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Carpe e method al Sun Lake
di Sabino Civita

Anno dopo anno, due sono le cose che colpiscono la mia immaginazione di pescatore ogni volta che arriva la bella stagione: la prima riguarda le carpe. Sempre di più, sempre più grosse, sempre maggiori le possibilità di poterle pescare, in acque libere come in laghi privati. Evidentemente l’incruenta invasione di alloctoni, che tuttavia ha debilitato le capacità riproduttive e le possibilità di ripresa delle specie autoctone italiane, nulla ha potuto contro la carpa che, dopotutto, anche se con una datazione persa nei secoli, è anch’essa un alloctono.

Ma non sono un biologo o un ittiologo, e queste mie sono considerazioni un po’ alla “Bar della Pesca”, quindi passiamo al mio secondo pensiero estivo, che riguarda sempre le carpe: nonostante le possibilità sempre crescenti di andare a “caccia” di regine o specchi un po’ dovunque, mi stupisce la ancora poca attenzione che si riserva ad una delle tecniche più catturanti e semplici, il method.
Solo un po’ di notizie storiche …

In Inghilterra questo modo di intendere la pesca col pasturatore ha la singolare proprietà di essere trasversale a due modalità di pesca molto differenti: l’agonismo e il carpfishing. Basta sfogliare qualche catalogo per trovare pasturatori, di foggia diversa ma sempre method è, sia nelle pagine dedicate al ledgering che a quelle dedicate ai carp anglers. Nelle gare svolte in quelle commercial fisheries (noi li chiameremmo carpodromi, ma che non contengono esclusivamente carpe) che attirano centinaia di agonisti britannici l’uso di piccoli method è comune da diversi anni; e i carpisti inglesi hanno spesso arricchito l’attrattività delle loro esche avvolgendo i loro piombi di una bella “boccia” di pastura farcita di mais e pellets spezzettate, tanto da portare a sviluppare zavorre con intelaiature apposite atte a meglio trattenere l’impasto di sfarinati. Per i carpisti tuttavia il method ha un limite: troppo poca selettività nella taglia – e un carp angler è alla perenne ricerca della sola carpa da record. Di contro, nell’agonismo il method faceva spesso allamare anche pesci di grande mole, coi quali ingaggiare un combattimento lungo, troppo lungo per i tempi ristretti di una gara, in cui conta prendere tanto pesce e con continuità per far punti, può avere effetti negativi ai fini di un buon piazzamento.

E le necessariamente più leggere attrezzature agonistiche, con canne e diametri di lenza decisamente imparagonabili al carpfishing, non sempre garantiscono di riuscire a portare il pesce in nassa: oltre al danno, la beffa. Quindi, pur non potendo certo parlare di insuccesso del method (è a tutt’oggi una tecnica usatissima) garisti e carpisti non lo usano certo come tecnica predominante. Ma una pesca che ti fa catturare tante carpe, e spesso ci scappa quella grossa … be’ sembra proprio fatta per il “comune” pescatore sportivo, non trovate? Da qui il mio stupore per un (per ora) mancato vero boom del method in Italia. Ma passiamo dalla filosofia alla tecnica.

Come funziona
Tutto molto semplice. Il pasturatore detto method non contiene bensì sostiene, come un’impalcatura interna, una pesante palla di pastura, bagnata a sufficienza da creare un impasto elastico e resistente al lancio. Aggiungere poi alla pastura che andrà pressata sul pasturatore method mais, pellets o frammenti di boilies aumenterà il potere attrattivo della pasturazione, e può dare al pesce campioni della stessa esca che noi andremo ad usare sull’amo – diminuendo spesso la diffidenza del pesce stesso quando andrà ad abboccare all’innesco vero e proprio.

Se poi abbiamo precedentemente pasturato con poche palle dello stesso mix farcito delle medesime particles (mais, canapa) e/o pellets e/o pezzi di boilies, rafforzeremo il potere attrattivo e diminuiremo la diffidenza del pesce rispetto ad un’esca di cui si è già nutrito. Il corto terminale, con l’amo infilato nell’impasto del method mix (accorgimento che aiuta nel lancio e nella presentazione dell’esca), mentre la palla di pastura si scioglierà pian piano sul fondo, resterà sempre nelle immediate vicinanze delle esche di pasturazione, confondendo quella innescata fra tanti altri succulenti bocconi.
Esistono in commercio, marchiati Dynamite Baits, Nutrabaits, Browning ..., diversi sfarinati già pronti ed espressamente dedicati al questa tecnica.

