Il sito leader della Pesca Sportiva
Pescareonline

A pesca sul fiume Lete
di Stefano Montone

Nella pianura delle Secene nasce in cinque o sei polle la piccola sorgente del fiume Lete, anticamente Ete. Il Fiume Lete sorge per fenomeno carsico alla quota di m. 1028. Il nome richiama inevitabilmente una nota marca di acqua minerale che viene imbottigliata proprio alle sorgenti del fiume. La qualità delle acque è eccellente. La temperatura alla sorgente è di 8° C.; la portata il secondo è di l. 119.

Lungo il suo corso, prima di versare il suo tributo di acque nel lago detto di Letino, riceve svariate sorgenti che scaturiscono da entrambe le sponde. Il Lete poi continua a scorrere riversando linfa vitale nel Volturno. Il tutto ricompreso nel parco del Matese in una cornice naturalistica veramente impressionante. Chi insegue la tranquillità dopo una settimana di lavoro e vuole raccogliersi solo con se stesso è invitato a pescare sul lete.

Le foto a corredo dell'articolo si riferiscono Proprio nel tratto immediatamente prima della foce dove in fiume si presenta con una buona portata d'acqua ed è affrontabile sia a mosca che a spinning. Per la mosca sono consigliate canne intorno ai sette piedi per coda 3/4, le mosche più efficaci sono le stesse utilizzate sul Volturno, ossia tutta la serie di derivazione dalle royal wulf con il corpo in seta rossa.Una mosca dalle grandi soddisfazioni è stata realizzata dal sottoscritto ed è frutto di tantissime prove per capire l'umore delle difficili fario.

La mosca in esame è la "Pit Bull Fly", aldilà del nome aggressivo anche questa mosca è una variante della royal, ha la coda di circa 5 mm in coda folta di bue bianca, seguita subito da 4/5 giri di penna di pavone, il corpo in seta flos rosso vivo abbastanza sostanzioso, terminata con un giro di collo di gallo rossastro leggermente spinto all'indietro a mo' di mosca spagnola - il tutto su amo dritto del sedici, provare per credere.

A spinning si pesca con rotanti argento e pallini rossi del n° 0 o 1; le trote grosse attaccano anche i n° 3 dorati con pallini rossi o neri. Vi è poi un cucchiaino di fattura locale denominato "venafrano" o "truccato", questo non è facilmente paragonabile agli altri artificiali in commercio e termina con delle lunghe piume colorate - l'artificiale è facilmente reperibile appunto nei negozzi di Venafro. Il sottoscritto vi invita però a dotare il cucchiaino di amo singolo e a rilasciare sempre le prede catturate.

E' importante sapere che il Lete è classificato tutto a salmonidi, pertanto niente bigattino, uova di salmone e ogni forma di pasturazione, con chiusura dall'ultima domenica di ottobre all'alba dell'ultima domenica di febbraio.

Sul Lete vi è anche una ampia zona FIPS che va dalla centrale Enel di Prata Sannita alla Cartiera Raiola Pescarini di Pratella. Le trote del Lete sono molto simili a quelle del Volturno, Fario con potenti pinne gialle che lottano fino allo spasimo. Dunque dicevamo abbiamo pescato nel tratto finale del Lete - il Volturno dista meno di un chilometro - come si dice a volte "due in uno", infatti si può decidere di trascorrere una giornata di pesca alternandosi sui due fiumi. Proprio nell'attiguo tratto del Volturno dovrebbe nascere la prima zona "no kill" Casertana data in gestione all'Associazione Onlus Fiume Volturno.

LA STORIA
Nel tempo passato e fino a qualche decennio, per la mancanza di ponti, il fiume era traghettato, durante i periodi di magra estiva, a guado o sopra i caratteristici "Passaturi" di pietra, oppure su dei passaggi improvvisati fatti di tronchi di faggio. Ancora oggi, nelle sue fresche e limpide acque, le donne di Letino lavano i "manti" di pecore appena tosate. Il Lago detto di Letino serve come bacino idroelettrico per alimentare la sottoposta centrale di Prata Sannita, costruita nel 1911 e s'intona meravigliosamente con il paesaggio dell'alto Matese.

Prima che la Società Meridionale costruisse l'alta diga di sbarramento, il fiume Lete, sempre per fenomeno carsico, s'inabissava nel profondo e misterioso inghiottitoio del Càuto, ricchissimo di formazioni stalattitiche e stalagmitiche, per ricomparire sull'orrido precipizio sopra Prata, non lungi dall'antico castello medioevale dei Pandone. Ancora prima che fosse costruito lo sbarramento artificiale voluto dall'uomo, durante la stagione invernale e nel corso del disgelo primaverile, le acque del Lete formavano un vasto bacino naturale (ancora oggi sono visibili le sue sponde, se si osserva il paesaggio dall'alto del paese), per poi tracimare in cascata nella ripida, scoscesa e sassosa Valle delle Ravi .

Fiume Lete: proveniente da Letino, attraversa Prata-Pratella-Ailano fino all'affluenza nel fiume Volturno. Il Lete è un fiume con una minima portata di acqua di tipo torrentizio, molto ricco di trote. Numerose sono le leggende relative al fiume Lete ed alla sua denominazione. Una di queste narra di una principessa longobarda di nome Letizia, che, bagnandosi nel fiume, trovava ristoro e piacere nella "dimenticanza" delle sue pene d'amore.

Un'altra leggenda racconta di coloni greci che, fuggendo da un violento tiranno, trovarono rifugio tra queste montagne e, bagnandosi nelle acque del fiume, ebbero la possibilità di "dimenticare" le loro sventure e godere di una nuova pacifica vita. Ma è soprattutto Dante Alighieri a narrare della straordinaria capacità del Fiume Lete di donare il piacere dell'oblio ("E se tu ricordar non te ne puoi", sorridendo rispuose, "or ti rammenta come bevesti di Lete ancoi…" -

La Divina Commedia, Purgatorio, Canto XXXIII). Il legame tra la Fonte Lete ed il fiume Lete presente nella mitologia classica, il fiume degli inferi dove le anime dimenticavano la loro vita terrena, è probabilmente da ricercare nel particolare corso del fiume che per un tratto diventa sotterraneo ed improvvisamente sgorga per riprendere il suo cammino in superficie. È possibile che ciò abbia fatto pensare agli antichi abitanti del luogo che il fiume provenisse dagli inferi.

COME ARRIVARE SUL LETE
Autostrada A2 uscita Cainello, proseguire per Viarano Scalo e poi per Viarano Patenora. Proseguire in direzione Ailano, superato il ponte sul Voltuno, dopo il distributore di benzina mantenersi sulla destra fino ad arrivare sul Lete.

Home - News - Blog - Tecniche - Itinerari - Prodotti - Esche - Esperti - Campioni - Foto -POL Junior
Newsletter | Forum | Ricette | Gare | Link | Pesci | Video | Acque | Negozi | Contatti | Club | Mercatino | Incontri | Pagine blu

www.pescareonline.it- infopostapescareonline.it
Tutti i diritti riservati

Credits: Marg8.com