
Il Wacky Worm, per la trota in laghetto
Di Andrea Fusignani
Con ottobre si chiude definitivamente la stagione della trota. I primi freddi bloccano anche i black bass e per il lanciatore arriva uno dei momenti più tristi dell’anno. Alcuni si dedicano al luccio, altri appendono la canna al chiodo e incominciano con meticolosità la pulizia dell’attrezzatura, in attesa della nuova stagione, altri (compreso il sottoscritto), che i classici “due lanci” li farebbero anche nella vasca da bagno, si fiondano a trascorrere qualche ora in un laghetto a pagamento, che ultimamente e sempre più spesso, concedono di insidiare i pesci presenti a spinning.
In questi laghetti vige solitamente un regolamento di Catch & Release, e i nostri artificiali devono essere muniti di amo singolo senza ardiglione, cosa che comunque sarebbe bene facessimo sempre, soprattutto nelle acque libere. I pesci presenti, oltre alle classiche iridee, sono anche fario, salmerini e trote lacustri, anche di ottima pezzatura.Bene, tutti noi sappiamo che in laghetto la trota non è ancora abituata ad alimentarsi da sola, e spesso le vedremo i primi tempi girare in branchi a centro lago.
Ma facciamole stare per qualche settimana nel lago e diventeranno esemplari furbissimi e troppo spesso… apatici.
Quante volte vedendo qualche bella trotona vicino a riva, ci siamo mangiati il fegato per non essere riusciti nemmeno ad interessarla con i nostri artificiali? Si è passati ad insidiare il salmonide con minnow e cucchiai, alla gomma, prima da bass e poi specifica. Già diversi anni fa Luciano Cerchi scriveva di come la gomma, soprattutto rivolta alle grosse trote, aveva una resa superiore rispetto alle altre esche.
Ebbene direttamente dal bass fishing, voglio presentarvi una tecnica diciamo nuova (in Italia), ed estremamente catturante: il Wacky Worm.
Il wacky non è altro che un innesco di un piccolo soft stick bait o spaghetto sui 3”, fatto al centro; in pratica si prende il nostro stick bait, e con un amo da drop shot li si innesca al centro, in modo, una volta giunto in acqua, da avere movimento solo nelle due code.
E’ proprio questo movimento che induce il predatore all’attacco, simulando il nuoto di un verme di terra che si sposta in acqua con molta difficoltà.
Una volta innescato, si lancia cercando di individuare le postazioni ideale dove può stazionare il salmonide, oppure si lancia a vista sui branchi di trote che vediamo nuotare. Appena tocca l’acqua si lascia leggermente affondare (solo col peso della gomma stessa e dell’amo, nessun piombo), e si recupera facendolo tremolare, e avendo l’accortezza di guardare che le due estremità del vermetto si muovano. La sua tremenda efficacia sta tutta lì. Solitamente la trota non ci pensa due volte ed attacca subito, altre volte dobbiamo invogliarla ad attaccare.
Spesso lo attaccano col muso, altre volte mordicchiano le estremità, non dobbiamo strapparglielo dalla bocca, continuiamo un recupero, rallentando un pochino oppure fermiamoci ma non smettendo mai di imprimere i col pettini di polso. Personalmente mi è capitato poco tempo fa di avere ben 7 attacchi da parte della trota prima che si allamasse.
Come canna posso consigliarvi una buona 2,40 che lanci un 10-20 gr. grosso modo, abbastanza rigida e sensibile in punta, abbinata ad un mulinello taglia 2000-2500 caricato con un ottimo nylon del 0.20-0.22.
Per i nostri soft stick bait posso consigliarvi i Senko prodotti dalla Gary Yamamoto, nelle misure da 3” (circa 7,5 cm), nelle colorazioni bianche o rosse (su questi ultimi abboccano pure le carpe).
Ami con occhiello, a gambo corto, nelle misure del sei o dell’otto una pinza per slamare i nostri pesci, e una macchina fotografica, saranno il completamento della nostra attrezzatura, per trascorrere una divertente giornata in laghetto, con un tecnica molto semplice, ma altrettanto efficace.
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