Il sito leader della Pesca Sportiva
Pescareonline


Lucci a mosca e spinning
di Andrea Fusignani e Luigi Colucci

Torniamo molto volentieri a parlare del Comprensorio della Parcolaghi e innanzitutto voglio ringraziare Stefano Tinarelli, patron del comprensorio, persona squisita e gentilissima, oltre che essere un esperto pescatore a mosca, che ci ha guidato in un week end alla caccia di lucci. Per la stagione invernale tante sono le novità, ad iniziare dalla copiosa immissione di lucci che vanno ad integrare la già massiccia popolazione presente nei laghi. Tutti pesci in ottima forma e con livree stupende, a riprova del fatto che Tinarelli ci tiene alla salute dei suoi pesci.

Ma parliamo ora un po’ di tecnica. Spinning Per la pesca del luccio da riva essenzialmente utilizziamo canne da spinning o da casting nella misura di 8’00” per quanto riguarda le spinning con potenza di 2 once, per il casting consiglio una misura compresa fra i 6’10” sempre con potenza di 2 once. Come mulinelli un buon 4000-4500 a bobina fissa per lo spinning e un bel 5501 per il casting. Per quel che riguarda i fili ognuno ha la sua preferenza, se scegliamo un nylon non scendiamo sotto lo 0.30 di ottima qualità, per la treccia ottimo compromesso lo troviamo in una 20 lbs che ci permette di aver ragione dei lucci di grossa taglia che spesso e volentieri vengono catturati dagli appassionati. Importantissimo è il cavetto d’acciaio in un libraggio che non scenda sotto le 20 lbs.

Per poter operare una corretta slamatura del pesce, senza andare a contatto con la sua temibile dentatura, dobbiamo munirci di pinze a becco lungo e di un apribocca. E guardiamo ora il parco esche che possiamo utilizzare con successo alla Parcolaghi. Io partirei con gli spinnerbait, ottime esche da utilizzare lanciate nel canneto, grazie alla loro conformazione anti-alga. Colori ottimi si sono dimostrati il Fire Tiger, il Chartreuse e il Rosa. Altre esche che reputo micidiali sono i bucktail e i jigs con grosso trailer in gomma. Fatti lavorare nel sottoriva sono l’arma vincente che possono regalarci il luccio di giornata. Non dimentichiamoci nemmeno dei jerkbait fatti lavorare in profondità o in superficie e neanche dei siliconi tipo grossi grubs o shads e soft swimbait. Solitamente i lucci amano sostare in prossimità di ostacoli naturali, nel canneto e anche nel sottoriva.

Per la loro pesca consiglio di stare molto lontani dalla riva, e fare lanci precisi sugli ostacoli e a fil di sponda. Prestiamo sempre attenzione al recupero e se proprio non siamo convinti prima di togliere l’artificiale dall’acqua effettuiamo la manovra dell’otto. La manovra dell’otto consiste nel disegnare con la canna un otto in acqua. Spesso il luccio insegue la nostra esca fino ai nostri piedi, e spesso con questa manovra riusciamo a coinvolgerlo e a farlo mangiare. Altra cosa importante nella pesca al luccio è il salpaggio del pesce. Il luccio è un pesce con molta forza, che implica un attenzione particolare del pescatore.

O ci avvaliamo dell’uso del guadino o del Boga Grip, oppure possiamo procedere in due modi molto semplici ma molto sicuri. Se il luccio è piccolo o comunque di media grandezza, lo dobbiamo prendere immediatamente sopra il capo, nell’area dorsale. Se ci troviamo invece al cospetto di un grosso esemplare, dobbiamo procedere con la presa preopercolare. Dobbiamo infilare le quattro dita all’interno del preopercolo branchiale, prestando moltissima attenzione a non andare a toccare le branchie primo perché possiamo danneggiare seriamente il pesce, secondo perché rischiamo di provocarci tagli molto seri, in quanto sono presenti spine che aiutano a bloccare le prede, molto dure e acuminate.

