
Meraviglie d’italia: il fiume Nera – 1° di due parti
di Stefano Montone
con la collaborazione di Legambiente Valnerina e Fly Club Nera
Sicuramente il Nera rappresenta una delle gestioni fluviali più organizzate d’Italia. Abbiamo redatto questo articolo grazie anche alla preziosa collaborazione dell’amico Pippi Marco, responsabile della sezione Legambiente Valnerina, il quale oltre che un bravo naturalista, si è dimostrato un ottimo regista. Infatti lo stesso ha realizzato un bellissimo DVD. Il video si divide in quattro sezioni:
- Il fiume Nera: aspetti generali del territorio e pesca a mosca;
- Fiumi Informa: campagna nazionale di Legambiente condotta nell’anno 2001 per monitorare lo stato di salute del fiume;
- Risultati delle analisi: i risultati chimico fisici di “Fiume Informa”
- Immagini: una carrellata di stupende immagini sul fiume.
Il DVD è distribuito gratuitamente, viene richiesto solo un piccolo contributo per il recupero delle spese. Trovate tutte le informazioni sul sito www.legambientenera.it
Una notizia di certo da molti attesa con ansietà:
EBBENE SI, IL TRATTO NO-KILL DEL FIUME NERA, DOPO UN LUNGO E TORTOSO PERCORSO AMMINISTRATIVO E POLITICO, UFFICIALMENTE LA GIUNTA ROVINCIALE NE HA DELIBERATO L'ALLUNGAMENTO A VALLE SINO AL PAESE DI PIEDIPATERNO.
Un risultato veramente eccezionale che premia tutti coloro che in questi anni, sia attraverso il volontariato, sia con un assiduo sostegno espresso in mille modi, si sono prodigati incessantemente al raggiungimento di questo importante obiettivo. L'area interessata a questa estensione corrisponde a circa km 1,500 di S.S. 209 Valnerina, ma in effetti come asta fluviale è circa km 2, vale a dire che ad oggi il No-Kill del Nera complessivamente equivale a circa km. 9.
Ancora una volta la consapevolezza del risultato globale, così come l'ineccepibile certezza che la salvaguardia degli ambienti fluviali si può perseguire solamente adottando una gestione che sia garante di sostenibilità e compatibilità verso l'ambiente, hanno prevalso sulla retorica e l'incertezza, ma più di ogni altra cosa su quel contesto che con molta ipocrisia ed una buona dose di ego ancora si ostina di non ammettere ciò che è giusto da ciò che non lo è, perdendo la preziosa opportunità di crescere e di cambiare.
GLI AMICI DI LEGAMBIENTE SONO CONVINTI CHE "UN MONDO DIVERSO E' POSSIBILE".
In questa grande storia del No-Kill iniziata nel 1994, non bisogna dimenticare la preziosa collaborazione venutasi a creare con le Amministrazioni Comunali di Vallo di Nera e Cerreto di Spoleto, ai quali si deve davvero molto: tra tante difficoltà e conflitti, sin dall'inizio hanno pienamente creduto in questo progetto di Legambiente e con decisione lo hanno sempre sostenuto, sino a chiedere loro stessi, attraverso un progetto presentato alla Provincia di Perugia a novembre 2000, l'estensione del tratto No-Kill.
Non dimentichiamo anche la Provincia di Perugia che nonostante le numerose “asprità” politiche, tuttavia ha sempre accolto le proposte della Legambiente e dei pescatori a mosca, in particolare una nota di merito allo staff tecnico: il dott. Mauro Natali, il dott. Marco Bonavia e l'Assessorato alla pesca Massimo Buconi. Legambiente Umbria non può che reiterare un concetto essenziale da sempre rivolto a tutti i fruitori del No-Kill del Nera: la gestione è vincente in tutta la sua accezione soltanto se sussiste la volontà che ciò avvenga, e questo dipende molto dal comportamento di coloro che la caratterizzano, vale a dire per primi i pescatori stessi.
IL FLY CLUB NERA
Ma a preoccuparsi delle sorti del Nera, non vi è solo Legambiente, anche gli amici del Fly Club Nera fanno del loro meglio, gli stessi ci informano che “club nasce nel mese di marzo 2002,conta circa trenta soci per la maggior parte giovani o giovanissimi. La nostra sede si trova a Terni in Via Cesare Battisti n° 67. Qui ogni martedi, dalle ore 21 in poi, teniamo le nostre riunioni. Le ragioni che spingono un gruppo di amici a fondare un club sono ormai note a tutti, poichè la Pesca a Mosca ha raggiunto un grado di diffusione molto elevato, innalzando nel tempo sia il livello tecnico che l' attenzione per il fiume e l'ambiente.
