
Cuba 2007… proviamo con il Vertical Jigging!
di Gionata Paolicchi, foto di Simone Bini
Da che parte iniziare il racconto di questo, ennesimo, sfigato, viaggio a Cuba? Iniziamo dai numeri: 5 ore di ritardo il volo partito da Roma per Avana e che invece, “a causa di un forte vento contrario” ha dovuto fare scalo a Lisbona, fatto il pieno, un passeggero che si sente male perché ha le pasticche della pressione in valigia nella stiva, un altro che a poco dall’atterraggio si collassa e viene rianimato a bordo, insomma, non ci siamo fatti mancare nulla… e se il buongiorno si vede dal mattino, meglio prendere il primo volo e tornare a casa… l’avessimo fatto, sarebbe stato meglio, ed invece siamo rimasti… ma vi evito i particolari di tanta sfiga e mi limiterò a parlare di Vertical Jigging, di come abbiamo tentato di pescare con questa tecnica, ripeto, tentato.
Prima di partire cerco di informarmi più possibile e visto che lavoro nel settore chiamo via telefono Alfio Elio Quattrocchi, indubbiamente il “guru” di questa tecnica in Italia. Mi spiega tutto quello che sa o quasi, lo incontro poi al Fishing Show ed assisto anche al suo angolo dell’esperto che appunto era incentrato su questa tecnica, credo di essere pronto almeno a livello teorico ad affrontare le acque cubane.
L’attrezzatura
Per la canna da pesca, non avendo voglia di portarmi delle monopezzo per non avere un maxi tubo da trasportare, decido di utilizzare la mia Italcanna Agabama da 30 lb in 3 pezzi e 2.15 mt di lunghezza. La canna in pesca non ha dato problemi, anzi, ci ha meravigliato e considerare che si usavano esche fino a 250 grammi di peso e si pescava fino a 100 metri di profondità! Con la canna ci indovino, con i mulinelli toppo alla grande! Mi porto dietro alcuni mulinelli che ho, materiale di non eccelsa qualità, che però non mi aveva mai dato problemi ed ecco la scoperta: i mulinelli, con tutto quel lavoro stressante, si rompono: si storge l’albero interno, la manovella, partono i cuscinetti, attacchi il pesce e non riesci nemmeno a recuperarlo… parlo di mulinelli a bobina fissa. Non c’è “cristi”, mi ci voleva il Safari 5000 della Tubertini, mulinello che avevo e che mi hanno rubato anni fa ma che per fortuna la Ditta di Bazzano a maggio farà ritornare in Italia ad un prezzo molto più conveniente di qualche anno addietro, io ne compro minimo tre! E’ un mulinello tutto in titanio, l’unico a bobina fissa che ha una frizione che tiene 50 lb. Da quello che ho capito andrà al pubblico sui 300-350 euro, ma vi confermerò poi questa cosa. Altrimenti ci vogliono mulinelli del livello Shimano Stella o mulinelli elettrici a bobina rotante. Quindi, a parte il problema che il mulinello è un accessorio determinante per questa tecnica, anche la treccia da imbobinare è un'altra cosa che mi ha messo in seria difficoltà, qual è il problema: il fondo marino a Cuba non è quello delle nostre coste, sui costoni ci sono rocce e coralli affilati come coltelli e se l’esca si impiglia attorno ad una colonna di roccia, poi la treccia va a strusciare contro questi ostacoli e si taglia con facilità! Menomale che gli amici della Shimano (Fabrizio Malavasi che ringrazio sentitamente) e quelli della Tubertini mi hanno fornito le esche da Vertical: la Shimano quelle della Williamson Lures e Tubertini quelle della Cultiva. Poi ecco che il mitico Franco Tognini (www.cacciaepescatognini.it) mi aiuta nella realizzazione degli assist hook, quei cordini con amo d’orato che vanno montati sull’anello di testa delle esche. Come esche da vertical abbiamo testato il TB della Cultiva in diverse colorazioni distribuito in Italia da Tubertini. Il peso di queste esche va dai 65 ai 125 gr. Inoltre abbiamo utilizzato le esche HIGH SPEED “ABYSS” da 250 gr. della Williamson Lures distribuite in Italia da Shimano.
I consigli di Nelson Sanchez
Magari lo avrete sentito nominare, magari no, non importa, Nelson Sanchez è la miglior guida cubana ed una delle migliori al mondo sicuramente. Lui vive a Casilda, piccola frazione di Trinidad, caro amico da oltre dieci anni, che già ha pescato a Vertical nelle acque di Cayo Largo e ci accompagna a pesca per provare con noi ed insegnarci i suoi trucchi del mestiere.
Lui ci suggerisce di pescare tra 70 e 100 metri di profondità, quindi con la barca ci portiamo sulla parete che rapidamente scende da 30 a 300 metri e cerchiamo di fare delle passate alle altezze che ci sono state suggerite. Il finale Nelson lo fa con del fluorocarbon della Seaguar da 120 libbre, lungo circa un metro e mezzo, montiamo esche da 125 e 250 grammi. Se c’è vento o troppa corrente, arrivare a quelle profondità, con quei pesi, è quasi impossibile, troviamo giornate che ci permettono di fare questa pesca ed altre proibitive.
Si lancia l’esca a monte della corrente, affinché arrivi sul fondo quando è sotto la barca: appena tocca il fondo, alziamo l’esca e diamo degli strattoni, non troppo veloci, risalendo 7-8 metri e ricaliamo. Nel 90% delle volte, i pesci hanno abboccato alla prima ricalata, cioè dopo aver recuperato i 7-8 metri e rilasciato, come si chiudeva l’archetto c’era il pesce attaccato e qui nasce il problema… pesci piccoli, fino a 5 kg, a 100 metri, riuscivamo a tirarli su… gli altri… rimanevano giù!
O mi si apriva un anellino, o mi veniva tagliato il finale in corda sull’esca (assist hook), o il finale il fluorocarbon, o la treccia, insomma, il mare cubano è disseminato dalle nostre esche!!!
Sono anche riuscito a salpare una cernia che era più piccola dell’esca che usavo…
Ma una cosa di sicuro va detta… questa tecnica funziona e funziona di brutto!!!
Mentre ero li, già mi immaginavo il mio ritorno con tutto l’occorrente per fare questa pesca al meglio, ma del resto noi volevamo provarla, infatti la si faceva tra una trainata e l’altra.

Ma al prossimo giro di sicuro torneremo agguerriti più che mai per provare il Vertical Jigging e vedere se riusciamo a stanare anche i cernioni di un quintale che si trovano qui in abbondanza o gli squali che ci hanno massacrato le esche.
Non mi vergogno a raccontare la verità, abbiamo preso solo piccole cernie e qualche pargo con il Vertical e non ci è andata bene nemmeno con la traina e lo spinning, che solitamente ci rendono bene:
 
Paolo ha preso un bel king fish, Simone un bel jack crevalle, io un tonnetto e dei barracuda, ma nulla degno di nota.
Una ampia vetrina dei prodotti usati a Cuba, ma che possono ovviamente essere usati anche in Italia la trovate nella pagina prodotti di questo mese.
Per info: www.tropicuba.it (noleggio barche e hotel) e www.criand.it (voli e hotel) |
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