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Otto giorni in Lapponia svedese
di Antonio Frassine
Partenza lunedì 24 Agosto ore 12,40, arrivo a Stoccolma alle 15,20, alle 16,30 volo per Umea, arrivo alle 17,35, ufficio dell’Avis, ritiro dell’auto a noleggio e due ore di viaggio in un entroterra meraviglioso.
Abeti, betulle, sottoboschi di mirtilli, verdi prati e dolci colline riempiono gli occhi, le centinaia di laghi e fiumi che ammiriamo ci fanno sognare le prede che vorremmo catturare, accarezzare e poi con un guizzo riveder libere.
Di tanto in tanto incontriamo dei piccoli paesi, più che paesi sono piccoli agglomerati abitativi o di villeggiatura, 20/30 case in legno sparse e ben distanti tra loro, tutto è perfetto, le pareti sono ben dipinte con colori pastello, i giardini perfettamente rasati, non si vede un cassonetto dell’immondizia, ne tanto mento un sacchetto o un foglio di carta lasciato a terra.
È il primo giorno e tutto è perfetto.
La destinazione è Granselegarden, saremo ospiti in una casa Italiana, con cucina Italiana, potrà a molti sembrare sciocco, ma personalmente il nostro pane ed il nostro espresso sono cose che ad ogni viaggio mi mancano e rendono sempre un pò meno piacevole il trascorrere dei giorni.
Arriviamo da Marino, “ padrone di casa “ verso le 20,00, sistemiamo i bagagli, facciamo due passi, ammiriamo il maestoso fiume che ci scorre davanti e alle 21,00 ci sediamo a tavola, il sole è ancora alto, in questo periodo vi sono circa 20 ore di luce al giorno il che ci permetterà di affrontare ogni giornata con grande calma.
Marino lo avevamo incontrato una sola volta, ma è come se fosse un amico di sempre, tranquillo, alla mano, così come lo sono i due ragazzi romani e i due di Lecco anch’essi ospiti della casa.
Per l’indomani, prima meta, ci viene consigliato il fiume Vindel nel comune di Sorsele, le esatte indicazioni ci porteranno ad un parcheggio e da qui un sentiero di circa 20 minuti per arrivare ad una pool lunga circa 600 metri, mista tra rapide, correntoni e brevi piane.
Il fiume e bellissimo, molto largo e veloce, pescheremo in passata al tocco con pendoli da 15gr o spirale da 10gr, innescando vermi portati dall’Italia.
Dopo circa 8 ore ininterrotte di pesca, ognuno di noi porta a riva dai 70 ai 90 temoli, tenere l’esatto conto è impossibile, in taluni punti con un solo verme si catturavano dai 3 ai 5 temoli, il cui peso medio va dai 300 ai 600gr, con alcune catture sopra il kg, verso sera erano entrate in pesca anche le fario, non grandi, trote sui 23/26 cm, ma con una livrea bellissima.
Esausti, ma veramente appagati dalla giornata trascorsa, rientriamo a casa, a tavola Marino ci propone per l’indomani un trasferimento in montagna, la motivazione di questo cambiamento è per ovviare alla siccità che in quel periodo stava segnando il livello di fiumi e laghi. Ci fidiamo e quindi all’indomani mattina ci ritroviamo in viaggio accompagnati anche dai due nuovi amici di Roma.
Dopo circa due ore abbondanti di trasferimento, raggiungiamo una piccola località turistica in riva ad un lago poche case in legno, alcuni Camper e qualche Lodge, 2 dei quali sono destinati a noi, solo il tempo di scaricare l’auto e riempire i porta esche di vermi ed un Idrovolante gia rulla il motore, in pochi minuti ci ritroviamo immersi in uno scenario da favola.
Nel silenzio più assoluto, un lago la cui circonferenza è di circa 5 chilometri immerso in un bosco di Betulle, solo noi, io, luigi, Giordano e Giacomo, nessun altro, gli amanti della pesca a striscio penso impazzirebbero; provate a pensarci, poter esercitare la vostra pesca preferita in un ambiente completamente naturale e su pesce assolutamente selvatico, Trote fario con una livrea Arancione come non avevamo mai visto, non è pesce di grande taglia, al massimo 800/950 gr, ma con una forza ed una vivacità impressionante, l’idrovolante ritornerà alle 20,00, riusciamo con calma a percorrere l’intera sponda in circa 7 ore fermandoci con qualche lancio in più, la dove il pesce rispondeva meglio. Il peggiore 20, il migliore 30 trote, non molte, ma di grande qualità.
