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Canale di S. Susanna
di Mauro Pitorri

“…Laudato sì, mì Signore, per sor’acqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.”
Dal “Cantico delle creature” di S. Francesco di Assisi.
Santuario ed Eremo di Poggio Bustone (RI).



“…seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi…ritrovarsi a volare. Parlare del più e del meno con un pescatore… per ore ed ore… capire tu non puoi… tu chiamale se vuoi… emozioni.”
Lucio Battisti Poggio Bustone (RI).



Ho voluto iniziare la descrizione di questa sorgiva del centro Italia nella provincia di Rieti, con due “passaggi” lontani sia storicamente l’uno dall’altro sia per i personaggi che con “vita e tempi” diversi, hanno l’uno, scritto con profonda fede religiosa e l’altro cantato con poesia, ma entrambi uniti da un profondo amore per la natura, ispirati dalla piana reatina che ha tracciato nelle loro vite segni indelebili.
Lo scorrere delle fresche e limpide acque del S. Susanna e di tutto l’ecosistema naturale che domina prepotentemente “la conca” reatina che da tempi lontani è ricca di vicende storiche, oggi tranne poche ed isolate invasioni di modernizzazione in questo territorio si respira ancora un’aria di selvaggia semplicità, dove l’attento visitatore può ritrovare antiche tradizioni e sapori. Le Sorgenti di S. Susanna, con una portata media di 5 mc/sec., originano il fiume ed il canale di S. Susanna, due importanti corsi d’acqua, arterie verdi nel cuore del territorio che fanno parte della a storia della Piana Reatina e della sua bonifica.

LA STORIA
Nel 264 a. C. il taglio dei banchi travertinosi delle Marmore ad opera del Console Manio Curio Dentato, come riportato anche da Cicerone (Epist. Att. IV. 15), svuotò in maniera consistente il preistorico“Lacus Velinus”. Tra il 1400 e il 1600 vennero compiuti ulteriori tentativi di bonifica da parte di famosi architetti che nel 1596 disegnarono e realizzarono lo scavo della “cava clementina”, dal nome del Papa Clemente VIII. Negli anni 1930-1940 furono realizzate le opere di bonifica che diedero definitivamente l’attuale configurazione geografica: prima con il convogliamento delle copiose acque della sorgente S. Susanna nel fiume Velino attraverso un canale artificiale.
Poi con la costruzione di un impianto di sollevamento idrovoro ubicato sul lago di Ripasottile che, prelevando le acque del lago e trasportandole sul fiume Velino, tiene il livello delle acque dei due laghi “Lago Lungo e Ripasottile”, collegati da un canale artificiale, 3 metri al di sotto del livello naturale. Ed infine la regimazione definitiva del fiume Velino attraverso la costruzione delle due dighe, del Salto e del Turano, necessarie per mantenere costante la portata dei due affluenti di maggiore importanza, appunto il fiume Salto e il fiume Turano.

IL CANALE
Dopo questo breve cenno storico - culturale, inizierò a descrivere il canale di S. Susanna che come sopra spiegato è un’opera artificiale che ha decisamente strappato il posto di “prima donna” all’omonimo ed adiacente fiume.
Le acque sorgive del “Santa”, dalla sua naturale sorgente si snodano per circa 7 km attraversando i Comuni di Rivodutri e Colli Sul Velino per poi immettersi sul fiume Velino, la conformazione assunta è quella di un vero e proprio “chalk stream”, dove le sue limpidissime acque scorrono lentamente facendo “danzare” sinuosamente le abbondantissime erbe ancorate al fondale, queste ogni tanto interrompendosi lasciano scoperti dei ghiareti, mettendo in risalto i colori delle acque di un azzurro celeste particolarissimo.

