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Pesca in carpodromo… forum style

di Massimo Zelli

Posto che la stagione fredda ci va abbandonando con grande sollievo per tutti vorrei analizzare un argomento sollevato da molti durante questo periodo : la costruzione di una lenza tipo che possa essere adattabile al presentarsi di situazioni diverse, proprio per non trovarci impreparati al ricominciare della febbre da carpodromo.
Collaboratori inconsapevoli di quest’articolo sono Andrea Romanelli e Cristian Moretti che di sicuro sono stati i più attivi nel dipanare la matassa della questione.
Nel susseguirsi di post fiume sull’argomento con abbondante partecipazione di pubblico (direi che è stato uno degli argomenti più chiacchierati… anzi digitati) quello che è venuto fuori lo sentiremo lo sentiremo direttamente dagli avventori di questo bar virtuale che è il forum di P.O.L a cui per questa volta farò solo un commento tecnico.

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In una montatura di 4 metri, 0,30-0,50 grammi, dove collocate il bulk (distanza dall'amo)? E l'ultimo piombo? Che importanza ha la sua disposizione più o meno vicina all'amo? Grazie... Izio - 14/02/2006 22:45
RAY - 14/02/2006 23:56
50 cm dall'amo per il bulk e 20 cm per il plomb de touche,salvo situazioni particolari.

AndreaR - 15/02/2006 10:28
L'ultimo piombo ha un'importanza fondamentale nel trasmettere la mangiata, specie sui carassi ed in inverno in generale dove anche i movimenti dei pesci sono molto lenti. Per la mia esperienza gioca un ruolo fondamentale l'appoggio a terra che deve essere limitato al solo amo con i carassi, mentre con le carpe che sono + decise e aspirano risulta più producente poggiare a terra porzione o tutto il finale. Dando per scontato che stai utilizzando una grammatura che ti consenta di stare sul fondo con la massima leggerezza possibile (cioè per fare un esempio non stai pescando con 4x14 dove basta un 4x10), posiziono un bulk di pallini a 25 cm dall'asola con due pallini sotto,uno su quest’ultima ed uno a metà del mio finale che è da 20 cm. Altra cosa importante per rendere più naturale i piccoli movimenti che andrai a trasmettere all'esca è il diametro della lenza che non deve andare oltre lo 0,10 , assumendo di pescare con finali 0,08-0,07.

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In questo caso Andrea suggerisce una soluzione diversa dalla lenza tipica che viene usata nel 90% dei casi (quella che suggerisco io) , un tipo di geometria che accosta alla leggerezza tipica dell’inganno fatto in acque ferme la presenza ravvicinata del piombo con l’esca ,di sicuro atipica in condizioni normali , ma importantissima nella segnalazione di abboccate appena percepibili.
Da sottolineare anche la differenza tra carpa e carassio , nel primo caso si privilegia l’appoggio mentre nel secondo caso si cerca la naturalezza ad ogni costo e la neutralità del peso Esca/amo. Appunto partendo da questo punto andiamo a cogliere un altro stralcio di forum:

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Mi ricollego al discorso sotto fatto da Andrea e da Cristia . Io i carpodromi li bazzico prevalentemente l'inverno a roubasienne. Come Andrea sono convinto che non esiste una formula magica però sono altresì convinto che tutto aiuta. L'inverno è una stagione eccezionale proprio perchè di fatto i pesci hanno metabolismi rallentati e non sono soggetti a comportamenti frenetici e dissennati, cosa che gli fa riguadagnare l'atavica diffidenza che in estate vuoi per il caldo vuoi per il sovrannumero perdono. Ci sono dei picchetti "sbagliati" che giustificano giornate storte ma molto spesso data la regolarità dei fondali di certi posti è più facile che sia l’approccio ad essere sbagliato.
Mi spiego meglio: i ritmi sono talmente rallentati che bisogna provvedere A) a mettere in bella mostra l'esca B) pasturare il giusto per attivare il pesce ed incuriosirlo ma non di più con il rischio di cacciarlo via saziandolo. Tutto questo va fatto C) con la dovuta leggerezza, in quanto i sensi di un animale si acutizzano in condizioni come quelle invernali .
Non pensiate che i pesci siano sonnolenti e rincoglioniti, possono andare in letargo sotto certe temperature ma nel nostro caso se ce n’è anche soltanto uno che mangia vuol dire che tutti sono attivi ma talmente difficili che nessuno o quasi li prende.
Scusate la parentesi etologica, era solo un modo per considerare il livello di difficoltà che impone la pesca invernale.