Si tratta in genere di proditti ottimi, molto “ricchi”, che spesso è buona norma tagliare con pastura da fondo ad grana grossa e/o pastoncino, che dà all’impasto una maggiore costintenza e collosità. Infatti la palla di method mix che andremo a confezionare sul feeder deve rasggiungere il fondo integra, sgretolandosi poco a poco solo dopo qualche minuto di permanenza nell’acqua e depositando il mix e le particles (e/o pellets, e/o boiles a pezzetti) tutt’attorno alla nostra esca. Quest’utlima, nulla vieta essere qualcosa di completamente differente da quanto usiamo nella pastura. Ad esempio potremmo innescare un fiocchetto di cinque-sei bigattini su un amo del 14 o del 12, mentre abbiamo arricchitto il nostro impasto con mais e pellets.

Un trucchetto per rendere più elastico e compatto il nostro method mix è quello di impastarlo usando il liquido di conservarzione del mais, che tutti noi pescatori sappiamo quanto possa essere appiccicoso, sfruttando così non solo quest’effetto legante, ma anche – in special modo nel caso si usino grani aromatrizzati – quello attirante. Per quanto riguarda le pellets o i pezzi di boiles, è buona norma non aggiungerle direttamente nell’impasto, ma aggiungerle, in superficie, pigiandole sulla palla di pastura precedentemete confezionata sul method feeder; questo per evitare che se ne vanifichino le proprietà leganti

Una sessione di pesca
Questo è stato il secondo anno in cui il Ledgering & Barbel Fishing Italia si è ritovato nel suo raduno annuale al Lago del Sole di Massa, in cui la pesca a method è senz’altro la più fruttuosa e divertente. Popolato di carpe prevalentemente dei quattro chili in su, con punte di catture effettuate sui dieci-undici chili, con la possibilità tutt’altro che remota di allamare anche channel di grossa taglia, il “Sun Lake”, come è stato ormai ribattezzato dai soci dell’LBFItalia, richiede attrezzature e cautele non certo da carpodromo.

Canne potenti, feeder “capienti”, terminali ed ami adatti a carpe cattive come poche altre mi sia mai capitato di allamare: questo lo scenario.
Proviamo ad immaginarci una palla di method mix, debitamene arricchito di mais e pelets, che si deposita dolcemente sul fondo del Sun Lake. Dopo qualche minuto gli strati superficiali del nostro impasto cominceranno a disgregarsi, rilasciando al contempo le tracce olfattive che attireranno le carpe sulla golosa esca.

Carpe che non tarderanno ad avvicinarsi e, se la nostra palla di pastura è ancora sufficientemente integra, potremo avvertire gli “assaggi” attraverso i movimenti del vettino o dai singoli, brevi “beep” dell’avvisatore (se lo stiamo usando). Non è questo il momento di ferrare, il pesce sta solo sbocconcellando il nostro mix, l’esca del nostro amo non è stata ancora toccata, quando lo sarà, fidatevi, ce ne accorgeremo. La carpa allamata “partirà” infatti come un razzo , ed è per questo che si usano prevalentemente mulinelli con baitrunner, onde evitare deludenti rotture in mangiata, se non addirittura il desolante spettacolo della canna che scavalca il rod rest e finisce in acqua – ed è successo, credetemi.

Altro fattore importante è la lunghezza del terminale, che terremo sempre mai più lungo di 20 centimetri, il motivo è semplice: via via che il nostro impasto si scioglie, liberando mix, pellets e mais, crea una zona di pastura che circonda e ricopre il nostro amo. Va da sé che, avendo l’esca sempre esattamente nell’area pasturata, è facilissimo per il pesce imbattersi ed abboccare senza sospetti al nostro inganno.
Con un terminale lungo, invece, avremmo probabilmente meno probabilità di “mimetizzare” la nostra esca in mezzo alla pastura disciolta ed è anzi buona norma, prima del lancio, “infilare” l’amo con l’esca direttamente nella palla di mix. Certo, il Lago del Sole è uno spot particolare e ricco di catture, ma lo dico per esperienza, se tenterete i vostri abituali “posti da carpe”, sono sicuro che il method non vi deluderà.

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