo invece le indicazioni pratiche.
Le “elle” consentono tutto questo e svolgono il loro lavoro in modo perfetto, ad una distanza balistica sino circa 90 metri. Sarà piacevole salpare il finale per il rimessaggio e trovarlo perfetto, con i braccioli distesi e paralleli al trave. Ma non sono solo rose… La “elle”, come d'altronde qualsiasi altra soluzione divergente, è visibile e all'abboccata delicata tradisce la sua elasticità, necessita costantemente della copertura delle onde. Attenzione quindi a non cadere distante dal frangente, così come, occhio alla fase calante, quello è il momento di riporre il “ferro” a favore del nylon.
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