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Trote giganti alla Parcolaghi www.parcolaghi.com
di Andrea Fusignani e Luigi Colucci

Nei giorni 27-28-29 ottobre 2006, si è svolto presso il Comprensorio Parcolaghi di Bagno di Romagna (FC), l’undicesimo Raduno Nazionale degli Apostoli dello Spinning, gruppo che comprende pescatori da tutta Italia, accomunati dalla passione per la pesca con gli artificiali, in particolar modo a spinning. Ringraziamo fin da subito il forum degli ADS (Spinning.forumcommunity.net) da cui abbiamo tratto alcune delle foto di questo articolo.


E’ stato un weekend con tempo splendido, sole e temperature quasi estive, durante il quale circa 100 partecipanti al raduno, hanno avuto modo di incontrarsi e stringere amicizie sempre più profonde fra di loro e nel quale hanno trovato posto anche ottimi banchetti a base dei prodotti tipici delle regioni italiane, portati dagli AdS stessi, per essere condivisi assieme agli altri, durante il Pic-Nic del sabato, sulle rive del Lago dei Pontini.

Ma non è neanche mancata l’occasione per poter fare due lanci, soprattutto data dai massicci ripopolamenti effettuati durante la settimana, da Stefano Tinarelli, patron del Comprensorio, che ha immesso circa 25 q di trote iridee e fario dal kg fino ai 10 kg di peso, e di circa 2 q di lucci dai 3 ai 5 kg, che vanno ad infoltire la già nutrita colonia presente.
Sono uscite catture di tutto rispetto, con trote che sfioravano i 6 kg di peso, e quindi voglio analizzare assieme a voi in modi migliori per poterle catturare al meglio, perché come si sa spesso questi giganti diventano apatici e restii ad abboccare alle nostre insidie.

Spinning
di Andrea Fusignani
Innanzitutto consiglio una canna lunga 2,40 m che sia in grado di lanciare almeno 10/20 gr. abbinata ad un mulinello di taglia 2500 capace di contenere almeno 150 m di filo del diametro dello 0.25. Come esche sono da preferire i piccoli ondulanti fino a 10 gr. di peso compatti, nelle colorazioni argentate, e fantasia (ottime le tinte rosa e giallo fluo). Ma anche Filibustieri da 5 cm, nelle colorazioni Silver e Azzurre, senza dimenticare l’innesco Wacky, avendo cura di sostituire l’amo con una testina piombata. Le trote più grosse sostano a centro lago, per cui si consigliano appunto canne lunghe che ci agevolano non poco la messa in atto di lanci lunghi atti a raggiungere la zona calda.

Recuperiamo moderatamente, dando colpetti nel caso usiamo ondulanti, in modo che possano sfarfallare, emanando vibrazioni e lampi di luce, molto graditi dai trotoni. Con l’innesco Wacky, recuperiamo a colpetti continui in modo da dare al nostro Soft Stick Bait, il movimento di un verme di terra caduto in acqua.

Mosca

di Luigi Colucci
Ormai chiusa la stagione della trota in fiume ecco il momento di dedicarci alle riserve come il Parcolaghi dove gli esemplari di grossa taglia risvegliati dai primi freddi sono reattivi e desiderosi di regalarci emozioni importanti.
Le grosse trote che stazionano spesso a centro lago possono essere insidiate con tecniche diverse soddisfacendo le varie passioni personali: la pesca a lunga distanza che ci porta a distendere tutta coda nella ricerca di esemplari di taglia è senz’altro redditizia con l’utilizzo di chironomidi, piccoli ditteri che sono parte integrante della dieta di queste trote che se pur di immissione si adattano con estrema facilità al nuovo habitat, ambiente che tra l’ altro ospita anche alcune specie di tricotteri e di piccole effimere che giungono ad esso trasportati dalle acque dei torrenti montani di immissione.

Queste ninfe montate singolarmente con strike indicator, o in numero maggiore, anche tre per terminale per sondare l’ acqua su vari livelli, recuperate lentamente con lunghe pause imitano perfettamente la risalita che queste ninfe compiono verso la superficie per compiere la metamorfosi allo stadio di imago.
Con i chironomidi le ninfe migliori sono le squirrel e le pheasant tali, valide anche nel sottoriva.

Utilizzando terminali conici molto lunghi evitiamo di insospettire le nostre difficili prede gia battute e diffidenti verso ogni imitazione, in più se in fluorocarbon il terminale è meno visibile in acqua e maggiormente affondante poiché reso più denso dalle componenti, mentre la conicità ne favorisce uno svolgimento morbido e silenzioso nel lancio.

Streamers fatiscenti e vivaci su ami piccoli dell’ N°8-10 stimolano benissimo l’aggressività e la territorialità del combattive fario e iridee: all’occorrenza le dog nobbler nei colori black, orange e pink fanno la differenza con le muddler minnow e gli zonker al seguito. In fine le secche, la giusta risposta nelle giornate più miti dove le bollate si susseguono frenetiche danno la soddisfazione della “diretta” nel poter vedere l’attacco: le sedge dalle brown alle rust lasciate scivolare sulla superficie ad imitazione della fase di deposizione delle uova in acqua che i tricotteri compiono, mentre sempre valide sono le Wulff e le Red Spinner che insieme ai piccoli Chironmidi lasciati fermi in superficie attirano le trote in pattuglia.

L’attrezzatura deve essere composta da canne lunghe e progressive che se pur lente ci aiutano nei lanci lunghi e nel roller, il lancio migliore e più eseguito nella mosca lago, quindi 9-10 piedi per code del N°7 al N°9 ad affondamento fast, cioè intermedie per la pesca a ninfa o a punta affondante per lo streamers, classiche flotter per secca.
A giusto prolungamento della coda indispensabile una buona quantità di backing per contrastare le fughe delle più grosse e combattive trote che puntano gli spazi aperti e più lontani da riva.

La tecnica a ninfa spesso lascia sfuggire qualche preda che aspira e risputa l’esca in modo così repentino che la ferrata giunge tardiva; l’utilizzo di code a colore altamente visibile favorisce l’individuazione di ogni minimo movimento compiuto dal terminale, mentre il recupero a canna alta ci da la possibilità di ferrare al minimo tocco in modo più rapido e deciso, quanto basta per evitare che la trota si slami anche se si ferra a lunga distanza dall’ abboccata.

Infine un buon giro di perlustrazione nel sottoriva con occhiali polarizzati regala spesso sorprese inattese, infatti alcune trote anche di taglia vagano spesso in cerca di minutaglia o di insetti portati in acqua col vento dai rami prossimi alle rive, ed è in questi casi che qualche lancio a ninfa o a streamers regala a volte prede eccezionali.


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