
Mosca e spinning nella riserva Fario della Parcolaghi
di Andrea Fusignani e Luigi Colucci
Introduce Gionata Paolicchi: a metà giugno l’amico Tinarelli, proprietario della Parcolaghi www.parcolaghi.com mi ha invitato a vedere le sue nuove riserve in un week end di pesca. Purtroppo in contemporanea mi trovavo già impegnato su un altro lavoro, allora ho chiamato l’amico e collaboratore Andrea Fusignani, che ben conosce la Parcolaghi essendo andato a pescare li molte volte. Con lui anche Luigi Colucci, esperto di pesca a mosca e che da questa settimana si aggiunge alla nostra lunga lista di esperti e collaboratori del sito. Hanno fatto una due giorni con catture eccezionali di bass e trote e molte foto ed articoli che vedrete nell’arco dei mesi, iniziamo con le trote della Riserva Fario.
LA MOSCA
di Luigi Colucci
La riserva fario, composta da sei laghi, è il luogo ideale per chi della coda di topo ne ha fatto una ragione di vita e anche per chi, alle prime armi, vuole mettere alla prova la propria bravura e soprattutto, la “ propria attrezzatura ”.
La fauna ittica di questi laghetti comprende carpe, black bass e tante, tante trote dalla livrea di rara bellezza e dalla sorprendente combattività. Le trote presenti sono chiamate trote Puccini, poiché si tratta di un ibrido di fario di ceppo mediterraneo incrociato con fario di ceppo atlantico e prodotte nell’allevamento Puccini in Casentino. Questi laghi offrono a coloro che hanno il coraggio di lanciarvi una mosca delle catture incredibili di queste grosse fario, esemplari da cartolina di cui il ricordo lo si narrerà ai nipoti nelle favole della buona notte. Occhio però a non farsi vedere: queste trote sono molto furbe e il rigoroso silenzio del sottobosco ivi situati gli specchi d’acqua non deve essere turbato; la calma e il mimetismo sono parte fondamentale dell’azione di pesca…
Ma ora bando alle chiacchiere e parliamo di tecnica: nei laghetti consigliamo attrezzature leggere e poco ingombranti con canne da 7’6’’ - 8’ piedi due o tre pezzi per code dal N° 4 al N°6, finali conici del 4x-5x da 3 lb con terminali dello 0,14 - 0,16. In questa stagione dove il caldo è un fattore che condiziona un po’ le nostre prede, ninfe e streamer rendono bene mentre per gli amanti della secca le ore migliori sono dall’alba sin anche la tarda mattinata, nonché il tramonto.
Le esche migliori che vi consigliamo sono la green squirrel, la verdina su ami del N° 10 al N° 14 e le pheasant tail su ami del N° 14 al N° 18 da utilizzare pescando a vista su trote diffidenti, poggiate su bassi fondali, e che vediamo non rispondere al passaggio di altre imitazioni. Ottimi risultati anche con la turkey pupa recuperata a piccoli strappi.
Per gli streamer la back dog nobbler e le varianti più colorate di wolly bugger nonché i muddler minnow, nelle versioni orange e white, possono stimolare le nostre prede a d attaccare. Le secche più proficue nei laghetti sono le blue dun parachute, le black gnat parachute su ami dal N° 16 al N° 20, sempre valide anche con ali nere o grigie anzichè le classiche bianche gia conosciute dalle trote. Se è vero che più piccola è la mosca più grandi sono le soddisfazioni, è anche vero che ogni buona regola ha le sue eccezioni; per questo in situazioni dove la trota si trova appena sotto il pelo dell’acqua e più volte rifiuta le nostre mosche più piccole, è ora di presentarle una spent spesso al mattino le trote più grosse pattugliano la superficie in cerca degli insetti, ormai morti, rimasti sul pelo dell’ acqua dalla schiusa della serata precedente: le CDC caenis su ami del N°12 – N°14, soprattutto nelle varianti dall’ addome verde o beige, fanno al caso nostro.
Di sera preferiamo le brown sedge o le classiche mosche da caccia, come le adams, le royal coachman e le wolf su ami del N°12 – N°14. Ma senza dimenticare di tenere d’occhio le eventuali schiuse.
Ricordo che sono necessari anche un buon paio di occhiali polarizzati, per individuare le nostre prede e ottenere un’azione di pesca mirata e quindi più catturante.
