
Cayo S. Maria e il ponte nove
di Maurizio Rondena
Da un'esperienza maturata nel 2006 a Cuba dove abbiamo catturato alcuni tarpon io e due amici soci della S.P.S. Abbiategrasso Maver agonisti nel campo trota lago, torrente e bianco, principianti di pesca in mare nel mese di aprile decidiamo di approfondire questa esperienza e di sfidare i potenti pesci caraibici con attrezzature leggere proveremo la canna Maver Aria spinning a innesti e il mulinello Maver Monster FX gentilmente messa a disposizione dalla ditta Maver-Paioli di Bologna.
Arrivati a S.Clara e noleggiata un auto, non gradendo i grandi alberghi con tanta confusione, torniamo a Remedios nell’Hostal di Zonia Garcia in via Gargia 116, tel.0053-42-395046 incantati dall’ospitalità e dalla cucina dell’anno precedente, a contatto con la vera vita cubana. Alzati di buon ora a 5 km dalla nostra base c’è Cayo S. Maria dove inizia un terrapieno ricco di ponti, ci dirigiamo subito sul ponte 9, dove in quel momento i predatori per mancanza di corrente non cacciavano.
Prerogativa importante per la pesca dai ponti è la marea, sia la bassa che la alta da vita a una corrente d’acqua verso destra o sinistra, generalmente i predatori cacciamo al culmine della corrente ascendente o discendente aspettando gamberi e pesci portati dalla stessa. Vedendo alcuni pargo (dentice-pagro) al ponte 42 decidiamo subito di provare la canna con un jig dopo due soli lanci un barracuda di notevoli dimensioni attacca la nostra esca, l’amo Katana iridiun tuna, tiene bene ma la poderosa dentatura spezza il finale in fluoro carbon dello 0,80. Ritornati al ponte nove con corrente favorevole iniziamo a pescare con dei jig ma dei tarpon nessuna traccia, decidiamo di provare alcuni artificiali e strike: un bellissimo Jack crevalle di 9 kg. attacca alla mia esca, portato ai bordi del ponte con acqua tranquilla lo catturiamo, seguito da un buon pagro che sarà protagonista della nostra cena.
Altri due carangidi finiscono per slamarsi mentre la corrente sta per finire decidiamo di dedicarci alla spiaggia a la salina proprio dietro il perimetro dell’aeroporto. Per il giorno successivo decidiamo di noleggiare una lancia alla marina di Cayo las Brujas per rivedere il nostri amici Samuel tel. 00-53-42-350024 e Maito per noi italiani Mario, di buon ora siamo a caccia di tarpon ma passiamo buona parte della giornata a vederli ma non mangiano, passiamo poi alla pesca con popper delle cubere (tipo cernie) dove Antonio vede il suo artificiale di 25 cm sparire in bocca alla cernia, al ritorno proviamo le manghere da noi costruite con tubi in silicone filo d’acciaio e ancorette, è subito rivincita per Antonio lo “Smart forza 8” dello 0,50 che ha in bobina regge egregiamente la situazione e dopo alcuni colpi di coda un bel barracuda viene a portata di raffio, la giornata ci concede numerose catture.
Nei giorni successivi con attrezzatura pesante di buon ora decidiamo di dedicarci alle cubere con trecciato da 40 e 50 kg. con terminale in acciaio, girelle e moschettoni da 120 kg. visto che hanno aperto quelle da 60, popper giganteschi. Al sorgere del sole le vediamo cacciare, per tre giorni caliamo i nostri artificiali sul filo della corrente sino a far uscire 150 mt di filo per poi recuperare con poderosi strattoni, il rumore del popper e lo spruzzo d’acqua sono degli irresistibili richiami per le cubere Antonio ne perde ben 4 in una giornata che distruggono ancore e artificiali, io ne catturo tre Maurizio due Antonio una, le perdite in questi giorni non si contano perchè appena allamate per i primi dieci minuti le cubere sfoderano tutta la loro potenza e mettono a dura prova la nostra attrezzatura e il nostro fisico.
