Il sito leader della Pesca Sportiva
Pescareonline


Pesca in Thailandia
Di Giordano Massari, nick Giordaloco


Sono arrivato!!! Il caldo è impressionante, sistemo gli ammennicoli in camera e prendo contatto telefonico con quelli che dovrebbero iniziarmi ai paradisi pescatori della Thailandia; già il problema si pone duro, io non parlo inglese ma per fortuna riusciamo a capirci e prendo appuntamento per la serata per stabilire gli itinerari.
La sera mi ritrovo davanti un ragazzo inglese sui trent’anni vestito da giovane esploratore o forse da cacciatore bianco della savana; non ci capiamo per niente ma alla fine concordiamo per tre giorni nello spot vicino a Phuket, che poi ridurrò a due e tre giorni sul lago di Cheow Lan; come se ne va mi fiondo in giro per Puchet e risolvo altri tre giorni a traina in mare.

La mattina dopo, nel suo completino safari mi viene a prelevare, mentre viaggiamo mi magnifica le prossime prede: Pacu (pirana) sino a 15 chili, Striped catfish sino a 40 e minutaglia tipo Gourami, tilapie, e tarpon, si avete capito bene tarpon sino a due-tre chili; io guardo le canne e sono perplesso: Shimano 1/4-3/4 di oncia, più o meno 25 grammi sui due metri; mulinelli 4000 con filo del 35, per quello che mi espone mi sembrano un pò leggerine, staremo a vedere.

Arriviamo ad un bell’ingresso con scritto PHUKET ZOO!!! Che cacchio, mi porta a pescare allo zoo!!!??? Decido di non andare ancora fuori di matto e aspetto di vedere; scarichiamo le attrezzature e ci inoltriamo fra gabbie ed attrazioni turistiche di vario tipo, sto sempre più bollendo, complice anche il caldo; ma come, in Italia non vado per laghetti e qui mi portano addirittura allo Zoo? Da un tabellone vedo quello che sarà la mia destinazione di pesca: quattro laghetti sparsi nello Zoo e collegati tra loro da canali.

Ci sistemiamo sul primo e la guida prepara le lenze: sul vecchio e cotto 35 annoda un mezzo metro di Dynema da 80 libre ed un amo del 1/0 con ardiglione schiacciato, innesca poi su uno degli stuzzicadenti che spaccia per canne del pane in cassetta ben pressato e sull’altra un pezzo di salciccietta e siamo in pesca; passano pochi minuti che gia tutto comincia a ballar , ferro e ciccia!!! Dopo un paio di buche tengo la canna in mano e pesco al tocco ed infatti ecco la prima tilapia sul chilo, seguita a ruota da un catfish di due a cui segue un lungo periodo di pausa in cui penso al modo di mandare a quel paese l’english senza rimetterci tutta la somma versata.


Dopo una mezz’oretta ci spostiamo su un altro laghetto ed io non ho ancora risolto il problema di rottura contratto in modo indolore, almeno non ci sono altri pescatori, saremo gli unici per tutto il periodo; questo nuovo lago è più spazioso e mentre lui mette a fondo io mi guardo i turisti che si fanno fotografare abbracciati ad un orango addomesticato e puzzolente che sta di casa alle mie spalle, mi distoglie dallo spettacolo l’urlo del figlio di albione GO!!! Mi giro e afferro la canna, il filo corre come un indemoniato, blocco e ferro, l’illustre sconosciuto continua a correre facendo sfrizionare, chiudo un pò ma la curvatura della canna e il filo leggero mi sconsigliano procedere oltre, lui intanto ha già imboccato un canale e sembra intenzionato o vuotare la bobina, non da colpi, solo tira e corre come un disperato, finalmente si ferma ed inverte la corsa, punta verso di me costringendomi ad un recupero rapido e poi parte per la tangente col filo che taglia l’acqua verso un altro canale; pochi secondi e non ho più nulla in canna; recupero e il Dynema risulta tranciato ad altezza amo: Pacu assicura Indiana Jones e monta un altro finale.

Altra partenza ma risultato simile: tira come un ossesso e non riesco a fermarlo, si infila sul canale e rompe il vetusto 35 sfregandolo su dei sassi, nuova partenza e questa volta tento di fermarlo bloccando la bobina, penso che mi romperà la canna ma cede prima il vecchio nylon; non c’è niente da fare, dopo altre quattro rotture più o meno similari sono fuori dalla grazia di Dio, urge una spiegazione: a gesti e a smorfie esterno la mia disapprovazione sia per il filo che per l’attrezzatura, ma l’unica cosa che riesco a capire è che i finali di acciaio non sono permessi perchè causerebbero danni al lato bocca di un eventuale catfish e che lui non ha nessuna intenzione di cambiare il filo con qualcosa di più robusto o che non ne ha, non è chiaro; cerco di fargli capire che è inutile che io stia lì a prendere dei pesci che non vedrò mai e che spaccano o infilandosi nei canali e sfregando sugli ostacoli o si mangiano il finale; riesco ad annullare un giorno , ma due devo sorbirmeli; siamo d’accordo che domani mi porto la mia canna ma intanto dobbiamo continuare.