La trasparenza delle acque legata alla ricchezza di cibo naturale, rende le trote di questo corso d’acqua particolarmente diffidenti e selettive, le quali (soprattutto le più anziane), rispondono solo ai ritmi naturali facendo animare il fiume in momenti specifici della giornata, chi visita questo canale in momenti diversi può anche arrivare alla conclusione di trovarsi di fronte un luogo non popolato. Nel “Santa” più di qualsiasi altro fiume la legge che fa “regola” è il momento giusto, pertanto il pescatore è bene che metta da parte i suoi ritmi, per sposare quelli del fiume.
L’avvicinamento su pesci localizzati in caccia deve essere particolarmente attento, pena la fuga tra le erbe o la sospensione dell’attività della trota che si immobilizzerà sul fondo, vanificando ogni possibilità di cattura.

Sono di fatto da evitare sbracciate vistose nell’azione di pesca, durante gli spostamenti è bene camminare lentamente stando bassi con il corpo per ridurre la nostra sagoma il più possibile.
Per meglio localizzare le trote, consiglio di indossare un paio di occhiali polarizzanti.
Le acque sono canalizzate da sponde rialzate, questo permette al pescatore attento una posizione privilegiata per l’individuazione del pesce, a patto che ricordi sempre di mantenere una posizione poco visibile. Le tecniche di pesca per affrontare il “Santa”, possono essere tutte valide; le esche naturali come ad esempio le camole del miele sono molto usate dai pescatori locali per la passata con il galleggiante( tecnica consentita solo in un tratto a valle in gestione ad un’associazione del vicino paese di Colli Sul Velino), mentre lo spinning leggero trova in questo canale la sua massima espressione.
Ironicamente, durante le mie uscite di pesca su questo magnifico corso d’acqua, osservandolo in attesa che si animi mettendo in mostra le sue belle trote, ogni tanto nella mia mente totalmente appagata dal suo lento scorrere sinuoso, penso a colui che fattivamente in tempi lontani si è trovato a progettare questo canale, immaginando quest’uomo come un attento pescatore con la mosca artificiale.
Il S. Susanna, infatti, sembra essere stato creato appositamente per pescare a mosca, tanto da essere inserito tra le migliori acque europee per questa tecnica di pesca, con la differenza che per pescare sul “Santa”, non ci vogliono 100 € al giorno.

La particolare tipologia di questo corso d’acqua, ha spronato l’Assessore Giacomo MARCHIONI dell’amministrazione Provinciale di Rieti, , sensibilizzato dalle richieste di tanti, ha istituire un tratto riservato alla pesca a mosca con regolamentazione no-kill, lungo circa cinque chilometri. Il tratto è compreso tra il Ponte Villaggio Santa Maria e il Ponte dell’allevamento della troticoltura, all’interno della riserva di pesca a mosca è stato istituito anche un tratto compreso tra il Ponte Crispolti e Ponte Bianco lungo più di un chilometro dove è consentito anche lo spinning.
Tutta la riserva particolarmente ricca di salmonidi, ed è divenuta una meta fissa di tanti appassionati della mosca artificiale e dello spinning, trovando in questo luogo trovano un ambiente naturale ancora integro, dove una e sola giusta tecnica di approccio con le trote da risultati e ricordi indelebili.

Regolamento e informazioni
Per esercitare la pesca oltre alla licenza governativa occorre munirsi di un permesso specifico del costo annuale di 20 Euro rilasciato dalla Provincia di Rieti.
Per ulteriori informazioni si può contattare l’Amministrazione Provinciale di Rieti IV° settore ufficio politiche ambientali Tel 0746/ 286400 sito internet www.provinciadirieti.it.
La provincia di Rieti da circa un tre ha concesso in gestione un tratto del canale di S. Susanna, ricadente sotto la competenza territoriale del comune di Colli Sul Velino, compreso tra il ponte denominato dell’allevamento della troticoltura fino all’immissione sul fiume Velino, ad una associazione denominata “NUOVA ASSOCIAZIONE PESCA SPORTIVA COLLI SUL VELINO”, dove sono consentite tutte le tecniche di pesca. Per esercitare la pesca in questo tratto bisogna munirsi di un apposito permesso rilasciato dalla medesima associazione.
INFO: pescasportivacolli@tele2.it
ISIDORI SANDRO Presidente (Via Fontanelle 6, Colli sul Velino ,RI) tel.347 1887825


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