Torniamo ad occuparci dei tarpon ma in diverse giornate di lancia non si registrano catture e allora ci dedichiamo ai barracuda, quest’anno di notevoli dimensioni. Antonio cattura un bonito simile al nostro palamito con un jig di gomma. Peschiamo sui ponti dove effettuiamo discrete catture sul ponte 16 e 17 e sul tratto di mare tra i due ponti rendono bene anche il 7 e 8 e il 45 dove stanno facendo degli scavi per un delfinario, ma grandi soddisfazioni le da i ponte nove dove un bel pargo di 7 Kg. mette a dura prova la nostra Maver Aria a innesti montata con uno smart 0,40 dopo un buon combattimento lo catturiamo accompagnato da due carangidi di buone dimensioni. Su Cayo S. Maria si alza vento forte non favorevole alla pesca e decidiamo di scendere a Moron per pescare a Cayo Coco, Guiyllermo, e Paredon, consigliamo per l’estensione di questi Cayo di alloggiare in un albergo sul posto, proviamo il ponte nove e dieci il ponte di Cayo Guyllermo ma sinceramente non ci entusiasmano per la dimensione delle prede, ci dirigiamo al faro di cayo Paredon di cui ne abbiamo sentito parlare bene ma la strada è interrotta per la costruzione di un ponte.
Ci dedichiamo alla pesca d’altura alla marina di Cayo Guyllermo da registrare la cattura di parecchi barracuda e due bei Dorado (Lampughe). Non soddisfatti torniamo a Cayo S. Maria sicuramente più selvaggio e pescoso, ma il vento che abbiamo lasciato persiste, andiamo in spiaggia a Playa Blanca oasi naturalistica e faunistica è qui che incontriamo Raul vecchio pescatore che abita nell’unico punto di ristoro ci mostra la sua lenza a mano con un amo quasi ruggine con cui cattura nella notte senza luna sulla spiaggia Cubere e Pargo ci spiega che il vento è sfavorevole per i tarpon che l’unica maniera è trovarli alla notte o appena prima dell’alba sotto il ponte nove dove con la luna piena vanno a riposarsi e a mangiare lo ringraziamo con una buona fornitura di ami Katana per tonni e palamiti, gli promettiamo che l’anno prossimo proveremo con lui un po’ di surf-casting sulla spiaggia.
Alla notte stessa ci rechiamo al ponte vediamo numerosi tarpon saltare, ma impreparati a sciami di zanzare differenti da quelle dei nostri carpodromi, per aggressività e fame, dobbiamo battere ritirata. Ci riproviamo mezzora prima dell’alba Maurizio con un jig ne attacca uno che si dibatte con numerosi salti riesce a portarlo sotto ma mentre lo sto alzando con un poderoso salto si slama. E’ l’ultima mattina alle 18 abbiamo l’aereo i miei amici sono stanchi alle 5,20 mi alzo e vado da solo al ponte nove arrivo appena prima dell’alba è uno spettacolo di cubere in caccia e di tarpon che stanno delfinando sulla corrente, tento il tarpon, lancio un jig niente, cambio con un gamberetto in silicone ed è subito strike un tarpon gigantesco comincia a saltare la mia canna si inarca all’inverosimile ma non si spezza la frizione slitta ma l’iridium tuna non molla la presa, cosciente che sono solo lo faccio stancare attutisco i suoi salti e quando si vuole infilare sotto il ponte comincio a correre lo porto nella scogliera calma lo tengo fermo, lo capisco, quando tende il filo è pronto a saltare, attutisco il salto per tantissime volte dopo mezzora è stanco, ora tiro io, lo avvicino sotto e lo vedo bene, è un esemplare che sicuramente superara i 40 kg. non voglio ripetere l’errore lo prendo sotto le branchie con decisione lo sollevo dall’acqua mi guarda e con una torsione e due colpi di coda non me lo aspetto, mi cade e riparte deciso, verso la libertà, mi dispiace per la mancata foto, ha vinto lui ma sono felice, riesco a capire cosa ha provato quel vecchio nel mare, e lo saluto con un arrivederci per l’anno prossimo.
Di nuovo grazie a Maver per le attrezzature da spinning messe a disposizione www.maver.net
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