I
CONSIGLI DEI CAMPIONI Le vostre lettereCaro Fausto,
ti do del tu perché ho visto che nelle mail che ricevi spingi chi ti scrive a farlo e perché francamente mi sento più a mio agio a parlare con un collega pescatore dandogli del tu piuttosto che del Lei.
Ti scrivo per sciogliere dei dubbi circa la tecnica di utilizzo del trout floater, che in questo periodo vista l'apaticità delle trote è spesso risolutivo e quantomeno regala qualche pesce quando questo non ha nessunissima voglia di correre dietro a qualsiasi bombarda (inclusa la greys bianca con recupero "addormentato". Il mio dubbio è relativamente alla tecnica di recupero da adottare. Personalmente utilizzo il trout floater solo quando non c'è proprio nient'altro da fare e quindi lo utilizzo su trote a galla o poco sotto la superfice ferme e abuliche.
Ora io solitamente non piombo il finale ( che è di circa due metri, dalla girella tripla all'amo), lancio, metto in tensione la lenza e recupero a strappetti di canna recuperando filo ogni volta che è necessario. Faccio anche delle pause durante il recupero, ma è ha questo punto che mi sorge il dubbio che durante le pause l'esca affondi (nonostante la lenza non piombata) tutti i due metri di finale andando così a finire fuori portata per la trota che invece è aggallata. Questo mio dubbio fa si che io non riesca a dare piena fiducia alla mia azione di pesca il che si traduce (il pesce percepisce il mio stato d'animo ?) in scarse abboccate. Inoltre mi chiedevo, piombando leggermente il finale, e non tenendo la lenza in tensione durante le pause tra i recuperi, poichè di fatto il trout floater è montato come una bombarda, non c'è il rischio che sil piombo si porti giù parecchi metri (oltre i due del finale) visto che in questo caso il galleggiante si comporta di fatto come uno scorrevole.
Come vedi ho parecchi dubbi da sciogliere e spero che tu come sempre riesca a sciogliere. Per il resto con bombarde e piombino vado alla grande, ma quando la trota è rognosa e ci vuole una pesca quasi statica mi sfiducio non poco.
Grazie,
Gianluca
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Risponde
Fausto Buccella
Caro Gianluca
i tuoi dubbi sul tipo di recupero con il "Trout Floater" (galleggiante piombato) e sulla necessità di piombare o meno il suo terminale, sono sensati. E c'è anche un fondo di verità quando scrivi: " ... ma il pesce percepisce il mio stato d'animo?" .
Rispondo subito a questa tua ultima riflessione.
Non lo so se i pesci percepiscano il nostro stato d'animo (fiducia o sfiducia, spavalderia o insicurezza, godimento o noia ...) quando tentiamo di pescarli, sta di fatto però che molte volte a me succede di sentire l'abboccata ancor prima che l'abbiano data e, subito dopo, ferrare per davvero. Mi succede anche il contrario cioè non avvertire neanche una tocca in mezzo a pescatori che catturano tanto per via della mia scarsa concentrazione sulle manovre da attuare. Non lo so perchè succeda tutto questo, ma nella pesca ho notato che succede. Ho notato che se c'è feeling fra te la canna ed il pesce, il pesce arriva al cestino. Come al contrario non arriva neanche se per esca metti una camola d'oro quando peschi distratto, nervoso o annoiato.Questo per dirti, caro Gianluca, che la fiducia in quello che si fa è importante e che passa attraverso la nostra attenzione, la nostra lenza e la nostra canna.
Tu questo tu l'hai capito bene e quindi vedo di "iniettartene" un po' (di fiducia) dicendoti che le situazioni di pesca in cui è necessario usare il "Trout Floater" (che sono poi le stesse della ballerina, della boccetta e delle bombarde galleggianti) sono le trote a galla "sparata", che non hanno nessuna voglia di muoversi e di mangiare. Stagione: autunno e prima parte dell'inverno. Quella che appunto stiamo vivendo.
Le trote che si vedono un palmo sotto il pelo dell'acqua, normalmente sono quelle che non mangiano e neppure si muovono anche se le sfiori con la bombarda. Quelle che invece mangiano o almeno quelle che potrebbero mangiare, sono quelle che stanno sotto queste, a 50 cm. circa sotto il pelo dell'acqua, a volte visibili e a volte no.
Possono essere indotte ad abboccare in molti modi: a volte presentando loro un'esca ferma che scende lentamente, a volte facendo loro vedere un'esca con la tremarella che se ne va lentamente, a volte un'esca che sale e scende in quei 50 cm di acqua e a volte un'esca che, tremarellando, scatta e stoppa repentinamente.Poichè non è dato a sapere preventivamente quale di questi recuperi gradiscano quelle trote in quel determinato momento, il mio consiglio caro Gianluca, è di fare un mix di tutti i movimenti che ti ho elencato in modo da realizzare una passata a striscio "fantasiosa" nella quale si vedano le stimolazioni ad aggredire (tremarella, rotazione e brevi scatti) che tanto piacciono alla trota e le pause che danno all'esca naturalezza di movimento. Pause però non tanto lunghe per non permettere all'esca di scendere oltre i 50 cm dal pelo dell'acqua. Mi sono spiegato?
In questa premessa, caro Gianluca, sono contenute tutte le risposte alle domande che mi hai posto nella tua e-mail e quindi le ragioni per cui mettere o non mettere un pallino di piombo nei 2 metri, 2,20 metri di terminale. In questa premessa è anche del tutto evidente che la passata a striscio dovrà essere condotta con attenzione cioè sempre pensando che i nostri movimenti dovranno essere finalizzati a stimolare con fantasia l'esca tenendola costantemente fra il pelo dell'acqua e i 50 cm sotto. Per fare ciò risulta quindi chiaro che ci vuole almeno un pallino di piombo in lenza poichè senza di esso l'esca sarebbe sempre a galla. Ne potrai fare a meno (del pallino di piombo) soltanto quando le trote "moschettano" cioè quando le vedrai venire a galla a prendere l'esca come se fosse un insetto o quando, su un banco di trote "stordite", capirai che è meglio un'esca ferma che si muove naturalmente come, ad esempio, un vivace lombrico che si dimena nervosamente mentre lentissimamente scende.
OK? - Mi sono spiegato? - Se no, richiamami.
Ciao ciao
Fausto Buccella
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