
Una primavera tutta da pescare
di Roberto Granata
Finalmente è arrivata. La primavera ha portato con sé, oltre a tanta voglia di pescare, nuove possibilità. Anche d’inverno, come abbiamo visto in passato, abbiamo le nostre buone opportunità, ma non c’è dubbio che in primavera queste ultime, oltre ad amplificarsi, portino una ventata d’aria nuova a noi e spesso una “ventata” d’acqua nuova ai pesci, sottoforma di una salutare piena primaverile. Quest’anno la primavera da parte mia, ma credo anche vostra, è stata particolarmente attesa, dopo un inverno metereologicamente e di conseguenza anche piscatoriamente parlando, disastroso.
Al Nord il gelo è arrivato ai primi di Novembre, pregiudicando notevolmente uno dei periodi migliori per il luccio, ed anche nei periodi con precipitazioni (nevose) l’acqua non è mai riuscita a scaldarsi a sufficienza per rendere qualche pesce attivo, tranne qualche perca e rari cavedani.
Ma non pensiamoci più!
Adesso è giunto il momento di dare sfogo alle manie piscatorie represse, e quale periodo migliore della primavera, quando praticamente tutte le specie di predatori sono a nostra disposizione, ben disposte all’attacco?
Vorrei darvi allora una serie di suggerimenti prendendo in esame diverse specie ed analizzando le possibilità di cattura, gli spot migliori e quant’altro potrebbe servire per portare a riva le nostre prede primaverili.
LUCCIO
E pensare che un tempo veniva chiamato “il pesce del freddo”, ed una volta giunti alle prime avvisaglie primaverili si smetteva di pescarlo, o quasi! La primavera è invece un ottimo periodo per l’esocide che, terminate le fatiche riproduttive, ha davvero bisogno di energie, considerando anche che arriva da periodi relativamente avari di prede. Ma, nonostante tutto ciò, l’innalzamento della temperatura dell’acqua lo rende sensibile anche ai fattori disturbo e simili. Morale? Pur rimanendo ottimi i vari minnows, crank e simili, l’esocide se la prende anche con rotanti ed ondulanti.
In base alle mie statistiche il periodo primaverile è l’unico dove la differenza di resa tra le due tipologie di artificiali è davvero minima. Ed eccovi qualche consiglio:
- Non è ancora tempo di recuperi a galla. Mantenete quindi i vostri artificiali verso il fondo, anche se non è più necessario uno stretto contatto con il medesimo.
- Anche la velocità di recupero non dovrà essere molto “allegra” (anche se parlando di luccio i recuperi piuttosto veloci non sono mai consigliati), e comunque meno che nel pieno dell’estate.
- Il recupero in sé deve, soprattutto parlando di luccio, essere sempre condotto in modo “disordinato” e con parecchie variazioni, un po’ di qualunque tipo.
BLACK-BASS
Mai stagione fu migliore della primavera. Solo gli ultimi periodi utili per la sua pesca, in autunno, arrivano talvolta ad eguagliarla, ma c’è una differenza sostanziale: i black al loro “risveglio” sono più ingenui che non in autunno, dove invece si sono fatti furbi, dopo mesi e mesi nei quali hanno visto artificiali e pescatori di tutte le foggie. Sfruttate quindi il momento magico, possibilmente in spot dove siete i primi a farlo (non è facile!), ma attenti a non tardare più del dovuto, perché dopo circa un mesetto (dipende dalle annate) di questa cuccagna, i black, complice l’ulteriore innalzarsi della temperatura dell’acqua e l’avvicinarsi del periodo riproduttivo si porteranno in piena superficie diventando assai schizzinosi ed apatici, e la loro cattura si farà sensibilmente più difficile (per non dire peggio).
Ed ecco qualche consiglio anche riguardo al black-bass:
Insistete nei punti con ridotta profondità, soprattutto di stagni e lanche, negli orari centrali della giornata. Sono gli angoli dove l’acqua si riscalda più facilmente, ed i black, appena usciti dal loro semi-letargo, vi si portano sovente.
L’artificiale da usare, con i primi black, non costituisce un grosso problema, tuttavia i minnows hanno qualche punto in più.
Consiglio canne non molto rapide, monofilo e non trecciato, ma soprattutto ferrate non violente né velocissime e portate lateralmente.
Perché lateralmente? Il black ha la bocca fragile, soprattutto in certi punti. Ecco che ferrando lateralmente abbiamo maggiori probabilità di allamarlo nei lati dell’apparato boccale od in basso, dove il margine del labbro, se così possiamo chiamarlo, si presenta un poco più coriaceo, riducendo talvolta il numero di slamature.
CAVEDANO
Nonostante il furbo ciprinide “sfugge” un po’ alle regole che rispettano gli altri predatori in tutto l’arco dell’anno (non è principalmente predatore, ma onnivoro), anche per lui la primavera rappresenta una ventata d’acqua nuova, il che si traduce in più che buone opportunità per la sua ricerca a spinning. Ottimi spot diventano i salti delle briglie e le cascate e cascatelle varie, luoghi senz’altro più frequentabili da parecchie specie rispetto alla precedente stagione fredda, che “costringeva” i pinnuti in acque più calme.
Ora la suddetta cascate sono anche popolate da minutaglia, ed anche (ma non solo) per questo il cavedano vi si spinge volentieri. Ecco quindi i miei consigli:
- Non fallite il primo ed i primissimi lanci. Il cavedano è, secondo me, il più furbo tra i pesci d’acqua dolce, per cui, oltre a questo, mimetizzatevi bene ed evitate rumori molesti.
- Valutate bene il punto dove vi avvicinerete, perché avendo (ad esempio) a disposizione tre postazioni, e parlando soprattutto di cavedani, l’avvicinamento ed il lancio da un punto invece che da un altro possono determinare grosse differenze di resa.
- Preferite canne molto rapide, trecciati e soprattutto mantenete il massimo contatto con l’artificiale sempre, anche un istante prima che tocchi l’acqua.
LUCIOPERCA
Dopo l’inverno che regala pesci di taglia, ma numerosissime slamature, attacchi a vuoto e piccole tocche snervanti, sulle quali è difficile ferrare con successo, in primavera potrebbe (dipende chiaramente dagli ambienti) calare un po’ la taglia, ma di norma gli attacchi sono portati per nostra gioia, con più decisione, quasi da pesce “normale”.
Ottimo il tramonto, ed anche oltre, specie in primavera avanzata.
ASPIO
Un ottimo momento, anche se non l’unico, è il tramonto, dove incappando nel branco che si porta a predare verso il sottoriva c’è veramente di che divertirsi. Due consigli: Non avvicinatevi molto e (nella situazione appena descritta) usate esche topwater.
SILURO
Passati i periodi non certo impossibili, ma neanche facili, si “ripresenta” pian piano sempre più sulla scena, specie in primavera avanzata. Anche per lui un consiglio su tutti: sbarramenti, salti delle briglie e punti con acque un po’ “ribollenti”, lo vedono presente specie verso il tramonto, dove attacca prevalentemente per fame.
Una primavera tutta da pescare, quindi, perdipiù in uno scenario naturale che è un godimento per gli occhi.
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