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Spigole a spinning
di Andrea Fusignani e Gionata Paolicchi

Un obbiettivo di questa stagione invernale per molti lanciatori è la spigola. Questo nobile predatore compie le sue scorribande avvicinandosi alla costa proprio in questi periodi, per approfittare della minutaglia che si avvicina alle acque costiere. I punti in cui la possiamo trovare molto facilmente sono le foci, i porti e le spiaggia.

In foce
Nelle foci le spigole trovano un habitat ideale, in quanto il rimescolamento di acque dolci e salate, apporta un grossa quantità di nutrimento che attira il pesce foraggio, e a sua volta viene predato, non solo dalle spigole, ma spesso anche da pesci serra e leccie amia.
Un altro motivo per cui ritroviamo le spigole nelle foci, è il fatto che sono l’habitat ideale delle ceche, ovvero le piccole anguille che dopo essere migrate dal Mar dei Sargassi alle foci, vi completano la metamorfosi in adulti, per poi ricompiere il cammino una volta adulti e riprodursi. La ceca è infatti una delle prede preferite della spigola, e spesso questa risale anche per molti chilometri in acqua dolce per predarle.


Dalla spiaggia

Nelle spiagge invece la spigola entra in caccia durante le mareggiate e soprattutto durante le scadute, rimanendo nel cavo dell’onda, e sferrando le cacciate ai malcapitati organismi che o vengono sballottati dalla corrente, oppure entrano in pastura per il rimescolamento del fondo.


Nei porti

Altro spot da non sottovalutare sono i porti, dove questi predatori entrano in caccia soprattutto di gamberetti e pesci che trovano rifugio nelle sue acque.
Bene distinti i nostri tre punti di “caccia”, passiamo a prendere in esame tutti e tre dal punto di vista piscatorio, ovvero attrezzature, approcci e condizioni migliori.

Tecniche di pesca

Partiamo con la foce, luogo magico. Il tratto in questione può essere battuto all’alba o dal tramonto fino a notte inoltrate, avendo cura di scegliere i momenti di alta marea, quando la presenza del serranide è sicura. Consiglio una canna sugli 8 piedi, due metri e quaranta circa, che lanci esche fino a 30 gr.
L’abbineremo ad un buon mulinello di taglia 2500-3000 caricato con dell’ottimo nylon dello 0.30 di diametro, oppure con del tracciato da 15-20 lbs. Come artificiali, i più catturanti sono risultati gli snodati in più sezioni (ottimo il Pinocchietto), appunto perché imitano una piccola anguillina, ma anche ottimi i Rapala Jointed, sia affondanti che galleggianti, nei colori, nero/bianco, blu/bianco, testa rossa e arancione. Ottimi anche gli ondulanti Abu Toby da 10 gr. argentati, i minnow da 11 a cm imitanti pesci foraggio.
Lanciamo a raggiera fino a coprire il tratto di foce in prossimità del rimescolamento delle acque, perché solitamente è lì che la spigola ha la sua zona di caccia, e recuperiamo con moderata velocità, aggiungendo delle jerkatine per dare l’idea di un pesce in difficoltà, che spancia.
A completamento di questa attrezzatura un buon paio di waders in neoprene, una torcia in testa e un guadino a manico corto, per poterci muovere in sicurezza, e un consiglio, andate sempre in coppia, perché in foce può capitare di tutto. Bene e ora spostiamoci nelle spiagge. Qui il nostro approccio cambia, dobbiamo eseguire lanci più lunghi, recuperi più veloci, e camminare molto.

La condizione migliore in cui può lavorare la spiaggia è la scaduta. La spigola come dicevamo prima ama intrattenersi nel cavo dell’onda per predare, ed è lì che dobbiamo indirizzare i nostri lanci. Qui più che in foce diventano indispensabili i waders, e l’uso di canne lunghe.
Spesso infatti la zona calda si trova a molti metri lontani dalla riva, e il fatto di avere canne lunghe da associarsi col fatto che possiamo entrare in acqua ci aiuta non poco. Come canne qui si sale sia come potenza (non è raro incrociare anche leccie e serra), che come lunghezza, direi che un buon compromesso lo troviamo in una 9’ che lanci fino a 40 gr. Abbiniamola ad un buon mulinello taglia 3000-4000 caricato con della treccia da 20 lbs o nylon dello 0.30.
Artificiali pesanti, pencil poppers, walking the dog, minnows da 13 a 15 cm, lanci nell’onda e recuperi veloci fatti di tante jerkate. Per gli artificiali di superficie recuperiamo e facciamogli fare più rumore possibile, spruzzi, scarti laterali saranno l’arma vincente. Indispensabile in questa situazione l’uso del Boga Grip o di un guadino, perché spesso in queste condizioni entrano anche i mostri, ovvero spigole dai 5 kg in su, che quando arrivano a riva sono tutt’altro che calme!!!!

E ora passiamo ad analizzare le acque calme del porto, dove la spigola entra per predare piccoli pesciolini e gamberi. E qui è, secondo me, uno dei posti più difficili, soprattutto perché le spigole sono molto spaventate e le ritroviamo nelle zone buie e sotto le barche. Qui servono lanci precisi e recuperi non troppo veloci, intervallati da brevissime pause e scarti laterali, in modo da simulare un pesciolino ferito, che si è accorto del pericolo e tenta di salvarsi.
Anche qui una buona canna sugli 8’ che possa lanciare 20 gr. ci aiuta a gestire bene la preda, lanciare con precisione, e soprattutto abbiamo la possibilità di stare lontani qualche metro dalla banchina per non insospettire il pesce con la nostra presenza. Mulinelli di taglia 2500 e un buon nylon del diametro dello 0.25. Qui la scelta degli artificiali cambia molto rispetto agli altri due ambienti, e sono da preferire le piccole imitazioni che assomiglino al pesce foraggio, quindi penso a cefaletti, latterini, ecc…
Ma ottime anche le colorazioni perlate e nere pancia rossa, e da segnalare anche i testa rossa, soprattutto il nuovo Princess della Yamashita Maria, che ha la particolarità di avere una pancia che a contatto con la luce si illumina mantenendo una scia luminosa e imitando grosso modo alcuni gamberi, i cui occhi di notte si illuminano.

Come dicevo prima lanciamo nella zona di buio del porto, è li che la spigola sferra i suoi attacchi, oppure con un lancio preciso sotto le barche ancorate, ottimi spot per il serranide. Un ultimo consiglio, spesso capitano serate di calma piatta, mentre ne possono capitare altre in cui faremo vere e proprie mattanze, soprattutto con esemplari di piccola taglia.
Io consiglio sempre di rilasciare almeno gli esemplari giovanili, con ancora le macchiette sul corpo, anche in pezzature grosse, perché ricordiamoci che una spigola con ancora queste macchiette, non si è riprodotta, e quindi togliamo dal mare un futuro riproduttore, che potrà permetterci in futuro di avere altri avversari da sfidare.

 
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