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Mitico Umbertide
Di Alessandro Palossi

Quest'anno io e la mia ragazza non siamo riusciti ad avere le ferie insieme, così, lei se ne è andata alle Azzorre da amici, ed io mi sono fatto la settimana di ferie che mi spettava a Montepulciano dove ho casa. Da lì ad Umbertide sono 45 minuti di macchina e così ho potuto "visitare" il famoso campo gara non poche volte. A cavallo tra la fine di luglio ed agosto sono state disputate anche delle gare molto importanti, alle quali non sono mancato, tranne che per l'International, garone al quale hanno partecipato persone da tutta l'Italia. Tra questi c'era anche tutto il team dell'Imolese, società che conosco molto bene in quanto i personaggi di spicco (Moreno Ravaglia e Claudio Bergami - Campione Italiano 2002), si può dire che mi hanno veramente insegnato a pescare.

Questo perchè ho lavorato cinque anni tra Imola e Bologna, anni in cui grazie a loro, ho potuto conoscere i corsi d'acqua del nord che purtroppo (anzi per fortuna!) non hanno nulla a che vedere con quelli del centro. Prima dell'International c'è stata la finale dei campionati Italiani, a tal proposito sono stato dietro a “Teo82”, amico del forum di POL, che ahimè, al sabato ha fatto un ottimo 3° posto, mentre la domenica capita in un picchetto "sfigato" che non gli dà modo di rientrare nella parte "calda" della classifica. Cosa analoga succede al mio amico Moreno che sabato fa un brutto 8° mentre la domenica è Primo di settore. La pesca è a ciprinidi di immissione: carpette e qualche carassietto. Di conseguenza bigattino incollato, lenze medio-pesanti e innesco del mais che talvolta ha regalato anche dei bei cavedani.

Dal punto di vista della pesca fine a se stessa è a dir poco orrenda, mentre dal punto di vista dello svolgimento gara è praticamente stupendo in quanto c'è stata regolarità per tutti e degli ottimi pesi (anche fino a 12.000gr!) per tutti quanti i settori. Ho potuto vedere da molto vicino persone come Carraro, Premoli, Frigerio, Prandi, ed altre persone davvero molto brave a pescare: macchine da guerra che non sbagliano una fiondata o una pallina, impostazione sulla roubaisienne a dir poco perfetta, e soprattutto modo di impostare la pesca col mais ad HOC, cosa che invece io non avrei mai saputo da dove si comincia, essendo un bigattinaro drogato!!! Molto importante è stata la scelta dell'impiego di galleggianti sempre accorpati per una pesca alla <<tieni e manda>> ma con antenne cave che, essendo meno sensibili ti danno modo di appoggiare bene il chicco a terra senza che il galleggiante si affoghi causa la pesantezza dell'innesco. Cosa che ho appreso da Carraro e Barbetta. Finale corto appoggiato per terra, lenza raccolta in 30 cm e via di bigatto in colla.

Ovviamente queste gare sono state fatte tutte a partire da sotto la zona della Carpina andando verso valle. L'unico tratto dove non è stata fatta l'immissione di queste carpette è proprio lei, la zona da sempre più bella di tutto il campo gara, dove sono rimasti i miei cari ed unici amici pinnuti: i cavedani della Carpina. Ed è anche l'unico tratto rimasto il più naturale rispetto ai settori a valle, che dopo la piena sono stati ricostruiti sia come sponde che come letto del fiume.

La mia considerazione è negativa, in quanto penso che sia ormai diventato un carpodromo con l'acqua corrente, anche se però è tornato un campo gara dove ogni settimana si rifanno gare su gare, prove e tante altre manifestazioni: ad esempio, sabato passato c'era tutta la RAVANELLI TRABUCCO a fare una pool nel tratto che và dal campo sportivo ai fili, sabato e domenica 2 e 3 settembre c’è stato anche il Club Azzurro. Ma torniamo alla mia settimana di vacanza: viste le gare ravvicinate, i miei amici imolesi, sono stati tutto il mese d'agosto in villeggiatura ad Umbertide ed io ho avuto modo di pescare assieme a loro tra battute e risate dalla mattina alla sera.

