
Snow Carp
di Matteo Boselli
Lo so, sono fortunato, molto fortunato ad essere socio di una cooperativa che gestisce una ex cava d’estrazione di ghiaia che non dista più di 5km da casa mia (potete vederla, senza neve, in una delle foto). Ma non sono cosi egoista da mantenere un tal gioiello di 1km circa di perimetro, con una profondità media intorno ai 2 metri con punte sui 3.5 solo per me, anzi: diversi amici hanno già “pucciato” le proprie lenze in queste acque, rimanendone positivamente impressionati.
L’occasione, questa volta, è quella di accompagnare giovani amici nella loro prima esperienza di pesca con le boilies (veramente la prima! Solo ieri eravamo in negozio a scegliere l’attrezzatura), il moderno carp-fishing. Pensate che a qualcuno questa tecnica di pesca appariva, una dozzina o poco più di anni addietro, come una moda transitoria, destinata all’oblio dopo un primo boom… cosa dire, penso che basti farsi un giro in un negozio di pesca per vedere come stiano effettivamente le cose.
Ma torniamo alla nostra sessione di pesca. Ci si è dati appuntamento per sabato,ed io ,da buon padrone di casa, per tre volte mi sono recato durante i giorni precedenti la pescata a pasturare le postazioni propizie. Una cinquantina di boilies per pasturata saranno sufficienti, tenendo conto della stagione (ultimi giorni di novembre) e dello stock di pesci, stimato intorno alle trenta unità, in particolare specchio, tra i 5 e i 10kg. Sabato arriva e…NEVICA!!!! uno strato bianco e già ben formato, l’appuntamento è per le undici e continua a nevicare!!
Ora la situazione ci poneva davanti ad un bivio: starsene a casa al caldo evitando di prendersi un gran freddo o andare comunque a pesca, con la speranza di immortalare qualche cattura con sfondo natalizio. Se siete pescatori non c’è bisogno di scrivere quale fu la scelta… Oltre che ottimo padrone di casa, solitamente mantengo l’usanza di far pescare i miei “ospiti” in quella che reputo la postazione migliore, cosi anche questa volta Matteo e Federico pescheranno ad una quarantina di metri da riva, proprio dove una cinquantina di anni fa poggiavano i piedi della draga che creò la cava.
Giusto per non essere inattivo, lancio subito la mia canna, corredata con un innesco di boilies affondante singola alle spezie e uno stringer in pva con 4 palline nei pressi di un ostacolo sommerso, dopo di che mi dedico a dare una mano ai giovani amici. Aiuto i ragazzi a montare le attrezzature acquistate giusto la settimana precedente, rispondo ai loro quesiti e mi torna in mente il ragazzino dodicenne che avidamente leggeva e cercava di mettere in pratica tutto ciò che un certo Roberto Ripamonti scriveva all’epoca su Pescare… Ci sono anche Stefano e Lorenzo, nostri validi compagni di giornata, piazzati in un’altra postazione che tante gioie ha regalato in questa stagione.
Non passa molto tempo e odo un soave e ovattato cicalio elettronico, se siete romantici di animo, altrimenti detto beep, beep, beeeeep…. non ci credo, è la mia canna, al “lavoro” da non più di tre quarti d’ora e già mi segnala un’ abboccata, alla faccia degli stucchevoli programmi pomeridiani della televisione italiana.
La postazione che reputavo inferiore mi regala una specchi dalla forma di limone, a guadino con zero gradi centigradi e fiocchi di neve che assomigliano a boiles da 24 millimetri! La ripongo nella sacca di contenimento, per non infastidire le altre assonnate carpe della cava, e poi la nostra sessione non supererà le quattro ore, quindi anche la permanenza nel carp-sack sarà di poco stress per il pinnuto. Rilancio e riprendo dove ci siamo interrotti. Tu Federico lancia lì, per lo stringer meglio distanziare le boiles, Matteo prova un’esca in “ammollo”, hai inserito il bait-runner? abbassa un po’ lo swinger…
Beep, ancora, beep, non ci credo, beeeeeep, la mia canna un’altra volta… Sono due ora le specchi che per la prima volta nella loro esistenza hanno visto l’elemento in cui nuotano abitualmente sotto forma solida, e che continua a cadere in larghi fiocchi dal cielo.
Ricevo una cospicua e meritata sequenza di insulti per merenda, accetto di buon grado anche perché la mia fiducia è totale, sono convinto che…un led blu colora cristalli d’acqua: Teo è la tua canna, hai visto!?! bene c’è ma si è portata sull’altro filo, ma no, uno va verso destra e ‘altro…ferra Stefano, è un’altra carpa! In poco tempo un’altra “specchiotta” si affaccia sul materassino, seguita da quella che sarà il primo record di Teo, una specchio di 13.5 kg veramente massiccia, pesce di cui non ipotizzavo la presenza, sicuramente una lieta sorpresa nevosa.
Il momento è propizio per scattare alcune foto, l’unica canna ancora in pesca e quella di Federico e visto che Cappuccetto Rosso oggi ci fa un baffo, la favola è la nostra, parte anche quella!!! Ora è il valido pescatore pavese a mostrare una deliziosa regina all’obbiettivo della digitale. Cinque carpe in tre ore di pesca frenetiche, sotto una nevicata che va esaurendosi, tranquillizzandoci in prospettiva del ritorno alle proprie case, non capita sempre.
Cominciamo a riporre i vari ammennicoli da carpisti, il freddo lo può giusto percepire il mercurio racchiuso nel termometro, noi no di certo, i sentimenti che traspaiono dai nostri sguardi sciolgono la neve sui nostri attrezzi e il sorriso sulla facce infreddolite, solo in superficie, dei miei giovani amici dicono molto più che tante rumorose parole. Nel frattempo, tanto per non sprecare minuti preziosi, avevo rilanciato la mia insidia e l’ultima regina di giornata ci fa da digestivo per la scorpacciata di pesci.
Per una volta niente particolarità tecniche o sottili alchimie: una buona pasturazione, un buon posto con tante carpe e la voglia di esserci.
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