
Meraviglie di Sardegna
di Gionata Paolicchi
Questo mio breve articolo, non vuol essere tanto una descrizione di come si pesca, ma delle emozioni provate in tre giorni in terra sarda dal 20 al 22 giugno di quest’anno. A breve poi, sempre dalle pagine di Pescareonline, sia Sandro Onofaro che Roberto Ripamonti vi descriveranno meglio gli aspetti legati alla tecnica ed al come si insidiano certe prede, sia pescando a traina che a bolentino.
Sono stato in Sardegna per la prima volta lo scorso anno e mi sono subito innamorato, sia per il luogo e la sua gente, che per la pesca e le specie catturabili ed insidiabili. L’anno scorso ero di base a Santa Teresa di Gallura, quest’anno poco distante, a Palau, vicino Porto Cervo, nel nord della Sardegna, proprio di fronte alla famosaLa Maddalena, sulle Bocche di Bonifacio. Sono ospite della Palaumarepesca di Roberto Pizzi ( www.palaumarepesca.it ), conosciuto online quest’anno a marzo e subito abbiamo trovato unfeeling che mi ha portato da lui per la realizzazione di immagini che serviranno per due DVD che usciranno quest’autunno in edicola a cura di Editoriale Olimpia. Il 19 giugno arrivo a Palau assieme a Roberto Ripamonti, è tardi, le undici e mezzo di sera. Ci troviamo con Sandro Onofaro (www.sandroonofaro.it) al bar per una birretta e per fare un rapido briefing sulle cose da fare, Sandro è un nostro collaboratore sul sito e famoso esperto di traina e di pesca in mare, con il quale, proprio lo scorso anno ho girato il DVD di traina sempre in Sardegna.
La sveglia per il giorno dopo è fissata per le 5 di mattina, arriviamo in porto alle 5 e 30, ma una brutta sorpresa ci accoglie: nebbia! Una nebbia molto fitta e considerando che per raggiungere la zona di pesca, ci dobbiamo districare tra un dedalo di scogli, meglio attendere anche se la barca che ci ospita è dotata di qualsiasi apparecchiatura elettrica, radar, gps, eco, ecc. Alle 7 decidiamo di partire, anche se la nebbia riduce la visibilità a 50 metri. Ci vogliono quasi due ore per raggiungere lo spot che è a quasi 30 miglia di distanza dal porto.
Siamo a pescare in Corsica, vicino proprio alla costa francese. Faremo bolentino di profondità pescando sui 120-150 metri. Il mare è notevolmente agitato, balliamo in barca da morire ed essendo ancorati ed avendo dormito praticamente 3 ore… non vomitare è un impresa! Senza considerare poi che io facendo le riprese, sono costretto a fissare le immagini nella telecamera e ciò aumenta il mio malessere che fortunatamente, dopo circa due ore si risolve. La pesca un successo, anche se la taglia delle prede non è rilevante: tutti occhioni di 8 etti, chilo e mezzo e poi una bella cernia sui 6 chili presa da Ripamonti, in una calata memorabile, visto che oltre la cernia ha preso anche 5 occhioni: infatti la legge consente di pescare con al massimo 6 ami, cosa che ovviamente noi facciamoe prendere 6 pesci in una calata è davvero una grossa soddisfazione, considerando poi che il Ripa non ha mai fatto questa pesca la soddisfazione è doppia.
Rientriamo in porto di buon ora, ma il ristorante ci frega e tra una bevuta, una mangiata di occhioni fatti al sale dall’amico Tommaso dell’Approdo di Palau, ci viene mezzanotte. Il giorno dopo alle 5 e 30 di mattina siamo pronti per fare traina sotto costa alle Ricciole, ma ancora la nebbia ci blocca in porto fino alle 7 e 30. Usciamo e ci fermiamo a fare i calamari, esca principe per la traina alle ricciole nel sotto costa. Riusciamo a prenderne solo quattro, ma saranno appena sufficienti per la giornata di pesca, anche se la taglia dei calamari è piuttosto piccola.