Ci spostiamo in un altro spot dove mi assicura stazionano dei grossi catfish, anche se fosse vero non so come farei a tirarli fuori con quei residuati bellici ma vabbè, ormai ho pagato e ci provo. E’ un’ora che salvo qualche falsa partenza, un paio di tilapie, un gurami e tanto sudore non ho visto nulla, poi finalmente il filo inizia a correre lentamente, ferro e subito qualcosa di molto grosso inizia a spostarsi per il lago, con quello stuzzicadenti non posso gestirlo e mi accontento di mantenerlo in tensione, ma fa tutto quello che vuole, ogni tanto riesco a portarlo un pò più vicino ma poi se ne va tranquillamente, non fa sfuriate, solo qualche rara testata e una trazione continua, è passato un quarto d’ora e quello sembra nuovo di zecca mentre io sono al limite del collasso, un caldo impressionante, sono bagnato come dopo una doccia e lui non cede, anzi sembra intenzionato a prendere la via del canale anche lui, devo decidere: o tentare di bloccarlo col rischio di rompere o lasciare che infili il canale e mi tagli il filo su qualche ostacolo; decido per il blocco, sento l’attrezzatura al limite ma poi avviene il miracolo: gira il testone e ritorna nel laghetto; adesso sento che è stanchetto pure lui, riesco a portarlo sotto anche se poi riprende filo, ripete il giochetto un paio di volte ma poi finalmente vedo la sua schiena emergere. Penso che ormai siamo vicino alla mezz’ora di lotta, la sua forza contro i miei trucchi, dopo altre due o tre sfuriate sottoriva come si accorge della nostra presenza è finalmente nel retino, o per meglio dire la testa e un pò del corpo è nel retino, ma viene comunque issato fuori; nemmeno io so come ho fatto, ero sicuro che avrebbe rotto, comunque è un bel gattaccio che al peso denuncia 22 chilotti e mi ha regalato qualche emozione.

Si continua la pesca ma la fortuna o per meglio dire l’attrezzatura non è dalla mia, ne attacco un’altro ma in pochi minuti si porta su un palo infisso al centro laghetto ed io non riesco a fermarlo, ci gira intorno e rompe, stessa solfa con altri Pacu; la giornata si conclude con qualche tilapia e gurami dal chilo ai due e tre pacu più gestibili sui quattro cinque chili, ma domani porto la mia cannetta e mi vendico.
Infatti rieccomi qui con in mano la mia fida 20/50 da viaggio, mulinello 5000 e trecciato da 60 libre, voglio vedere se adesso mi fregano!!! Primo attacco, esca un pezzo di banana, il pacu parte ma adesso è un’altra musica, cerca di infilare il canale ma lo blocco, attraversa il lago in lungo in largo ma riesco a fargli evitare gli ostacoli, adesso è possibile gestirlo, non passano tre minuti che è già stanco, ha una grandissima forza ed energia iniziale ma si stanca presto, qualche altra sfuriata sotto riva da fare impressione ma poi è fuori; undici chili, con l’attrezzatura giusta non dà problemi, si, ne perdo ancora qualcuno perchè si mangia il filo, ma nessuno rompe più o può andarsene come vuole in mezzo a sassi o piante.

Ne ho appena perso uno e sto recuperando velocemente a galla quello che resta dell’esca quando c’è una bollata ed ho un pesce in canna, vola fuori come un aereo, piomba in acqua e rivola, è un tarpon; il più piccolo tarpon che abbia mai preso, la guida mi dice che lì arrivano al massimo a tre chili, questo non arriverà ad uno e mezzo, però è divertente.

Si riprova per i gatti ed infatti lo aggancio, la solfa questa volta è un’altra, d’accordo ha una forza paurosa e continua ma quando punta verso qualche ostacolo o canale riesco a dissuaderlo, niente a che vedere coi pacu, quelli hanno uno scatto ed una velocità paurosa ma dura poco, questo è costante, piccole accelerate ma tantissima potenza e sembra non stancarsi mai; finalmente è fuori, è il mio record 34 chili; preparo la macchina fotografica e la passo alla guida per l’immortalamento: non funziona, muta, secca, scarica; un paio di uccelli di passaggio sono abbattuti dalle saracche che lancio; basta foto e questo comporterà anche la mancata immagine di un bel Pacu da 13 chili che prenderò in giornata.

Che devo dire ? Non era certo il tipo di pesca che mi ero aspettato : andare in Thailandia a pescare nei laghetti!!! Ma non posso negare che qualche emozione me la sono goduta.

Home - News - Blog - Tecniche - Itinerari - Prodotti - Esche - Esperti - Campioni - Foto -POL Junior
Newsletter | Forum | Ricette | Gare | Link | Pesci | Video | Acque | Negozi | Contatti | Club | Mercatino | Incontri | Pagine blu

www.pescareonline.it- infopostapescareonline.it
Tutti i diritti riservati

Credits: Marg8.com