Tutto ciò ha permesso anche alle istituzioni di guardare con un altro occhio alle problematiche dei nostri fiumi e dei pescatori in generale, consentendo la nascita di nuovi tratti No - Kill. Come tutti i club teniamo corsi di lancio e costruzione ecc. ma soprattutto cerchiamo di orientare i nostri iscritti a guardare proprio a questa problematica generando un dibattito che si estenda anche all' esterno del club per cercare di valorizzare ciò che è l'ispiratore di ogni tecnica " Il fiume". Facendo ciò speriamo che questa attenzione coinvolga anche gli altri pescatori dal momento che è necessario anche il loro appoggio per riportare tutta l'asta fluviale in condizioni ottimali e non solo pochi tratti. Abbiamo cercato di portare la Pesca a Mosca in Valnerina oltre che con la nostra presenza sul fiume soprattutto all'esterno dei tratti No-Kill, organizzando una manifestazione nazionale di costruzione e intitolandola alla Valnerina stessa”.
Anche gli amici del Fly Club Nera praticano il No Kill
Il tratto no-kill di loro interesse è stato istituito dalla Provincia di Terni nei e va dalla località Caserino (dove c'è una tettoia di protezione della strada statale Valnerina) a risalire fino al confine con la Provincia di Perugia, Ponte Santiago. E' sicuramente uno dei tratti più belli e particolari di tutto il fiume, con un continuo succedersi di raschi, correntine, buche profonde e belle piane,il tutto contornato da una fitta vegetazione riparia. La portata d'acqua è sicuramente superiore a quella degli altri tratti del Nera ed è quasi sempre costante.
La fauna ittica è costituita di trote fario di ottima qualità , in parte frutto di recenti ripopolamenti, in parte cresciuta nel fiume, in quanto il tratto tra Macenano e Terria è rimasto chiuso alla pesca per cinque anni ed è stato riaperto solo in concomitanza con l' istituzione della zona No-Kill. Sono inoltre presenti sporadiche trote iridee e alcuni esemplari di salmerino di fonte, entrambe sicuramente frutto di qualche evasione dagli allevamenti ittici(ce n'è uno subito a valle del ponte di Terria). Le trote presentano tassi di accrescimento notevoli e non è infrequente imbattersi in esemplari superiori ai quaranta centimetri con doti di rusticità e combattività fuori dal comune. I tassi di accrescimento di cui sopra sono favoriti da un lato dalla selvaticità dell' ambiente il quale offre alla trota nascondigli sicuri non raggiungibili facilmente dai pescatori, dall'altro dall'enorme quantità e varietà di insetti presenti. Vogliamo ricordare in particolar modo la mosca di maggio sia Danica che Vulgata, gli ecdionuridi, grossi plecotteri, sedge.
La presenza di una fitta vegetazione e la natura contrastata delle correnti richiedono una buona conoscenza della tecnica di lancio. L'insidia maggiore è il dragaggio, sia che si peschi in caccia (assenza di schiusa, bollate rade) molto vicini al sottoriva, che in bollata (in presenza di schiusa). Di grande importanza percio' il lancio curvo, nonchè una buona precisione nell' esecuzione, poichè la trota in un simile ambiente ,come abbiamo già accennato, finchè non è in atto la schiusa, prediligerà stazionare molto vicina al sottoriva, non privo di ostacoli ( rami,cespugli ecc.), anche se a volte mantiene lo stesso comportamento anche in bollata. Molto importante è anche la scelta del finale, che deve avere una lunghezza di almeno quindici piedi (decidete voi se conico o a nodi). In quanto alla lunghezza della canna è bene utilizzare per la secca una 7'6-8' coda 3-4, mentre per la ninfa una 8'-8'6 coda 4-5.
IL FIUME
Il Nera, nasce nel grande anfiteatro morenico racchiuso tra il Monte Cornaccione, il Bove sud e Cima Vallinfante nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini nei pressi di Castel Sant'Angelo sul Nera dove da due fori nella roccia a forma di narici, sgorgano le prime fresche acque del fiume.
Il suo nome deriva probabilmente dalle sorgenti sulfuree di Triponzo, dato che i Sabini che popolavano la valle chiamavano "NAR" lo zolfo, oppure dalla radice greca "NAR" che indica "forte, impetuoso". Il Nera ha rivestito un ruolo di primaria importanza per il territorio fin dalla preistoria, favorendo lo sviluppo di insediamenti umani. Nel suo corso dalla sorgente al suo incontro con il Tevere, interessa i territori di tre Regioni (Marche, Umbria, Lazio) e quattro province (Macerata, Perugia, Terni, Viterbo).
Per circa metà del suo corso, scorre in questa valle recondita dell’Umbria Meridionale, prima di entrare nella conca ternana. Il fiume Nera (lunghezza 116 km; bacino 4280 km2) si snoda lungo l’Appennino Umbro-Marchigiano da Visso verso sud ovest fino a Terni dove continua la sua corsa, attraversando la conca ternana, il comune di Narni fino a confluire da sinistra nel Tevere a valle di Orte(VT).
I suoi affluenti principali da sinistra sono: il Campiano presso Ponte di Chiussita, il Corno a Triponzo, il Tissino a Borgo Cerreto, le sorgenti di Valcasana a Scheggino, il Velino alla Cascata delle Marmore e l’Aia a Narni , da destra: l’Ussita a Visso, il Vigi a Borgo Cerreto e il Serra a Terni.