Andrea esemplifica alla perfezione la sua gara: pasturazione, altezza dell'esca e appoggio, diametri,pesi grandezza dell'amo ed innesco.... la neutralità del peso dell'amo pare un’inezia ma in inverno è basilare tanto che spesso ho migliori risultati con bocconi più grandi su ami non proprio piccoli piuttosto che con il singolo bigattino su un amo del 22.
La scorsa settimana ho passato un pomeriggio in un laghetto vicino casa con abbondanza di carpe e relativa presenza di carassi e breme in inverno è una via crucis per tutti e bollare sembra una chimera ... eppure ho catturato una ventina di carassi con un doppio verme d'acqua su un amo del 16 con un 4x10 su terminale del 0.10 .
Tutto ciò è accaduto però dopo essere stato un ora a cappotto con monobigattino su amo del 24 , filo del 0.06 e galleggiante del 4 x 8 .
Nonostante il verme ho continuato a pasturare con 4 bigattini alla volta (sempre con un tiro corto di una 20 di cm rispetto alla punta della canna).
L’importante era fare movimento con i bigattini ma era impossibile convincerli a mangiare pescando anche il più leggero che potevo (a dire il vero se fossi sceso ad un 27 magari li avrei presi …ma questo non è dato sapere…)
RAY - 21/02/2006 13:19

AndreaR - 21/02/2006 15:30

Ciao Ray, hai sottolineato da quel grande pescatore che sei un altro aspetto che, nella fretta e nella solitudine di un post, non ho espresso .... l'amo piccolo non deve essere tale perchè il pesce lo vede ma deve essere proporzionato all'esca che si usa. Un chicco di mais poggiato in terra non rappresenta un problema per un amo non proprio infinitesimo, ma la differenza in termini di naturalezza, con la quale calano versoi il fondo una o due larve di bigattino, tra un amo del 21 ed uno 27 per esempio è immensa. L'ideale sarebbe che il peso dell'amo fosse ininfluente rispetto a quello dell'esca, questo quando inneschiamo bigattini è molto difficile però a questo per me si deve tendere. Io, tornando alla stessa gara ma anche in altre situazioni, mi sono accorto che pur usando un serie K del 27 (se lo conoscete sapete di quale spillino sto parlando) le mangiate erano + franche innescando due larve piuttosto che una.

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Questo scambio di vedute vuole sottolineare un argomento che difficilmente si tende ad accettare , ossia che il pesce percepisce con la vista solo in prima analisi cioè quando deve localizzare il boccone.
In estate con il pesce frenetico la sola localizzazione porta in genere ad un abboccata, in inverno il pesce è freddo (che battuta) e lucido a sufficienza da avvicinarsi al boccone e tastarlo finchè non è convinto che sia “franco” da ami ed inghippi vari…siccome si accorgerà dell’inganno quasi al 100% a meno che non si ferri da solo sarà proprio mentre lui sbocconcella che noi dovremmo accorgerci di lui e fregarlo.
Il fatto di neutralizzare il blocco esca / amo che riesce a protrarre i tempi in cui il pesce si soffermerà sulla nostra esca, tempi in cui commetterà l’errore di muovere il segnalatore su cui scatterà una ferrata.

Questa neutralizzazione è possibile quindi in due maniere, usando un amo infinitesimale oppure un boccone più grande… la prima soluzione prevale nella maggioranza dei casi la seconda è un ottimo modo per semplificarsi la vita anche se non sempre funziona.

Ma tutto è partito da qui:

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Eccomi qua ... avevo promesso un report dopo aver verificato la montatura vincente in carpodromo, il responso è semplice, se non hai sotto i pesci c'è poco da inventarsi. Ho provato davvero di tutto.
. Ho pescato con lenza dello 0.10 e terminale fluorine 0.07 (anche se va contro le mie regole), amo 21. Parto con la montatura proposta da AndreaR con galleggiante a doppio bulbo sovratarato tenuto su dal grasso sull'astina. Niente.

Poi un'altro galleggiante supersensibile con montatura fatta da 4 pallini del 10 a 6 cm uno dall'altro e bulk a 15 cm dall'ultimo. (montatura che di solito spacca il c… ai carassi più rompipalle). Niente. Infine apro tutto e mi metto a pescare con il bulk molto alto, ad 80 cm dall'amo !!! Finalmente una carpa la faccio.
Non è sicuramente merito della montatura, penso che passasse di li per caso.
Dopo una bella lotta non l'ho neppure messa a guadino e così rovino anche il mio record. Dopo oltre 3 anni faccio un cappotto!
Purtroppo attorno a me ce ne sono stati parecchi altri che sono rimasti a bocca asciutta. Per chi conosce il posto ero al picchetto 61, ciò vuol dire che prima di cominciare avrei dovuto buttare più acqua santa attorno al panchetto…..
Cristian Moretti - 21/02/2006 08:59

AndreaR - 21/02/2006 11:01

Sicuramente quando uno le ha provate tutte e non vede una bollata viene da pensare che il picchetto non era uno dei migliori. Comunque posso divi per la mia esperienza (io pesco nei carpodromi solo d'inverno) che le variabili i piccoli accorgimenti sono tanti e tali che tutti contribuiscono a fare la differenza. Questo non vuol dire che se avessi avuto il picchetto di Cristian avrei fatto 20 pesci ma magari 2-3 potevano venire fuori.

