
Il Liri a ceprano
Di Valerio Federici
Un mercoledì mattina, come tutti i giorni, si controlla il meteo su un qualche sito e si scopre che sarà clemente contro tutti i pronostici di noi pescatori, per i giorni a seguire fino all’arrivo della settimana nuova. La mente in questi frangenti va più veloce e più lontano di qualsiasi stramaledetto aereo a reazione, il pensiero è: sabato/domenica bel tempo, ultimo fine settimana completo a casa per cambio turnazione lavorativa, voglia di pescare tanta, ottime notizie dal fronte Liri a Ceprano, compagnia ottimale… insomma tutto a suo posto, deciso, si parte.
La partenza è fissata per le 12 causa lavoro di Cinzia, una cara amica che non disdegna farsi un bel bagno di sole, probabilmente l’ultimo visto il periodo.
Macchina carica, bigattini rigorosamente appesi all’esterno, fremo, scalpito, tant’è che non resisto, sono già sulla strada che mi porta verso il lavoro di Cinzia, arrivo li 10 minuti prima. Lei esce, fa per avvertirmi per telefono ma nulla, sono già li… prima si parte e prima si arriva (detesto correre in macchina). Il viaggio corre velocissimo nonostante la velocità che non supera mai, e mai dovrebbe superare, i 120 km/h.
La mia mente è già li, seduto sotto un sole ancora cocente intento a preparare il tutto con fare metodico e con qualche rito scaramantico che sarà sempre il mio compagno.Il luogo di pesca è molto bello e considerando il fatto che ha ripreso il via quest’anno dopo circa un ventina di anni di inattività quasi totale, la sponda è abbastanza regolare per tutta la lunghezza che è di 3/400 metri (si stanno facendo dei lavori per migliorarla ed allungarla verso monte). Il fondo anche è regolare quasi in ogni dove ed è di circa 2 metri, il colore dell’acqua è un po’ scuro per via delle piogge copiose che si sono abbattute dalle nostre parti nei giorni passati ma non importa io sto qui per divertirmi e per passare una splendida mezza giornata.
La sponda è vuota, scelgo un posto abbastanza comodo e pulito e comincio a montare la mia attrezzatura. Sono stato un garista per qualche tempo e di quel periodo conservo solo le medaglie, ora non mi appartiene più, ora voglio pescare per il puro gusto del divertimento quindi ben venga la compagnia, il posto pulito e facilmente accessibile, gli orari improbabili (arrivo sulla sponda alle 14 ed inizio la pesca verso le 15) per un garista che deve necessariamente misurarsi con i tempi e i modi che dovrà affrontare in competizione. Sistemato tutto, compresa la postazione della mia compagna di avventura con tanto di sdraietta e ombrellone da mare inizio la pesca. Decido di usare bigatto sfuso a fionda e bigatto incollato leggero per fare un po’ di fondo iniziale su cui poi poggiare la lenza perché, ho la convinzione che i pesci la preferiscano ferma.
Scelgo una goccia normale da mezzo grammo con asta in carbonio montata su uno 11.7, spallinata di 15 (mi pare) pallini dell’11, finale 0.10 e amo 6315n n° 16. Lenza molto greve ma adatta all’uso o comunque sia è quella che la mia testa mi dice di dover e voler usare. Inizio immediatamente, stendo la mia RBS o meglio quello che ne rimane dal momento che 2 anni fa nell’ultima prova del regionale Lazio riesco a rompere 4 punte più il 6 pezzo, ma è ancora ottima per farmi divertire e do subito 4 palle di incollato precise a un metro prima del tappo leggermente a valle in modo tale da passarci perfettamente sopra con la lenza.
Le mangiate iniziano immediatamente ma sono perlopiù piccoli gabbioni, allora inizio a fiondare bigatto sfuso nella speranza di richiamare qualche cavedano ma nulla di colpo il mio “tappo” non affonda più, brutto presentimento immediatamente reso realtà, la punta della ruba si piega e l’elastico in lattice dell’1 esce prima ancora che possa realizzare: un sommergibile è attaccato alla mia lenza. Rimango a 13 mt per circa 10 minuti con tutto l’elastico fuori ed il pesce che si aggira sotto la sponda opposta a circa una 30 di metri da me.Sono in fibrillazione, non prendevo una carpa, perché è inconfondibile, di quella si tratta, da parecchio tempo e soprattutto pescando cosi leggero.