Fortunatamente loro come me, amano di più pescare nel tratto della Carpina, dove i cavedani la fanno da padrone: bigatto a fionda e lenze da 4x8 a 4x12, da mezz'acqua fino ad appoggiare tutto il terminale sul fondo, ci hanno fatto divertire, cercando di competere con quei cavedani grossi e cattivi che ti portano via il galleggiante con una velocità impressionante. Abbiamo anche fatto due gare tra amici, una il venerdì ed una al sabato divertendoci davvero tanto. 

Anche se la pesca in Carpina è solo a fionda, la strategia di inizio gara prevede un fondo iniziale di bigatto incollato per poi pescarci sopra con una veletta da 0,50gr., questo al fine di catturare i primi e meno maliziosi cavedanoni che "smusano" sulle palline di incollato, al fine di avere quei 3-4 pesci in nassa che ti permettano poi di impostare la pesca classica in tranquillità. L'inizio gara mi vede in netto ritardo: non avevo ancora incollato il bigattino mentre gli altri avevano quasi finito di fare il fondo, così ho smanacciato al volo (al posto di fare il fondo preciso con lo scodello!) 4-5 palle di incollato che tutto era meno che incollato! Era più quello che mi rimaneva appiccicato alle mani che quello che volava in acqua!! Fatto ciò mi sono messo in pesca con il vela che avevo preparato.

Dopo un'ora avevo due pesci, mentre chi ne aveva meno ne aveva 4-5, Moreno che lo avevo a fianco aveva sei cavedanoni in nassa! Arrivata metà gara, butto via tutto e mi metto con la mia lenza a fare la pesca che mi detta da sempre il mio cuore: bigatto a fionda dato quasi a valle, lenza 4x10 montata su trave dello 0,08, pallini del 14 apertissimi, l'ultimo pallino è quasi sotto il galleggio, bava dello 0,07 amo del 23 ed un bigatto anche per pescare sul fondo. Fiondo il bigatto prima di stendere la lenza, poi calo sulla fumata del bigatto e trattengo in esasperazione per poi cominciare a mandarla in corrente, ogni volta che la lenza arriva quasi nei pressi del fondo ed il galleggio sta per addrizzarsi, faccio degli inviti molto alti e trattengo: così facendo a volte vedevo addirittura tre mangiate sulla stessa passata!

Praticamente da ultimo che ero a fine gara sono secondo assoluto, il primo assoluto (eravamo 20 persone quindi 2 settori) lo fa Moreno Ravaglia pesando circa 7 chili contro i miei 4.600. Considerazioni: se avessi iniziato subito a pescare come mi detta il cuore cosa sarebbe successo? Ce l'ho ancora con me per aver dato retta a correnti di pensiero e tattiche di gara e non a quello che so con precisione. La seconda gara del sabato eravamo solo 10. Anche stavolta pur essendo rimasto scottato dal giorno prima, quasi a pretendere una rivincita su tale pesca, riparto col vela, solo che stavolta non sono in ritardo: scodello 5 palle di bigatto molto duro e ci calo sopra la lenza.

Dopo 30 minuti ho 3 grossi cavedani in nassa. Stavolta smetto di fare questa pesca dopo 40 minuti e parto con le altre due lenze (alterno 4x8 a 4x10). Vi dico solamente che ad un certo punto uno dei partecipanti smette di pescare e viene dietro di me e mi dice: "sei disarmante! ogni volta che mi giro hai sto cavolo di elastico sempre fuori!" Dopodichè torna alla sua postazione e inizia a chiudere la sua attrezzatura!!!! Beh, a fine gara faccio il primo con 14.800 gr, il secondo fa 4.900!!!! Che pescatona ragazzi, avevo messo in fila i miei cavedani, ogni passata era un pesce! Che spettacolo da paura!!! Mi hanno fatto tutti i complimenti.

E' stata davvero una soddisfazione se penso che comunque in una gara quello che conta oltre al saper pescare bene è la testa, cioè il non perdere mai il controllo, ed avere sempre i nervi saldi, cose alle quali un garista è abituato mentre io non lo sono assolutamente! Spero con questo mio racconto di non aver annoiato nessuno, al contrario di aver suscitato in qualcuno ancor più voglia di pescare. Un salutone a tutti e.... alla prossima pescata!

 

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