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Spinning al lago "le due isole"
Testo e foto di Stefano Montone

Ogni volta che passavamo di li, rammentavamo le belle giornate passate in riva al lago combattendo ore e ore con enormi pesci gatto. Ci rammaricavamo per la repentina chiusura di quel complesso estremamente bello e versatile. In passato ci andavamo il sabato pomeriggio alla ricerca di catture importanti. In particolare ci andavamo dopo una lunga settimana di lavoro a scaricare lo stress accumulato.

Seduti sotto ad un pioppo lanciavamo le nostre montature mignon per ingannare le enormi e vecchie carpe del lago. Era bello vedere l’elastico della roubaisienne allungarsi a dismisura fin quando si spezzava il terminale. C’è poco da fare per quelle carpe ci voleva il carpfishing, tecnica purtroppo ancora “aliena” nelle acque del sud Italia. Dunque lo spirito con il quale ci apprestiamo a redigere i nuovi articoli del 2006, sarà proprio quello di portare nelle acque della “terronia” tecniche di pesca usuali per alcune parti d’Italia ma ancora sconosciute nella mia amata terra.

Dunque, non è con anima di pioniere, ma con spirito di avventore che mi accingo ad annunciare una serie di articoli che porteranno in queste acque il mort manie, il silicone, il carpfishing e altre tecniche ancora inusuali per gli “abbandonati” pescatori del meridione d’Italia.
Poi arrivo la TAV che guarda caso doveva passare proprio dentro al lago che fu chiuso per i lavori. La chiusura durò alcuni anni.

Poi un giorno come di incanto sulla Statale Appia vedemmo un cartello: “Riapre le Due Isole”. La notizia ci entusiasmò e non potemmo fare altro che deviare il percorso da noi programmato.
Finalmente, dunque, riapriva i battenti il Lago “Le due Isole”. Coloro che lo hanno frequentato negli anni 90 lo ricorderanno per la naturalezza e l’alto numero di catture.

Dunque il caro amico Michele Reccia, proprietario del complesso, dopo varie vicessitudini giudiziarie, ha cambiato dimensioni e geometria del complesso col risultato di aver realizzato un lavoro veramente meritevole.In origine il complesso era formato da due laghi, uno adibito a carpodromo e uno alla pesca alla trota. Ora Michele Reccia ha deciso di unire i due laghi col risultato di ottenere un bacino che senza timore di smentita definiamo sicuramente il più grande della Campania in materia di complessi di pesca sportiva.

L’area complessiva equivale a quattro campi di calcio. Un bacino dunque, che per dimensioni e numero di catture, è in grado di competere anche con i più noti e blasonati dell’Italia settentrionale. La forma dicevamo è estremamente irregolare e si presta ad ogni tecnica.

Ma la peculiarietà del complesso è quella di prestarsi benissimo alle tecniche meno note nei bacini di pesca sportiva, c’è spazio a sufficienza per pescare a spinning a mosca, nonché per distendere dietro le lunghe roubasienne. Per celebrare l’apertura Michele fece la prima immissione con ben venti quintali di trote e altrettanti di carpe, tinche, anguille, cavedani, bass ecc., col risultato di avere quasi la sensazione di stare a pescare in un secchio.

Lo sanno bene gli agonisti che proprio in tale giornata di apertura avevano deciso di effettuare una gara riempiendo le nasse con circa centocinquanta iridee a testa. Si perché alle due isole vige un regolamento abbastanza aperto che permette di pescare anche con esche e tecniche poco tollerate in altri complessi. Qui, essendo carpodromo, si può pasturare e pescare col bigattino.

Come dicevamo nella giornata di apertura abbiamo pescato a spinning prevalentemente con cucchiaini rotanti ad amo singolo e re-immettendo in acqua tutte le prede, in particolare abbiamo usato lo Spark in vari colori, l’Esa e l’Ecu tutti prodotti dalla Ilba di Bergamo. Ma in alcune ore della giornata, quando c’è attività di superficie, è possibile anche pescare a mosca secca con ottimi risultati. La prerogativa di questo lago è che l’acqua si presenta estremamente limpida a causa della grande vegetazione acquatica che si sviluppa. Dunque un habitat ideale per i black bass che abboccano agli artificiali più classici dedicati a tali pesci. In particolare nei periodi caldi abboccano egregiamente agli spinner bait di vari colori.

Non abbiamo provato con i siliconi e con il morto manovrato ma ci ripromettiamo di farlo al più presto per cercare di tirare fuori dall’acqua qualcuno delle gigantesche iridee che il gestore ha immesso nel lago per fare la gioia dei festosi pescatori che puntualmente ed assiduamente affollano lle verdi sponde del lago le Due Isole. Logicamente, in questo lago, lo spinning va fatto con attrezzi appropriati di potenza medio pesante - in tal caso abbiamo usato le Pride Spin della Alcedo nelle misure da 240 cm e 270 cm.

COME ARRIVARE
Il lago “le Due Isole” si trova a nord della città di Capua. Percorrendo l’Autostrada Milano-Napoli si esce al casello di Capua, svoltare in direzione Capua e proseguire per circa due chilometri. Il lago è sulla destra vi è l’insegna. Da Napoli SS7 Bis: Melito, Aversa, e poi Capua; proseguire in direzione autostrada, il lago è sulla sinistra, vi è il cartello che lo indica. E’ Possibile reperire esche e attrezzature nei numerosi negozi di pesca di Capua.

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