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Il torrente Savone
di Stefano Montone


La differenza tra pescare nel piccolo torrente invece che nel grande fiume sta non tanto nei diversi approcci alla pesca ma in quello che sentiamo internamente di esprimere e di vivere in quel momento. Il piccolo torrente stimola in noi pescatori tutte quelle emozioni delle cose piccole, del muoversi piano, di ascoltare in silenzio il rumore dell’acqua di una cascata perenne.
Allora siccome so di per certo che sono molti quelli che la pensano come me, nel senso che la pesca non è solo l’arte di prendere pesci ma anche e sicuramente l’arte di arricchire l’anima, come posso non consigliare una pescata lungo le ripide sponde del Savone con una corta sette piedi e una coda due!.

Certo i moschisti mi capiranno: attrezzature leggerissime, lanci corti e soprattutto trotelle di grandissima diffidenza. Dunque è qui nel piccolo corso d’acqua che emerge la bravura del moschista. Su un corso d’acqua del genere la bravura inizia dal fatti di impigliare la lenza almeno una sola volta su dieci lanci. Si perché il Savone è impervio di vegetazione. Siamo dunque nel parco regionale Foce Garigliano, in provincia di Caserta e precisamente nel tratto che va da Roccamonfina a sud di Teano.Il Savone ha avuto alterne vicende, oggi non si capisce bene se sia ancora in gestione Fipsas o meno.

Nel periodo d’oro della gestione Fipsas, il torrente veniva ripopolato costantemente e vi si svolgevano numerose gare di trota torrente, oggi la situazione è alquanto incerta. Non voglio parlare male dei miei conterranei, ma la circostanza che molti dei proprietari dei terreni rivieraschi, abbiamo recintato e ostruito a proprio piacimento gli accessi al fiume mi manda letteralmente in bestia.

Ciò accade grazie alla totale latitanza della pubblica amministrazione che non fa nulla per eliminare questi abusi, con la conseguenza assai grave che il nostro ordinamento “purtroppo” contiene in se l’istituto dell’usucapione ventennale – e non so se mi sono spiegato bene!!!
Ma torniamo a parlare di pesca, quella a mosca. Dicevamo canna da sette piedi, coda 2 ultraleggera e moschette in CDC bianche o oliva montati su piccoli ami – lanci corti dietro del pietre stando attenti a non farsi ne vedere ne sentire. Le trote non sono grandi ma sono bellissime. Tutte pigmentate e ricoperte dei pallini rossi delle fario selvatiche.Dove l’acqua è più turbolenta sono consigliabile le moschette da caccia tipo royal.

Accedere al torrente non è facilissimo, pertanto insieme alla pescata faremo anche un po di treking. La zona migliore la troveremo prima di entrare in Teano, all’altezza del viadotto stradale. L’unica cosa come vi dicevo è trovare un punto dove accedere al torrente senza scavalcare nessuna recinzione. La parte a nord di Teano che arriva fino a Roccamonfina è anch’essa pescosa ma accedere alle sponde richiede una bravura quasi da rocciatori. Qui il torrente scorre spesso in una stretta gola interamente ricoperta dalla vegetazione.

COME SI ARRIVA
Autostrada Roma Napoli uscita Caianello, proseguire verso Capua e poi svoltare per Teano finquando non si arriva al viadotto e si vede il torrente.
Per la zona a monte, superare l’abitato di Teano in direzione Roccamonfina

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