| 
Maldive da sogno
di Marco Petracco
Dopo 3 viaggi con Gionata nella stupenda Cuba a base di sole, mare e pesca, quest'anno si cambia meta, il Paolicchi e la consorte Chiara hanno giustamente deciso di mettere in cantiere un erede e per quest'anno la spedizione ai caraibi viene sospesa, la nuova meta decisa con Paola, la mia compagna, e' un altro paradiso: le Maldive.
Ovviamente non si tratterà di una vacanza di sola pesca, ma la speranza e' quella di riuscire a trovare una barchetta da cui fare qualche lancetto, mi sono documentato e il pesce non dovrebbe proprio mancare, decido quindi di partire con un'attrezzatura media, canna da spinning che lanci sino a 50-60 gr, mulinello con treccia da 30 lb, un po' di artificiali (principalmente popper, minnows e bounder), girelle, anellini e ancorette di ricambio, unite a forbici, pinze e guanti, non sono un pescatore di mare, ma qualche cosa dal Gionata l'ho imparato e la sostituzione degli ami sugli artificiali è una di queste.
Partiamo da Malpensa sabato 25/03/06, l'aereo e' in perfetto orario, per fortuna si viaggia di notte e quindi si riesce anche a dormire, così dopo circa 10 ore arriviamo a Malè, la capitale, il fuso orario è 4 ore avanti, quindi all'arrivo è già mattina, il tempo di scaricare le valige che arriva la barca veloce che ci porterà al nostro resort, l'Ellaidhoo situato su di una isoletta (300 mt x 200) nell'atollo di Ari Nord.
Il posto è veramente stupendo, la struttura e' realizzata nel centro dell'isola in mezzo al verde, i bungalow sono praticamente sul mare, tra la fine della vegetazione che garantisce un po' di ombra e la spiaggia, quest'ultima di sabbia fine e bianca che continua sino nell'acqua, trasparente e bassa per circa 50 mt, sino al muretto di protezione che segna l'inizio della barriera corallina, qui un'esplosione di vita e colore si perde nelle profondità azzurre.
Dopo un paio di giorni di sole, mare e relax, la visione di pesci durante le nuotate e la canna da pesca che mi fissa in camera, cominciano a farmi prudere le mani, la voglia di pescare aumenta, quindi inizio ad informarmi, ma purtroppo pescare da riva e' vietato e nel villaggio si organizzano uscite in comitiva a bolentino e traina, poco più che escursioni a livello turistico, io cercavo qualche cosa di più "intimo", rischiando forse di non prendere nulla, ma pescando come volevo io, a spinning in prossimità del reef presente a circa 20 minuti di barca dall'isola.
Quando ormai avevo quasi perso le speranze, ecco spuntare nel porticciolo un motoscafo, solitamente utilizzato per brevi escursioni e spostamenti verso le vicine isole, mi informo ed è fatta, concordo la partenza alle ore 7 della mattina dopo, i 2 ragazzi che guidano la barca mi guardano un po' male per l'orario, ma alle 9 il sole è già alto e le prime ore del mattino sono sicuramente migliori.
Alle 6.45 la sveglia del telefonino mi informa che ci siamo, l'attrezzatura e' pronta e alle 6.55 sono sul molo, la barca c'e', ma i ragazzi dell'equipaggio no, aspetto una mezzora ammirando gli stupendi colori dell'alba, ma dopo quasi un'ora non si vede nessuno, decido allora di farli chiamare in stanza, così verso le 8 eccoli arrivare, belli tranquilli e sorridenti... se avessi avuto un'altra canna l'avrei sicuramente sacrificata sulle loro teste, siamo alle Maldive, ma il loro comportamento e' molto Cubano, niente fretta, uno incolpa l'altro, io comunque mi incavolo e minaccio di non sganciare un dollaro.
Alla fine pesco poco più di un'ora, alle 9.30 il sole è già alto e non permette di vedere dove si lancia e di seguire l'artificiale, ho qualche inseguimento e perdo qualche cosa di bello che si piglia 50 mt di treccia e mi rompe il terminale in nylon da 100 lb nel corallo... pazienza, vedo comunque che gli artificiali funzionano, specialmente i popper da 50 gr fatti lavorare velocemente a galla, i ragazzi della barca capiscono che sono incavolato e mi propongono di tornare il giorno dopo di sera, ovviamente senza pagare... accetto promettendo una birretta in caso di cattura, mi fanno capire che per religione non potrebbero bere alcoolici, ma comunque una birra in mezzo al mare viene giustificata...
Alle 17 sono sul molo e questa volta si parte puntuali, arriviamo vicino al reef e qualche mangianza nelle vicinanze fa capire che il pesce è in attività, infatti appena il popper comincia a muoversi viene inseguito da qualche cosa, un paio di attacchi a vuoto, l'adrenalina inizia a scorrere e finalmente l'artificiale scompare in un vortice di schiuma a cui segue la ferrata, il tentativo di fuga verso il corallo viene contrastato da canna e mulinello, riuscendo così a lavorare il pesce sul pulito, il fondale e' sui 15-20 mt e staccare il pesce contrastando le fughe che portano via decine di metri di treccia è un vero godimento!!!!
La pescata dura un paio d'ore e porto in barca 5 pesci dai 5 ai 10 kg circa, quasi tutti jack, un paio li perdo non riuscendo a bloccarne la fuga verso il corallo nonostante la frizione chiusa, forse un mulinello più tosto mi avrebbe permesso di avere la meglio, peccato....
Sicuramente le Maldive possono offrire molto di più, ma sono contento così, sono riuscito a pescare e a catturare in un posto magnifico senza guide di pesca, certo l'organizzazione e' stata molto approssimativa, ma vi assicuro che su quella barchetta in mezzo all'oceano le gambe mi tremavano per l'emozione e si sa, la cosa importante e' questa!!!!! |
|