Nell'ultima gara che ho fatto (mi ha battuto un tale R. Orecchia, bandiera a sinistra) il mio vicino attacca un carassio e lo slama , quello sopra fa tre pesci, fino alla bandiera fanno 3-4 pesci, io e quello alla mia destra facciamo 8 kili (tutti carassi e 2 carpette) e sotto di noi fanno 2 kili e la bandiera fa 2 pesci. Siamo a 3-4 mt l'uno dall'altro il lago è piccolo ed abbastanza omogeneo. Il mio vicino dopo due ore che bestemmia e dice che davanti a lui il pesce non c'è tira due palle di pastura e fionda bigatto a scodellate .....
risultato smettono di mangiare pure a me e se non mi allungo a tutta canna e non lascio 2,5 mt di bandiera non vedo + una tocca. Finiamo di pescare e mi chiede cosa stavo facendo di diverso e che lui le aveva provate tutte. Avvicino la mia punta alla sua ed aveva 10 cm di fondo in più, pescava 4x14 ed io 4x8 la lenza era la stessa il finale lui era sceso ad uno 0,08 con amo del 21 io sono partito con 0,07 ed amo del 23 per finire con lo 0,06 e serie K del 27. Io tiro 4 bigatti per volta non arrivando mai sul tappo lui fionda troppo e troppo fuori. Quindi il mio invito amichevole a Cristian è quello di non dare mai nulla per scontato o intentato se pensi un cambiamento fallo subito non pensare che sia superfluo e l'unica cosa a cui devi stare attento e non esagerare mai con la pasturazione, in inverno non si rimedia a certi errori.

Nonno Ippei - 22/02/2006 08:55

Ho letto tante cose interessanti e tutte giustissime.
Il punto era stabilire se ci fosse o meno un qualcosa di più redditizio rispetto ad altre cose. Quindi non era mia intenzione stabilire a che distanza posizionare i piombi con una tolleranza di un decimo di millimetro, ma se il bulk andava bene a 40 cm dall'amo o se andava più alto, vista la scarsità di mangiate, oppure se sotto il bulk fare una spallinata (tipo cavedano) o solo il "pallino spia" ed uno intermedio. Insomma qualcosa più in generale tanto per avere una base di partenza sulla quale poi lavorare. Poi il discorso ami che è saltato fuori ... beh, quello sarebbe da salvarselo. Sono proprio soddisfatto degli argomenti toccati. In conclusione si può dire una cosa che è ovvia, in ogni posto ed in ogni giornata le regole cambiano per cui è impossibile suggerire la montatura giusta, ma a seconda del periodo secondo me una base su cui lavorare può essere fatta (sempre con le dovute considerazioni del caso).
Quindi prima di scegliere la montatura, buona regola è sempre leggere attentamente il posto dove si pesca.
Soprattutto nei laghetti, è risaputo che d'inverno, all'80% gli angoli sono i posti migliori, dopo di che bisogna cercare di capire se ci sono punti dove l'acqua è più calda, dove c'è più fondo. Li si rintaneranno le carpe. Infatti il posto dove ero io domenica, sulla mia sponda si andava dal 50 al 100, io ero al 61. Al 100 entra l'acqua del Ticino e c'è molto più fondo rispetto al 50 dove l'acqua esce. Quindi, io non l'ho misurata, ma si fa in fretta a capire che tra il 100 ed il 50 almeno 2 o 3 gradi di differenza c'erano
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Questo è il classico esempio di come da una discussione si possono trarre tante informazioni utili. Andrea pone dei capisaldi per la pesca fine nelle acque ferme.
Non sono accorgimenti limite da usare solo se proprio non ne vogliono sapere, sono cose che in pochi fanno ma che andrebbero fatte sempre per avere dei risultati. Cristian analizza un altro aspetto fondamentale. La morfologia del fondale (se non pescate dentro un biliardo il fondo è sempre irregolare… più o meno) è qualcosa di cui tener molto conto, tutti gli accorgimenti di Andrea verrebbero vanificati senza un attento plumbing del fondale attraverso una sonda di buon peso per definire presenza di ostacoli, canaloni, “sballamenti” e altro tipo di ripari che costituiscono punti su cui il pesce staziona più spesso specie se è letargico.

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