Se eseguiamo ad hoc questa manovra noteremo che le dita arrivano tranquillamente a toccare la mandibola ma senza andare a finire nei denti del luccio. Mosca Il risveglio del luccio coincide sempre con l’ assopirsi invernale del pescatore a mosca che spesso rinuncia provvisoriamente alla sua passione riammodernando l’attrezzatura nell’attesa del periodo di riapertura della pesca. Negli ultimi anni il fenomeno sembra diminuire soprattutto per gli appassionati dei grossi predatori come il nostro amico luccio ora più vispo e aggressivo che mai con le temperature che diminuisco, dandoci la possibilità di un allenamento continuo e costante della nostra tecnica sia di lancio, nonché di recupero e ferrata.

Nell’affrontare il nobile predatore in riserve come il comprensorio Parcolaghi dobbiamo munirci di attrezzature potenti che supportino la forza che il combattente sa sprigionare e allo stesso tempo che ci permettano lanci anche di notevole distanza, con la giusta morbidezza di movimento e il dispendio modesto di energie. La pesca del luccio è una pesca imitativa, poiché fatta esclusivamente dagli streamers, ma non di esche semplicemente simili a pesci foraggio quanto soprattutto di tecniche di recupero da raffinare in modo sublime, che ci permettano di dare alle nostre esche più che una vita una “anima”. Animare le mosche in modo corretto è spesso la soluzione migliore e più efficace, a tal fine canne lunghe e paraboliche in tre o quattro pezzi da 10 piedi con code robuste del N° 8-9 ci permettono di effettuare lunghi lanci precisi, offrendoci una copertura d’acqua maggiore.

Terminali conici robusti con cavetto d’ acciaio finale da 15-20 lb ci aiutano nei combattimenti più estenuanti, e con l’ aiuto del backing, abbiamo la tranquillità di poter gestire con calma anche le fughe più potenti. Furbo e astuto il luccio in questa stagione staziona nei pressi del fondo in attesa della preda che studia e sceglie con selettività, spendendo energie in attacchi esclusivi a ciò che gli interessa, e a tal fine l’ utilizzo di code ad affondamento extra fast del grado 4 o 5 ci permettono una ricerca prossima al fondo in punti spesso poco battuti.

Aggiungendo a queste code stremers come le pike bunny in pelo di coniglio con corpo in foam senza piombo, possiamo effettuare dei recuperi particolarmente adescati in quanto durante le pause del recupero l’ esca risale leggermente verso la superficie e vi riscende durante gli strip: l’ animazione dello steramer in questo modo risulta molto verosimile e reale, inducendo il pesce ad attaccare. Altri streamers sempre validi e se non piombati animabili allo stesso modo sono i grossi zonker, i whistler e i jig pike con colorazioni iridescenti ad imitazione delle trote iridee e dei piccoli persici reali.

Altra tecnica è quella con code a punta affondante e l’ utilizzo dei medesimi streamers piombati, ottima per la ricerca del pesce a mezz’acqua o nel sottoriva, quest’ultimo luogo di caccia ideale per il luccio che in questi laghi funge da “spazzino” attendendo l’ arrivo di pesci ammalati o disorientati che cercano on riferimento visivo e una protezione nella vicina sponda. Gli occhiali polarizzati ci aiutano come sempre nell’individuare il predatore e ci forniscono maggiori possibilità nei pressi della riva dove il nostro predatore attende le sue vittime.

Come sempre voglio ricordare le regole del comprensorio, e cioè artificiali con amo singolo e senza ardiglione, e la reimmissione del pesce in acqua, che io estenderei anche in acque libere, in quanto il luccio, il predatore fra i più belli e nobili delle nostre acque, rischia di scomparire a causa di elevato prelievo e dell’inquinamento delle acque.

Per info www.parcolaghi.com

 
Home - News - Blog - Tecniche - Itinerari - Prodotti - Esche - Esperti - Campioni - Foto -POL Junior
Newsletter | Forum | Ricette | Gare | Link | Pesci | Video | Acque | Negozi | Contatti | Club | Mercatino | Incontri | Pagine blu

www.pescareonline.it- infopostapescareonline.it
Tutti i diritti riservati

Credits: Marg8.com