Al rientro ci aspetta una cena a base di Renna, è buona non sa di selvatico come qualcuno ci aveva detto e mentre ognuno racconta la sua giornata, i piatti vengono spazzolati accompagnati da buon vino che Marino non farà mai mancare in tavola.
Quarto giorno, come ogni mattina abbondante colazione, esche pronte, zaino in spalla e l’idrovolante ci porta in un nuovo lago, più grande e pochi minuti più lontano del giorno precedente, questo è in mezzo alla Tundra, un altissimo strato di muschio che alla lunga stanca camminarci, ma che allo stesso tempo aumenta il fascino della natura che ci circonda, per i più pigri, due barche in legno lasciate a disposizione sul posto rendono gli spostamenti più comodi.
Qui la taglia media dei pesci aumenta sensibilmente, mentre il numero delle catture si raddoppia.
Dalle 40 alle 70 Fario, la cui livrea non cambia, il colore predominante e l’arancio e la bocca di questi pesci è enorme, peschiamo a striscio con piombini dai 4 ai 6 grammi, 70/100 cm di finale, amo del 6 e vermi a tutto spiano, anche Camole ed esche siliconiche rendono, ma non quanto il verme.
In questa giornata si è unito a noi Alessandro, uno dei due romani, lui pescherà per tutto il giorno a Spinning, ottenendo comunque ottimi risultati.
Giovedì 27, si ritorna alla base, ma strada facendo ci fermeremo in un lago dove Marino ha disposto 2 barche per la pesca al Luccio.
Noi 4 sulle 2 barche, Marino ed i 2 romani con ciambelloni super attrezzati ci sparpagliamo per il lago, purtroppo qui la siccità si nota molto, il livello del lago è sotto di almeno 60cm.
E la maggior parte dei canneti è in sec ca, ma non ci scoraggiamo e lanciamo i nostri Rapala nei sottosponda, puntualmente i primi 2/3 lanci in ogni nuova Pool fanno esplodere l’acqua, ed il luccio è in canna, pesci la cui misura varia dai 60 ai 70 cm. Io sono in barca con Luigi, il quale in qualsiasi contesto e con qualsiasi tipo di pesca riesce a predominare, io dico sempre che la sua è fortuna, ma in realtà il senso dell’acqua che lui possiede è impressionante, basta stargli al fianco per essere certi che lui ti porterà sul pesce.
Dopo circa 2 ore che si gironzola per le sponde ci portiamo a centro lago e qui ci troviamo su un erbaio che sfiora il pelo dell’Acqua, mettiamo l’Ancora, togliamo i Rapalae con innesco antialga utilizziamo dei vermoni in silicone con colorazione arancio e verde alternati a vermoni bianchi e rossi. La risposta è esaltante, attacchi ed inseguimenti micidiali, spettacolari, personalmente non avevo mai pescato il luccio e devo dire che l’esperienza è davvero gratificante, in questo punto la taglia dei pesci è di gran lunga superiore, alcune prede raggiungono i 90cm ed il loro attacco è veramente rabbioso, con amo singolo, molte volte il Luccio non si allamava, si ripeteva il lancio e lui nuovamente rispondeva con rabbia.
Una giornata stupenda, appagante e gratificante, se in Italia avessimo di questi laghi e di questi pesci, forse lascerei il Torrente.
E’ venuta la sera e rientriamo a casa, nel giardino antistante la casa si svolge una sorta di sagra paesane, musica e birra a volontà, passeremo buona parte della serata in compagnia dei residenti, molto disponibili e simpatici, anche se la birra non rendeva facili e scorrevoli i discorsi. Gli ultimi due giorni rimasti li occuperemo tornando a Sorsele a Temoli e a Lucci in un altro lago più vicino a casa, ripetendo i risultati ottenuti nei giorni precedenti.
Lunedì 31 rientriamo a Linate, lasciamo Granselegarden il mattino alle 3,30, la temperatura è di 8 gradi, arriviamo a Linate il pomeriggio alle 13,20, la temperatura è di 37 gradi, ci stordisce e ancor di più ci convince che 8 giorni sono troppo pochi per poter apprezzare quanto la Svezia possa offrire. |
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