
Ultimi fuochi per il black
di Roberto Granata
Anche se gli irriducibili, i veri fanatici del black, “osano” continuare la sua pesca nella stagione fredda, (talvolta con ottimi risultati, specie parlando di taglia) è innegabile che la “stagione ufficiale” di caccia al bass si chiude grossomodo ad Ottobre, o comunque quando le prime vere avvisaglie d’autunno, specie sottoforma di un abbassamento piuttosto deciso della temperatura dell’acqua, ne decretano il rifugiarsi negli strati inferiori, in uno stato che potremmo chiamare di semiletargo. Va da sè che il periodo precedente, ovverosia dalla fine di Agosto (indicativamente) a tutto Settembre e, si spera, anche Ottobre, risulti uno dei più redditizi e divertenti per i motivi che qui di seguito elenco:
UN PERIODO PROPIZIO
Il nostro centrarchide arriva da un periodo precedente “difficile” dove, una volta terminata la frega, anche se bisognoso di recuperare le energie (e quindi rispondendo anche allo stimolo della fame), ha dovuto fare i conti col gran caldo, che lo ha portato a rifugiarsi in determinati punti, a seconda dell’ambiente in cui vive. Terminato il suddetto periodo, finalmente con temperature dell’acqua “vivibili”, il black ritorna agli strati superficiali e, comunque, può dar sfogo ai suoi istinti, un poco sopiti in precedenza, tra i quali, come detto, la fame gioca un ruolo rilevante.
Come tutti i predatori, anche il boccalone sa captare con notevole anticipo l’avvicinarsi della stagione fredda, sia perché le ore di luce vanno diminuendo, sia per il lento raffreddarsi (rispetto ai valori di piena estate) della già accennata temperatura dell’acqua ed i conseguenti diversi comportamenti degli esseri viventi da lui predati, ma soprattutto, sono convinto, per qualcosa che “fa parte del DNA” di tutti i predatori, anche piuttosto indipendentemente da quanto detto. La sua ricerca negli strati d’acqua superficiali (ricordo che sto parlando riferendomi ad un andamento climatico normale nel periodo in oggetto) è adrenalina pura già di per sé, alla quale va aggiunta anche la possibilità di imbatterci in ottimi soggetti.
Ma c’è un però: questi ottimi soggetti, insidiabili anche ad inizio stagione, dove si rivelavano più ingenui (se di ingenuo si può parlare riferendosi al black), hanno assistito, durante la stagione, ad una vera e propria processione di lanciatori e non, con tanto di tentativi delle più disparate fogge per cercare di gabbarli e si sono fatti quindi un po’ più sospettosi. Alcuni consigli per ovviare a ciò li conoscete sicuramente: avvicinamento cauto, silenzioso, attenzione alla vostra ombra e mai fretta di lanciare, per “studiare” prima l’avversario. Ma a questi ne vorrei aggiungere altri, che riguardano essenzialmente il meteo, e quindi le giornate più propizie, (pur se il periodo è buono in generale), dove i boccaloni sembrano perdere un po’ della loro sospettosità.
GLI ULTIMI TEMPORALI
Gli attimi che precedono il temporale sono imperdibili, non solo per il black, ma anche per altre specie. Proprio mentre sto scrivendo, la mente torna a poche ore fa quando, alcuni minuti prima che scoppiasse un violento temporale, ho allamato e purtroppo perso (slamato) un luccio di 4 chilogrammi (conosco il suo peso, in quanto l’ho catturato e rilasciato circa venti giorni prima nel medesimo piccolo invaso, per il momento isolato dal resto del fiume). Finita la divagazione, torniamo ai nostri temporali che, se si rivelano ottimi momenti sempre, lo sono in particolar modo sul finire della stagione calda, soprattutto per il black, per il motivo che vi spiego subito.
TEMPORALI “DIVERSI”
Un temporale di Settembre-Ottobre è meno frequente e si manifesta in modo diverso da uno di piena estate.
I bass, e non solo loro, “riconoscono” la differenza tra gli ultimi temporali dell’annata e gli altri proprio per quanto detto prima riguardo all’accorciarsi delle ore di luce, della diminuzione della temperatura dell’acqua e quanto altro. Se tutto ciò li portava già di per sè ad attaccare i nostri artificiali, figuriamoci se il tutto viene avvalorato da un tale evento! E’ poi chiaro che, a differenza ad esempio del luccio, che troverà nei periodi seguenti ottime condizioni di “attività”, il black dovrà sfruttare quelli che per lui sono gli ultimi momenti per predare senza grosse difficoltà, che troverà invece nel periodo freddo. Ne consegue che, come detto, gli “ultimi” black attaccano principalmente, anche se non solo, per fame. Andiamo allora a vedere quali sono gli artificiali migliori, insieme a qualche altro accorgimento utile per dare l’arrivederci alla prossima primavera al nostro amico boccalarga.
GLI ARTIFICIALI
I minnows hanno sicuramente qualche punto in più, visti gli attacchi principalmente per fame.
Le imitazioni di altri animali (rane, topolini, bisce) rendono bene soprattutto se i black (come dovrebbe essere in un inizio autunno che si rispetti) si trovano ancora negli strati superficiali.
I vermoni, che si rivelavano così risolutori in precedenza, specie in caso di bass “apatici”, cedono ora un poco il passo agli artificiali appena visti, pur non essendo certo da scartare, specie in giornate un po’ “fuori dai canoni” di inizio autunno (a grandi linee, giornate ancora decisamente calde od, al contrario, piovose con temperature bassine).
L’ATTREZZATURA
Non si discosta dalla solita che tuttavia, a costo di ripetermi, elenco, essendoci qualche particolare piuttosto importante.
Canna: non molto rapida.
Mulinello: taglia 2500-3000, come sempre da scegliere realmente robusto.
Lenza: ecco il particolare più importante. Evitate, a mio avviso, i trecciati, preferendo un monofilo. Il diametro “standard” per questa pesca può essere considerato uno 0,25 ma, pescando in luoghi “sporchi” ed infrascati e/o in presenza di soggetti di taglia, non esitate a salire nel diametro. Altri accessori: non dimenticate gli occhiali polarizzanti ed un cappello con visiera. Riguardo ai primi il perché è chiaro, ma anche il cappello non va considerato come un fatto estetico, ma come un utile accessorio che, creando una zona d’ombra tra la nostra testa e gli occhiali, non rende vana la funzione di questi ultimi, ed anzi, ne esalta il corretto rendimento.
ULTIMI CONSIGLI
Spesso ritornano buoni gli spot di inizio primavera.
Preferite le ore del tardo pomeriggio.
Col black non ferrate mai nervosamente e neanche molto velocemente, ma piuttosto piazzate la ferrata lateralmente.
Ultimi fuochi, dunque, per l’acrobatico boccalone, in attesa della prossima primavera. Arrivederci, mister black. |
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