L’affluente più importante e che ha una maggiore e costante portata è il fiume Velino (lunghezza 90km; bacino 2238 km2), nasce nel monte Pozzoni nell'appennino umbro-marchigiano e confluisce da sinistra nel Nera. Il Velino, attraversa la piana di Rieti, si espande nella depressione costituente il lago di Piediluco e quindi precipita nel Nera con un salto di 165 mt dando luogo alla grandiosa Cascata delle Marmore. L’ambiente in cui scorre il Nera è angusto, selvaggio e nei tratti più spettacolari scorre incassato tra imponenti pareti rocciose modellate nel tempo dall’impeto dell’acqua, in altri attraversa gallerie naturali di rigogliosa vegetazione per rallentare bruscamente dove i profili si addolciscono e la valle si apre, come in prossimità di Borgo Cerreto e Ferentillo.
Le sue acque ricche di ossigeno sono molto limpide, pure, e fresche anche per la presenza di numerose sorgenti carsiche naturali che creano un ambiente adatto anche alla presenza di una fauna ittica pregiata costituita prevalentemente dalla Trota Fario e in alcuni casi dai Gamberi di fiume che sono ormai in via di estinzione.
Queste acque frequentemente sono usate per gli allevamenti delle trote, per la produzione di energia idroelettrica e per attività sportive quali la canoa, il rafting e la pesca.
Parallela al fiume scorre l'omonima strada statale SS209, unica via di comunicazione per raggiungere i numerosi borghi presenti su questo territorio.
Nel suo percorso tortuoso attraversa e/o lambisce quattordici comuni dei quali forniamo alcune notizie.
Castel S.Angelo e Visso in provincia di Macerata;
Preci, Norcia, Cerreto di Spoleto, Vallo di Nera, S.Anatolia di Narco e Scheggino in Provincia di Perugia;
Ferentillo, Arrone, Montefranco, Terni e Narni nella Provincia di Terni;
Orte in provincia di Viterbo.
LA VALNERINA
La Valnerina ci offre meravigliosi spettacoli naturali formatisi in secoli di continue trasformazioni associate all'intervento dell'uomo. In un intreccio di monti e pianure si possono ammirare incantevoli Paesi, frazioni, Abbazie, conventi, numerose Chiese, Castelli e Torri di guardia medioevali che ancora oggi esercitano il proprio dominio sul territorio fino ad arrivare ad uno degli scenari più suggestivi: la Cascata delle Marmore. La Valnerina si estende su gran parte del percorso del Nera, e lungo le sponde fanno da sentinelle le Rocche ed i borghi fortificati, costruiti per presidiare antichissime vie di comunicazione. E' una rigogliosa vallata di origine fluviale interamente formata dal fiume da cui prende il nome, interessa un territorio che si alterna tra aspre zone montuose e valli particolarmente straordinarie che affascinano ogni visitatore.
E' in un territorio che può vantare uno stretto connubio fra la bellezza del paesaggio, la sua storia, le testimonianze d'arte nascoste, le tradizioni popolari e di gastronomia; caratteristiche che la rendono famosa in Italia e all'estero. E’ poco fertile e di difficile coltivazione, la valle del Nera si è trovata, in una posizione di emarginazione rispetto al resto della regione, cosa che le ha permesso di lasciar sopravvivere antichi insediamenti, talora serrati entro mura turrite.
E' un'area sottoposta, da sempre, a frequenti attività sismiche anche di eleveta intensità, a volte con risultati catastrofici, mentre raramente assistiamo ad inondazioni del Nera.
E' un territorio che durante i secoli è stato sottoposto a frequenti incursioni, saccheggi e devastazioni di ogni genere da Romani, Goti, Longobardi, Saraceni, non meno cruente le lotte fra Spoleto e Norcia.
Si sono alternati periodi floridi a periodi di estrema difficoltà. Attualmente diverse frazioni di alcuni comuni si stanno spopolando lasciando semideserte località di rilevante valore storico e culturale, comunque sono in esecuzione restauri a tappeto su tutto il territorio anche se molte opere rischiano l'abbandono e il deperimento. L’alta Valnerina, caratterizzata dall'economia agricola tradizionale, ittica e dalla raccolta e lavorazione dei prodotti del bosco.
La bassa Valnerina in provincia di Terni, caratterizzata da uno stretto intreccio tra economia agricola tradizionale ed economia industriale moderna sta diventando centro di attrazione turistico grazie ai numerosi sport moderni che si possono praticare: dal rafting, al bungee-jumping, dall'arrampicata, ai percorsi di mountain bike. Emozionanti sono anche le escursioni di trekking a piedi o a cavallo.
Con il nome "Valnerina" si identifica anche la strada statale 209 che partendo da Terni costeggia parallelamente il fiume Nera per quasi tutto il suo tracciato e rappresenta il collegamento viario principale per tutti i comuni della zona. |
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