
Il torrente San Bartolomeo
Testo e foto di Stefano Montone
In realtà il San Bartolomeo più che un torrente è un fiume di media portata. Di torrentizio vi è ben poco. In pratica, per gran parte della sua lunghezza è il classico clak steam all’inglese: basso di fondale tanta vegetazione sommersa, acqua limpidissima e soprattutto tanto pesce in estate e assoluto deserto d’inverno. Viene all’ora da chiedersi dove vanno nei mesi freddi i milioni di cavedani che “infestano” il fiume. La stessa domanda per le trote.
Il San Bartolmeo non è un fiume lungo, è circa 15 chilometri, prende vita da diversi rivoli d’acqua che si uniscono nei pressi di Venafro in provincia di Isernia, attraversa tutto l’abitato di Sesto Campano, si allarga sensibilmente e poi sfocia nel Volturno in tenimento di Presenzano. La sorgente principale sgorga ai piedi del monte Monsignardo.
Purtroppo c’è chi sta pensando di deviare le sue splendide acque verso l’acquedotto pugliese. Ciò significherebbe distruggere un paradiso incontaminato, ma soprattutto privare il Volturno di uno dei migliori affluenti, sia come porta d’acqua sia come qualità della stessa.
La fauna presente è composta da trote fario, cavedani, vaironi, alborelle, e anguille. Ultimamente con somma gioia si è scoperto che si è rifatta viva la lampreda considerata estinta da molti decenni; segno queste che le acque sono tornate di ottima qualità.
Peccato che spesso i “pescatori” locali commettano una vera e propria atrocità, e cioè usano le piccole lamprede come esca per pescare le grosse anguille che ne sono ghiotte. Ma torniamo a noi, sul fiume esiste una zona no kill nel tratto più a monte, la zona è gestita dalla locale associazione di pescasportivi.
Lungo le sponde si incontrano pochi pescatori, e quei pochi sono quasi sempre pescatori a mosca alla ricerca della grossa cattura.
Il tratto più interessante è sicuramente quello che attraversa l’abitato di Sesto Campano - dove sono state realizzate le foto dell’articolo.
Le sponde sono molto comode e curate, scendere in acqua è agevole. Il fiume è quasi sempre uniforme, interrotto a tratti da qualche cascatella, correntina o buca dove quasi sempre si trovano le trote più grosse. I detriti nel fiume sono pochi pertanto la mosca va fatta passare sopra la vegetazione sommersa e improvvisamente si vedrà lo scroscio della bollata.
Per lo spinning è consigliabile la zona immediatamente a valle del ponte della ferrovia, dove vi è un tratto abbastanza profondo. Gli artificiali sono i soliti rotanti max del n° 0-1 per gli esemplari grossi, Ilba del n° 2-3 con pallini rossi. Oppure il più che classico e più volte descritto cucchiaino di fattura locale detto “venafrano”, “romano” o “truccato”, che altro non è che il fratello gemello del più noto Veltic modificato di cui anche il Ripamonti ha argomentato in merito in un documentario realizzato sul canale Santa Susanna. L’unica cosa è che questi preziosi cucchiaini sono introvabili. Personalmente li ho trovati solo in pochi negozi e a prezzi da minnow.
Mosca:
Per le fario sono consigliate piccole emergenti in “cul de canard” con corpo rosso, nonché tutta la serie e varianti della royal. Canne intorno ai sette piedi, coda del 3 e terminale da 2,5 metri.
Il San Bartolomeo è considerato interamente a salmonidi, pertanto niente pesca da ottobre a febbraio e niente bigattini.
Nonostante ciò, ogni volta che vado sul fiume, trovo sempre qualche figlio di “buona donna” che va in giro con il sacchetto di bigattini e il paniere portapesci.
COME ARRIVARE SUL SAN BARTOLOMEO
Autostrada Milano-Napoli uscita casello di Caianello, proseguire a sinistra per Vairano Scalo e poi Per Venafro. Giunti a Sesto Campano svoltare a destra all’interno dell’abitato fino ad arrivare sulla strada che costeggia il fiume. In alternativa si può proseguire verso Venafro in direzione della zona alta; superato il ponte che lo attraversa alle porte della città, svoltare a sinistra nella prima stradina sterrata.
Sesto Campano si raggiunge anche per l’interno: da Napoli prendere l’Appia 7 bis per Aversa, proseguire per Capua, Poi per Vairano Scalo, svoltare a destra sulla SS 85 fino a Sesto Campano.
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