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Galleggianti vela e forti correnti...
Di. Antonio Tammaro [Antonio(NA) del forum di POL]

I famosi galleggianti vela e/o piatti fecero la loro prima comparsa ben 20 anni fa, ma con esiti negativi, forse i limiti sia costruttivi sia di materiali li lasciarono cadere nel dimenticatoio. Alla fine degli anni novanta, rivisti nei disegni e nei materiali questi segnalatori hanno avuto la loro definitiva consacrazione, durante il Mondiale di Pesca al Colpo svoltosi in Spagna sul canale d’Estrejon. La forte corrente del canale Spagnolo e la massiccia popolazione di carpe, imponeva una pesca con esca ancorata al fondo e ben ferma sulla pastura.

In quel caso nessun galleggiante convenzionale avrebbe permesso un totale bloccaggio della propria corsa in corrente, come permetteva di farlo, il famoso LEK-LEK.Dal Mondiale Spagnolo sono trascorsi più di sette anni, ormai questi galleggianti fanno parte del bagaglio d’attrezzatura di quasi tutti i pescatori, ma ancora tutt’oggi sono impropriamente utilizzati, relegati al solo utilizzo delle grammature elevate nelle forti correnti o lasciati in disparte anche se le condizioni di pesca imporrebbero il loro utilizzo.

I primi vela erano solo a forma di disco, ma nel corso degli anni dopo prove sul campo questi segnalatori si sono evoluti in diverse forme, che si possono raggruppare grossomodo in due categorie, ovvero:

  1. Disco e derivati di quest’ultimo(forme ottime per le forti correnti e per pesche con trattenute esasperate o totalmente bloccati);
  2. Rombo e derivati di quest’ultimo(forma ottima per pesche con passate molto rallentate o alternate da frequenti stop e rilasci della lenza).

I vela da ciò che si può capire da quanto sopra scritto offrono molti vantaggi, ma non sono universali, però se utilizzati a dovere e nelle situazioni appropriate sono micidiali. Ora parleremo della pesca con il disco e dei suoi derivati, in futuro parleremo anche del rombo e dei suoi derivati.

In caso di forti o fortissime correnti ma anche in qualsiasi momento in cui determinate situazioni impongono una pesca con esca a stretto contatto con il fondo e bloccata sulla pastura(pesche rivolte alle specie grufolatrici es. Carpe, Barbi e Carassi) e da preferire l’uso dei galleggianti a disco.

La lenza per pescare Bloccati
Pescando bloccati in corrente, non bisogna complicarsi la vita con geometrie di piombi complesse, l’esigenza primaria è quella di stare ben ancorati al fondo, perciò bisogna preferire geometrie molto semplici. La lenza sarà costruita nel seguente modo: pallettone d’ugual peso a quello del segnalatore bloccato da un bulk di 5 pallini a circa 30-35 cm dall’asola del finale, sotto al bulk di battuta del pallettone metteremo altri 4 pallini equidistanti della stessa misura di quelli usati per fare il bulk di battuta, la misura dei pallini sarà direttamente proporzionale alla forza della corrente, in ogni modo non si dovrà mai scendere sotto il n° 5 perché pallini al di sotto a questa misura, risulterebbero leggeri alzandosi dal fondo vanificando tutti i nostri sforzi e con possibilità di catture quasi nulle.

La giusta misura dei pallini dopo un po’ di pratica sarà dettata dalle nostre esperienze e dal nostro senso dell’acqua. Il finale non dovrà superare i 40cm, perché con misure superiori a quest’ultima si rischia di poggiare sul fondo un tratto di lenza in eccesso, rischiando di rallentare la percezione della mangiata del pesce o addirittura di non vederla per niente. La misurazione del fondo va fatta accuratamente, con sonde pesanti che non sono prede della corrente, in modo che scendano perpendicolare alla superficie dell’acqua dandoci la giusta misurazione del fondo.

Una volta trovato il giusto fondo facendo sfiorare solo il primo pallino, bisognerà aumentare il fondo al punto tale che il pallettone lo sfiori a circa 5 cm (es. geometria di piombi lunga 35cm, bisogna aumentare il fondo di 30cm e il gioco è fatto), cosi facendo la lenza una volta in trattenuta costante, il galleggiante con la sua inclinazione dovuta alla forza impressa dalla corrente su quest’ultimo, farà sì che solo l’esca o una piccola parte del terminale vada a poggiarsi sul fondo in maniera corretta.

Infine parliamo della “Banniere” in altre parole è lo spezzone di filo che intercorre tra la punta della canna e il galleggiante, questo spezzone di filo dovrà avere misure compre tra 1mt e un 1,5mt, con una simile misura si avrà quasi sempre la certezza di pescare sulla nostra pastura.

Pastura e modi di pasturazione
La pastura dovrà essere di quelle classiche da fondo, a base dolce o salata in relazione dei pesci che andremo ad insidiare. Fattori da non trascurare per una buona pastura da usare in correnti forti o per pescare semplicemente bloccati, sono la pesantezza e la collosità dell’impasto.

Infatti, con una pastura pesante, la palla una volta lanciata in acqua scenderà quasi perpendicolare alla superficie dell’acqua spostandosi al massimo di 50cm o 1mt, per aumentare la pesantezza del composto senza alterare le sue qualità sia fisiche, che meccaniche, basta aggiungere della buona terra di talpa o di riviera, la quantità di terra da aggiungere al composto dovrà variare a seconda della forza della corrente, ovvero maggiore sarà la corrente maggiore sarà la quantità di terra da aggiungere e viceversa, con pesi che possono variare dai 3-400gr per correnti medie a circa 1,5Kg per correnti forti.

La collosità dell’impasto segue la stessa regola usata per la terra, in pratica variandola in base alla forza della corrente in modo da non far spazzar via subito dal fondo la palla di pastura, dando per assurdo maggior corrente = maggior collosità rapportata ad una frequenza di pasturazione più alta, minor corrente = minor collosità rapportata ad una minor frequenza di pasturazione, in ogni modo quanto detto può essere stravolto in qualsiasi momento in base alle esigenze che c’impone il luogo di pesca, ciò conferma che nella pesca non sì da mai nulla per scontato.

Il punto esatto dove lanciare le palle di pastura è la giusta metà dello spazio che c’è tra la vetta della canna è il galleggiante una volta in corrente, questo spiega anche il perché delle misure prima indicate per la banniere. Una volta spiegato tutto ciò non ci basta altro che mettere in atto quanto detto prima, la prossima volta parleremo della pesca a passare sempre con i galleggianti piatti.

 
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