
Ragazzi sveglia… è ora!!!
di Carlo Bergamelli
Ei ragazzi sveglia… il lungo e sofferto “letargo” sta per finire.
Finalmente è quasi l’ora di iniziare a trascurare un po’ quello che da ottobre ci “succhia” tutte le nostre energie: lavoro – famiglia – scuola – fidanzate ecc. ecc… e fare posto a quella intensa passione che ogni anno ci accompagna e che ci fa capire che Dio ci ha creato in un mondo difficile ma fatto di un’immensità di cose belle. Cose che sono lì alla portata di tanti ma che solo pochi riescono veramente a decifrare e credetemi una giornata passata sul fiume, magari anche in compagnia, è una di queste “cose”.
Del resto il fatto che alcune esperienze ci restino impresse per tutta la vita e dopo decenni raccontiamo ancora la mitica cattura o lo scivolone in acqua o la sbronza fatta sul fiume con gli amici e via dicendo… è la prova dell’importanza indelebile di questo magnifico sport.
Per rendere ancora più entusiasmanti ed imprevedibili questi giorni sarebbe positivo essere preparati tecnicamente (immagino che molti di voi siano già bravissimi) ma sicuramente ci sono pescatori che sono alle prime armi, o che praticano altri tipi di pesca e vogliono provare ad insidiare la “regina”, o che sono dei “tarelli” (da noi si dice così a chi non riesce a recepire) e allora vediamo cosa poter fare per impedire qualche suicidio psicologico…
Come tutti sapete il periodo dell’apertura è fra i più negativi in assoluto, acqua fredda, poca e limpida e di conseguenza la trota è apatica, svogliata e facilmente si spaventa per poco, dopo mesi di tranquillità. La ritroviamo quasi sempre intanata ed al contrario del periodo caldo possiamo trovarla in caccia nelle ore centrali della giornata quando la temperatura è più alta ed i raggi del sole penetrano fra l’acqua gelida dando un senso di benessere. Arriva da un periodo avaro di cibo ma non è attratta da succulenti vermoni o da “grigliate miste”…
Dobbiamo comportarci come dei “camaleonti”, mutare in base alla situazione che ci si presenta, adattarci all’ambiente, alle varianti climatiche e idriche… ma in che modo?
Partiamo prendendo come esempio un torrente con poca acqua e limpida, in questo caso la nostra montatura può essere una coroncina di 15 pallini del 3-3,5 lunga 50-60 cm. con una girella alle due estremità e filo del 0.18-0.20, alla quale attacchiamo 25-30cm. di un buon fluor-carbon 0.12-0.14 e un amo del 8-10.
Al posto della corona possiamo utilizzare una spirale di 3-4 gr. o delle semplici spaccatine di montagna, l’importante è impostare un’azione delicata con esche poco invadenti come piccoli- medi vermetti o una camola del miele, sondando tutte le tane, sotto i sassi, sotto le schiume, sotto la vegetazione, insomma tutti quei posti che possono dare un potenziale riparo alle infreddolite trote.
Pescare sempre muovendosi da valle verso monte cercando di stare il più lontano possibile dai luoghi individuati, come ad es. potenziali tane o buche.
Per fare questo serve una canna teleregolabile almeno di 7-8 mt. Come secondo esempio prendiamo un fiume o un torrente di fondo valle ricco d’acqua. Qui alcune precauzioni possono assumere meno un’importanza, sono però sostituite da altre difficoltà da superare, ad esempio un’azione corretta fuori canna, cioè ad una certa distanza, dove l’incaglio è più frequente e la passata a galla è errore altrettanto frequente. In queste condizioni la montatura ideale è una spirale o un pendolino di 4-6gr. infilati sul filo madre del 0.18-0.20, girella doppia, 40-60cm. di fluor-carbon 0.14-0.16 con amo del 6-8.
Il galleggiante in questi casi assume ancora un ruolo importante, specialmente per chi ha già esperienze di pesca al pesce bianco o in mare. La sua forma deve essere piuttosto tozza a “pera” con grammature di 3-4 gr. e piombatura a scalare per rendere l’azione più morbida. In entrambe le varianti l’obbiettivo è riuscire a far scorrere l’esca il più vicino possibile al fondo, rallentare l’azione nei fondali dove riteniamo più probabile la presenza della bella preda è positivo solo se riusciamo a tenere l’esca bassa, il verme a mezz’acqua o a galla è segno di azione o montatura sbagliata. Questo non ci deve portare a zavorrare all’estremo, dobbiamo solo trovare il giusto compromesso tra velocità e peso, ricordandoci che stiamo pescando in acque fredde e quasi sicuramente la trota in queste condizioni non sta nel correntone ma ai lati o dove la corrente rallenta o addirittura dove c’è acqua ferma.
Quasi mai corre per raggiungere l’esca, bisogna offrigliela come se fosse al bar, perciò se state pescando in una buca o lama di medie o vaste dimensioni non dovete fare la stessa passata nello stesso posto per tutto il giorno, due - tre passate, poi altre due o tre mezzo metro più a lato, poi ancora due o tre mezzo metro sull’altro lato sondando così tutte le eventuali postazioni, offrendogli l’esca nella maniera più comoda ed invitante. Questa precauzione ovviamente vale sia pescando a galleggiante che a spirale o con il pendolino.
Su corsi d’acqua dove c’è bisogno di pescare anche ad una certa distanza la canna che preferisco è una interbloccata di 7-8 mt con azione progressiva, adatta anche a lanciare (non a frustare) avendo l’accortezza di accorciandola di uno o due elementi per evitare l’attrito con l’aria ed essere più precisi. Ferrare immediatamente è un suggerimento che non smetterò mai di dare, lasciare ingoiare l’esca alla trota “invisibile” può essere veramente dannoso.
Rischiamo di ferire mortalmente trote sotto misura o in qualsiasi caso destinate ad essere liberate, perciò ferrare subito quando sentiamo la tocca o vediamo il galleggiante affondare, anche perché è vero che noi sentiamo “loro” se abboccano, ma è anche altrettanto vero che loro sentono noi specialmente se peschiamo fuori canna… chissà quante volte vi è capitato che la trota dopo la prima tocca non vi ha più mangiato, mica gli è passata la fame tutta d’un tratto, ha solo capito che dall’altra parte c’era un pirla che voleva fregarla.
Dunque ferrare al volo e slamare delicatamente l’eventuale “trotelletta” evitandogli una mutilazione dell’apparato boccale. Concludo facendo una piccola precisazione, i miei consigli sono riferiti pescando trote “vere”, di quelle che sanno già che il loro peggior nemico è l’ uomo e dunque si comportano di conseguenza… è ovvio che se in alcuni tratti le varie associazioni fanno semine di materiale di allevamento fario o iridee molto probabilmente le cose si semplificano, almeno nelle prime ore del giorno. Concentrazione, sensibilità, rispetto per la fauna e l’ambiente fanno di un semplice pescatore un “Signor pescatore”, uno che si può vantare con sé stesso senza bisogno di dover sbandierare le proprie prede per ottenere soddisfazione. |