Se dovessimo accorgerci all’ultimo minuto di non avere una di queste mosche, oppure apportare delle piccole modifiche alle nostre insidie, nel paesino di Acquapartita, troviamo il Pesca Shop, di proprietà della Parcolaghi; un piccolo negozio fornito di tutto quanto possa servirci sia nella pesca che per la costruzione in loco dei nostri artificiali.
L’aria frizzante, l acqua leggermente velata, il sole che filtrava dagli alberi sono stati i nostri compagni di avventura in questa escursione alla riserva fario, uno scenario di assoluto relax in un ambiente incontaminato che ha reso ancor più piacevole il nostro soggiorno
LO SPINNING
Parlare di spinning nella Riserva Fario non è semplicissimo. Infatti quello che andremo a fare è uno spinning per specialisti, fatto di silenzio, lanci precisi e recuperi attenti. Un lancio sbagliato, una manovra maldestra possono vanificare il nostro obbiettivo, costituito da black bass, anche di grossa taglia, e magnifiche trote fario con esemplari da trofeo, non è infatti raro imbattersi in soggetti sopra al chilo e oltre. L’attrezzatura migliore per affrontare questo ambiente è una corta canna da spinning da 1,80 m massimo 2,10 con un casting di lancio di 3/10gr, 5/15 gr. da abbinare a mulinelli di taglia 1000 o 2000.
Il filo usato è un buon 0.18, ma si può salire anche ad uno 0.20, vista la taglia del pesce presente. Gli artificiali da usare con successo possono essere piccoli cucchiaini rotanti dell’uno o del due, dai colori argento,dorato con pallini rossi oppure se le trote li inseguono ma non attaccano scegliamo gli stessi in colori più vivaci. Minnow da 3, massimo 5 cm ad imitazione del pesce foraggio, quindi argento dorso nero, colorazioni vairone, piccole fario o scardole e perché no anche qualche livrea più accesa come l’intramontabile fire tiger. Ma sicuramente l’esca che ci permette di avere più chance sono i piccoli siliconi. Grubs,shads e piccoli jigs, armati con le loro testine piombate e lanciati nel sottoriva o sulle bollate.
Questi vanno lasciati scendere sul fondo e recuperati molto lentamente e con piccoli strappetini impressi con il polso, sono l’asso nella manica che può salvarci la giornata. Infatti va ricordato che queste trote sono molto selettive, e spesso si spaventano per la caduta dell’artificiale nelle loro vicinanze. Mentre per i bass questo solitamente non avviene, con la trota dobbiamo avere un approccio molto diverso se vogliamo catturare dei bei pezzi. Un’esca che ho usato e che si è rivelata molto catturante sono stati dei piccoli stremer piombati, recuperati a strappetti, nelle colorazioni vivaci.
Con queste esche vanno eseguiti dei corti lanci, dato il peso esiguo delle stesse, sia sul pesce se lo vediamo a galla, che nel sottoriva, dove spesso stazionano le trote più grosse. A completamento della nostra attrezzatura aggiungiamo un paio di occhiali polarizzati, che ci consentiranno di individuare le nostre prede e quindi di impostare al meglio l’azione di pesca.
I momenti migliori per la pesca, in questo periodo sono la mattina presto, fino a metà giornata, e il tramonto, in quanto col caldo le trote si portano al centro dei laghetti e non hanno la benché minima intenzione di inseguire i nostri artificiali.
Voglio ricordare che nel comprensorio, per praticare la pesca, tutti gli artificiali vanno muniti di amo singolo senza ardiglione, e il divieto assoluto riguardante l’uso del guadino. La pratica del Catch & Release è d’obbligo, la trota va slamata in acqua, ma se ci troviamo con l’esemplare da foto ricordo, bagnatevi le mani e cercate di creare meno traumi al pesce. Infatti questi pesci meritano tutto il nostro rispetto, sia per la taglia, che per la bellezza della livrea, per la combattività e per la diffidenza, sarebbe quindi un crimine anche soltanto arrecargli un piccolo danno.
Ovviamente noi le abbiamo fotografate in mano per farvele vedere previa autorizzazione della Direzione della Parcolaghi. Con l’occasione ringrazio di cuore l’Avv. Stefano Tinarelli e la Parcolaghi per l’incredibile accoglienza ed ospitalità. Noi torneremo a settembre e stiamo organizzando un raduno per un week end, ulteriori news le troverete nelle pagine di Pescareonline nei prossimi giorni. Per ulteriori info consultare il sito www.parcolaghi.com.

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