Prepariamo tre canne, due con calamaro ed una con un maxi sugarello preso il giorno prima a bolentino e tenuto in vivo per l’occasione e sarà proprio il sugarello a regalarci lo strike. Una bella ricciola di circa 15 chili presa dall’amico Massimo Mancinelli,un verace romano, super pescatore, compagno di Sandro Onofaro e che passa l’estate a Palau da sempre e conosce questi luoghi come le sue tasche. Purtroppo non prenderemo altro in tutto il giorno, l’ora buona per la pesca era la mattina presto, ma noi abbiamo iniziato non prima delle 9 e 30 a causa della nebbia. Terzo giorno, non c’è nebbia, alle 5 e 50 ci stacchiamo dal molo di Palau, destinazione ignota, proibito filmare il gps con le coordinate! Stiamo andando lontano, molto lontano, ci vorranno più di due ore per arrivarci, oltre 50 miglia dalla costa. Sarà questa una giornata memorabile, di quelle da segnare sui calendari. Ripamonti è partito la sera prima da Olbia in aereo, siamo quindi con Pizzi, Onofaro e Mancinelli. Dobbiamo fare riprese di traina d’altura, infatti tutto è pronto per questa pesca, nel pomeriggio poi faremo un tentativo su delle secche a 500 metri di profondità per pescare cernioni e maxi occhioni, almeno così ci giura Massimo.
Durante la traina vediamo saltare un tonno gigante, vediamo un rostro a galla di un aguglia imperiale, delfini e balene, insomma, sembra di essere in Messico più che in Italia, una cosa allucinante. Abbiamo uno strike sul divergente di destra e contemporaneamente un altro strike sulla canna di sinistra. Sandro e Roberto ferrano: Sandro porta in barca e rilascia un tonnetto di 6 chili circa, mentre Roberto ne slama uno sicuramente di misura, misura minima, ricordo, di legge, 10 chili. Ne prendiamo altri due, sempre sui cinque-sei chili, tutti rilasciati. Alle 13 iniziamo il bolentino a 450 metri di profondità. Prima calata e massimo porta in barca un cernione di quasi 20 chili, un apoteosi… assieme a questo cernione un occhione, o pizzonia, di oltre due chili, una cosa mostruosa!
Continuano ad uscire occhioni, sempre più grossi, un esemplare, pesato dal sottoscritto, risulterà essere 3,8 kg, un mostro! Anche loro si sorprendono per questa taglia degli occhioni… ed io intanto filmo! Vedrete poi questi pesci in un video in edicola il 15 settembre. Arrivano poi altre due cernie, una la prende Sandro e l’altra Roberto, la prima un pesce sui 25 chili, la seconda sui 30 chili, una soddisfazione enorme. Sandro però decide di togliere dai terminali l’amo da cernie e di lasciare solo quelli piccoli per gli occhioni, al fine di evitare una inutile “strage”, come appunto dice anche lui. Tre cernie sono più che sufficienti per un team di pesca, un pesce a testa. Ad un certo punto, in una mia pausa “pennichella”, sento urlare: c’è uno squalo sotto la barca, un pesce sui due metri e mezzo!
Sandro fila in acqua una canna con due sarde innescate e Roberto pastura con le sarde, ma lo squalo è solo passato a salutarci e non lo rivedremo più. Non riusciamo più a staccare Massimo dalla canna, è in una frenesia impressionante, si vede la vera anima del pescatore, anche se, grazie a lui, arriveremo in porto a buio, attorno alle 10 di sera! Che giornata, 16 ore di barca, tante emozioni, tante cose viste e filmate, la Sardegna è davvero un paradiso per la pesca, sia per la traina sottocosta con i suo dentici e le sue ricciole, che per il bolentino con le sue cernie ed i suoi occhioni mostruosi, insomma, non importa andare ai caraibi per pescare e vedere i delfini, o le balene, basta venire in Sardegna, sei ore di traghetto da Civitavecchia o da Livorno e siete in paradiso, Palau vi aspetta!
Per info su come si pesca in Sardegna: scrivete a Sandro Onofaro info@pescareonline.it
Per info su e su prezzi, prenotazione e info scrivete a Roberto Pizzi: info@palaumarepesca.it |
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