
Castelnuovo, barbi e nebbia
di Lapo Cellai, nick LAPO
La sveglia, implacabile, suona alle 4.30. Prima di uscire guardo le mie donne con un velato senso di colpa, che scompare appena penso agli ormai famosi barbi dell’Adda. Trovo Nic, mio grande amico e compagno di pesca dalla ormai lontana prima superiore, già pronto e senza neppure bestemmiare per l’ora, per noi assurda. La cosa mi inquieta: “allora oggi e’ veramente una cosa seria” penso tra me e me, mentre l’autostrada scorre via veloce… e la nebbia si fa sempre più fitta.
Grazie alle indicazioni di un amico riusciamo a non perderci… e mentre cartelli di luoghi mitici (Monticelli, Isola Serafini) si susseguono lentamente, dalla nebbia ecco che spunta Castelnuovo Bocca d’Adda!
Dopo una sosta nel bar in piazza, grazie sempre alla mappa del mio amico, riusciamo a trovare la carraia che porta al fiume. Il Fiume si presenta bello chiaro, la nebbia che prima maledivo ora sembra dare al paesaggio una dimensione onirica, bellissima, l’acqua va via veloce e la nostra emozione è a mille.
Armiamo le nostre bolognesi di 7 metri con 12 grammi, piombatura bassa, senza troppi fronzoli, da barbi vecchia maniera (Zelli mi perdonera’…), pastura rossa al formaggio rinforzata con ghiaia e pv1 e via! Dopo un oretta di pesca e 4/5 barbi non grossi ciascuno, la voglia del comiza gigante comincia a serpeggiare. Ci appesantiamo ulteriormente con 15 grammi, sovratarando di un grammo e rinforzando la pasturazione con alcune bocce di pastura ben pressate: dopo un paio di passate la canna si piega bene e la frizione comincia a cantare… poco dopo un barbo di chilo entra orgoglioso nel mio guadino.
Mentre cambio il finale Nic ferra e questa volta sembra grosso: dopo dieci minuti di sinfonia di frizione odo una bestemmia violentissima: il comiza ci ha salutato, facendoci capire che uno 0.16 di gran marca e provata affidabilità vale ben poco con questi signori. Nicola a questo punto ha l’intuizione: preso dallo sfasamento monta la canna da fedeer con 90 grammi ed un finale di 0,18 corto; tappi di pastura e bachi e giù in acqua. Dopo nemmeno tre minuti ha la canna piegata e l’occhio ceruleo di chi è disposto a tutto.
Il combattimento è brutale e Nic, avvezzo con le carpe del nostro Arno, dimostra la sua maestria: più di 2 kg di barbo si mostrano nel loro splendore. Monto subito anch’io un “fondino”, montatura uguale a Nic e Castelnuovo Bocca d’Adda si mostra in tutto il suo splendore. Alle 14, a malincuore, si smonta, e con gli occhi sognanti e l’accelleratore pigiato torniamo a Firenze, inframezzando il viaggio con una tappa a quel paradiso dei salumi che è l’autogrill di Modena. Entro in casa e allo sguardo ormai rassegnato della mia compagna segue il sorriso, splendido e incosciente (visto il padre...) nei suoi quattro mesi, della mia Sara.
E’ stata davvero una gran giornata.
Un grazie di cuore all’amico Jader, gran pescatore e sublime cartografo.
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