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Orate dalla barca
di Gionata Paolicchi

Conosco Franco Tognini da una vita, dal 1987 per l’esattezza, anno in cui aprì il suo negozio a Marina di Massa. Sembra ieri, ed invece sono passati quasi 20 anni: avevo 15 anni a quel tempo ed ero un agonista accanito. Ogni tanto capitavo da lui, perché una leggenda narrava che le sue pasture fossero le migliori perché usava additivi segreti… in effetti, le sue pasture, da sempre, sono considerate le migliori della zona. Chi va a pescare in Magra, arrivando da Firenze, esce di solito dall’autostrada al casello di Massa e passa a salutare Franco… e prende la pastura da cefalo… la famosa cefalo bianca. Essendo poi il negozio proprio vicino al casello di Massa, uscire e rientrare è roba di 5 minuti.

La pastura di Tognini è una vasta gamma di prodotti di altissima qualità, realizzate da un mulino in esclusiva per il negozio, la gamma è composta da: 5 pasture per il mare, 2 per l’acqua dolce e 3 per il cefalo, tutte in confezioni da 1 kg. Chiusa la parentesi delle pasture…
Tognini dal 1° giugno di quest’anno è online con il nuovo sito www.cacciaepescatognini.it ed ovviamente ha deciso di fare pubblicità su Pescareonline.

Ci siamo trovati in aprile per un redazionale realizzato per la Shimano, proprio sulla spiaggia di Marina di Massa e da quel giorno ci sentiamo quasi quotidianamente… il suo negozio ha enormi potenzialità, è il punto di riferimento della zona apuana per la pesca in mare, sia da riva che dalla barca. Questo ottobre, addirittura, è sponsor con la Shimano della Coppa del Mondo di Big Game che si disputerà proprio a Montignoso, tra Marina di Massa e Forte dei Marmi, chi volesse iscriversi o avere maggiori informazioni basta scrivere a info@cacciaepescatognini.it.

Dopo il servizio fatto per la Shimano, rimango d’accordo con Franco che alla prima battuta di pesca che rifarà in zona mi chiami, che non solo gli faccio delle foto d’archivio, ma mi pesco due bei pesci di mare… il caso vuole, che nella settimana in cui nasce mio figlio, dal 27 aprile al 1° maggio, ci fosse un grosso passaggio di orate proprio vicino al porto di Marina di Carrara. Giustamente Franco non mi telefonò in quei giorni e se ne andò con gli amici Sandro e Matteo a pesca di orate dalla barca. Verso il 10 maggio, ripassando dal negozio per fargli vedere la mia piccola creatura di nome Gabriele, lui mi fece vedere le sue piccole creature, di nome orate, pescate in quei giorni.

Forse rimasi più scioccato io a vedere le orate, che lui a vedere mio figlio... Ma era un peccato non usare le foto di quella battuta di pesca, allora voglio proporvele in questo breve articolo, che serve più che altro per presentare Franco e la sua attività, attività che il popolo di internet non conosce, visto che il sito è da soli 15 giorni online. Quindi ho chiesto a Franco come avesse posizionato la barca per fare questa pesca e come si prendono queste belle orate: “Per quanto riguarda la barca dovrà essere possibilmente ancorata sia a prua che a poppa in modo da non creare scarroccio o movimento dell’esca, perchè, le orate mangiano quasi sempre a esca ferma su una profondità di circa 10 metri.

Sarà necessario utilizzare un’attrezzatura leggera possibilmente con canne mai più lunghe di 4 metri e con cima molto morbida. Piombatura compresa dai 30 ai 50 grammi con attacco scorrevole, finali del 0.18- 0.20 possibilmente di un buon fluorocarbon giapponese di circa 1.50-1.80mt di lunghezza con ami della misura 5 o 7 a gambo corto, forgiati possibilmente con anellino legati con nodo palomar. Come mulinelli si rivelano molto validi quelli con sistema " bait runner " che permettono di lasciare la lenza libera durante la fase di abboccata, l'orata sentendo resistenza desiste dall'abboccare. Esche consigliate: abbondanti inneschi di arenicola, granchio vivo innescato con due ami e privato delle chele che potrebbero ledere il terminale, muriddu e coreano, ottimo si rivela il bibi che però, in questo caso è sconsigliato per il tempo di innesco, considerando  che le orate quando iniziano a mangiare, le abboccate si avvertono con rapida successione, con successivi intervalli di calma.

A volte, come si vede nella foto, l’orata mangia talmente in modo delicato che il granchio viene svuotato nella parte interna e l’amo viene accuratamente evitato dal pesce.
Quel giorno portammo a paiolo oltre 20 pesci, che ovviamente ci dividemmo per 3 pescatori. Alcune orate di pezzatura inferiore furono liberate, è inutile uccidere pesci di due etti, meglio liberarli ed aspettare che diventino quanto meno da porzione e cioè da almeno mezzo chilo-sette etti.”

Grazie Franco per l’intervista e spero che alla prossima occasione non ci siano altre nascite che mi obbligano a non venire a pesca… una giornata ad orate, me la farei proprio volentieri!!!

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