Potrei far spezzare il finale e ricominciare la pesca dei pesci più piccoli come allenamento ma no, non mi sto allenando, io sono li per divertirmi e decido che la bellissima regina delle acque deve essere guadinata e fotografata. Così, con una mezz’ora di combattimento non facile, riesco a portarla a metterla in rete. Una splendida regina di circa 2 kg presa nel suo ambiente naturale. Fatte le foto di rito decido che è troppo bella e grossa per essere messa in nassa e preferisco rilasciarla immediatamente…vai bella sei stata davvero un’emozione, un’emozione color raggio di sole che sbuca dal verde scuro dell’acqua e che riscalda e rallegra il cuore pescatore.
Ma siamo solo all’inizio, continuo con il bigatto a fionda ma i gabbioni non mi lasciano calare la lenza allora via, si cambia tutto. Monto la stesa lenza ma di peso 0.75 e innesco mais.…WOW, credo di aver trovato l’equilibrio perfetto della giornata, perché ogni pescatore sa che le cose cambiano giornalmente ma soprattutto cambiano in base alla testa che le mette in atto, innesco mais a lenza ferma e fiondo bigatto. Ragazzi sono bastati 10 minuti per risistemare le cose, dopodichè come si dice a Roma “era n’cavedano a giro”.
Non molto grossi è vero, forse se montavo una lenza più leggera ne avrei ingannati di più grossi o forse ne avrei presi di più ma sono solo forse…forse mi sarei divertito…ecco se cambiavo le cose sarebbe stato un “forse” invece così, così come mi ha detto la mia testa, così come avevo in mente fin dal mercoledì mentre vedevo le previsioni del tempo, cosi è stato un DIVERTIMENTO puro e, nel divertimento, è venuto a farmi visita anche un bel barbo di un colore bellissimo e con una vivacità di tutto rispetto.
Ora che la frenesia si è calmata, e che la mia fame di pesca e non di pesci è stata saziata, inizia la fame vera e propria, inoltre il sole è ormai quasi scomparso dietro gli alberi di fronte e le zanzare cominciano a mostrare la loro famelica voglia di sangue; capisco che è arrivato il momento di tirare le somme. Chiudo immediatamente la RBS, dovessi rompere anche l’unica punta che mi è rimasta, e tiro su la nassa fantasticando sul numero di pesci catturato ma rimango allibito quando il mio occhio vede ciò che la digitale riesce a immortalare.
Purtroppo però, mentre rimetto in libertà tutti i miei amici pinnuti, mi accorgo che la mia superNassa (che è con me da circa 15 anni e che all’epoca mio papà aveva pagato 5000 lire) ha avuto un piccolo incidente permettendo a non so quanti pesci di uscire e di guadagnare la libertà prima dei loro simili. Le sensazioni che mi è ha lasciato questa giornata trascorsa in ottima compagnia prima di tutto, e poi in un bellissimo ambiente con, non ultimo, un bel bottino sono davvero indescrivibili: mi sono sentito partecipe di un processo di arricchimento mio personale, ne avevo bisogno, avevo perso la fiducia nelle potenzialità della pesca e in quella che è sempre stata la mia passione e il mio sfogo.
Purtroppo però, mentre rimetto in libertà tutti i miei amici pinnuti, mi accorgo che la mia superNassa (che è con me da circa 15 anni e che all’epoca mio papà aveva pagato 5000 lire) ha avuto un piccolo incidente permettendo a non so quanti pesci di uscire e non di guadagnare la libertà prima dei loro simili. Le sensazioni che mi è ha lasciato questa giornata trascorsa in ottima compagnia prima di tutto, e poi in un bellissimo ambiente con, non ultimo, un bel bottino sono davvero indescrivibili: mi sono sentito partecipe di un processo di arricchimento mio personale, ne avevo bisogno, avevo perso la fiducia nelle potenzialità della pesca e in quella che è sempre stata la mia passione e il mio sfogo.
Ho ritrovato tutto questo essenzialmente grazie a due persone: mio papà che non ha lasciato che commettessi l’errore di vendere tutta la mia attrezzatura e ad Andrea Romanelli che mi ha sempre e costantemente coinvolto nelle varie battute di pesca anche se solo come 2°.
Vorrei ringraziare anche la mia amica Cinzia per avermi fatto delle bellissime foto, per la compagnia ottima che la contraddistingue e per la curiosità che ha dimostrato facendo prendere parola a tutti i pensieri che mi passavano per la mente sottoforma di risposte alla sue domande.
Come arrivare:
Autostrada A1 uscita Ceprano. Proseguire verso il centro del paese. Di fronte all’ospedale tenere la destra e proseguire per la strada che costeggia il fiume fino a transitare sul ponte dal quale è visibile tutta la sponda pescabile. Superato il ponte si arriva ad un incrocio, girare a sinistra e poi di nuovo subito a sinistra in una stradina (di fronte si ha un negozio di pesca) fare 100 mt e girare di nuovo a sinistra, da li si accede al fiume. |
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