
Il graffio della tigre
I Tiger Fish dello Zimbawe
di Stefano Montone

Ricercare emozioni è parte intrinseca della natura umana.
Sprigionare adrenalina pura aiuta la mente ad emettere i microimpulsi elettrici che migliorano la nostra intelligenza. Inseguire l’ignoto però è una prerogativa del pescatore… spingersi avanti in terre lontane e solo immaginate alla ricerca di esseri viventi visti solo in fotografia, accarezzarne il corpo e ammirarne le misteriose livree argentee.

Solo chi vive la pesca con l’amore di chi sfida se stesso e le proprie capacità trova il coraggio di avventurarsi ai confini del mondo per sfidare il Tiger Fish.
Pesci magnifici, selvaggi come le terre in cui vivono, predatori con la “P” maiuscola, lottatori mai domi – gli avete guardato i denti? Povera la preda che si ritrova tra le suo fauci.

Africa!!
Mamma dell’umanità, terra ancora vergine in grado di offrire al pescatore le emozioni primordiali della lotta tra uomo e pesce.

Eravamo alla fiera di Civitanova Marche,
una delle tante occasioni per consolidare amicizie, conoscere gente, e parlare liberamente di tutto ciò che gravita intorno al mondo delle pesca.
Nel mentre si discuteva con l’uno e con l’altro amico, mi ritrovo a dialogare con Francesco Oliviero grande cultore della pesca africana il quale inizia ad affascinarmi con in suoi racconti di pesca di oltre equatore. Francesco stimola subito i miei “istinti aliuletici”.
Ci scambiamo le rispettive mail e diventiamo amici. Francesco dunque ha mantenuto la promessa di regalarci queste bellissime foto inedite a corredo del nostro articolo. Il nostro itinerario si articola nell’Africa nera, nello Zimbawe, tra il fiume Zambesi e il lago Masvigadei.
La pesca al Tiger Fish si può effettuare sia con il classico spinning utilizzando innow dai colori vivaci, sia innescando un pesciolino vivo. Le nostre catture sono state effettuate a circa 60 km a valle dalla diga di Kariba, (costruita da una ditta Italiana fine anni 50). I Tiger Fish possono arrivare a pesare fino a quindici chili.
Mentre a mosca si possono pescare bellissimi TILAPIA, nome scientifico “TILAPIA NILOTICA”. Quello della foto pesa 4.2 kg è stato pescato a mosca nel lago MASVIGADEI a circa 110 km da Harare utilizzando una WOLLY BUGGER VERDE, una coda galleggiante con una canna da 9 piedi.
Il pesce ha impegnato il nostro Francesco in una lotta di circa venti minuti.
Nello Zambesi sono anche presenti diverse centinaia di specie di pesci, alcune delle quali sono endemiche del fiume.
Tra le specie più importanti vi sono le ciclidi che sono pescate in grandi quantità come fonte di sostentamento, e il pesce gatto, il pesce tigre e altre specie di grandi dimensioni. Lo squalo leuca, che avvolte è chiamato anche squalo dello Zambesi nonostante sia presente anche in altre parti del mondo, abita nelle acque costiere ma viene avvistato anche in zone molto interne dove il fiume continua ad essere largo.
Il fiume ospita un'ampia varietà di specie animali. Ippopotami, coccodrilli e varani sono molto presenti in molti punti del fiume. Gli uccelli sono abbondanti, con specie come aironi, pellicani, aquile pescatrici africane presenti in gran numero. La vegetazione boscosa lungo le coste da vita a numerose specie animali di grandi dimensioni, come bufali, zebre, giraffe ed elefanti. Tuttavia, sotto le dighe di Kariba e Cahora Bassa, la fine delle annuali alluvioni ha visto l'habitat di queste aree ridursi in modo considerevole, il che ha portato ad una corrispondente riduzione delle popolazioni dei grandi animali.
Il fiume Zambesi, o Zambezi, con i suoi 2.574 km di lunghezza è il quarto fiume più lungo dell'Africa, e il più grande tra i fiumi che sfociano nell'Oceano Indiano. La sua sorgente si trova in Zambia, scorre poi in Angola, lungo il confine tra Zambia e Zimbabwe, fino al Mozambico, dove sfocia nell'Oceano Indiano. Il suo bacino compre un'area di 1.570.000 km², poco meno della metà di quello del Nilo.
La caratteristica più spettacolare dello Zambesi sono le cascate che si formano lungo il suo corso, tra queste vi sono le cascate Vittoria, che sono tra le cascate più grandi del mondo. Altre cascate di notevole importanza sono le cascate Ngonye nello Zambia occidentale e le cascate Chavuma al confine tra Zambia e Angola. Nonostante la sua lunghezza lo Zambesi è scavalcato da solo 5 ponti: a Chinyingi, a Katima Mulilo, alle cascate Vittoria, a Chirundu e a Tete.
Il corso del fiume
La sorgente
Il fiume sorge in una zona paludosa nello Zambia nord-occidentale, tra colline ondulate coperte da foreste, ad una altezza di circa 1.500 metri sul livello del mare. Ad est della sorgente vi è uno spartiacque naturale tra il bacino del Congo e il bacino dello Zambesi, costituito da una fascia montagnosa la cui altezza diminuisce bruscamente sia in direzione nord che in direzione sud, e che si estende longitudinalmente in direzione est-ovest tra le latitudini 11 e 12° sud.
Nelle vicinanze della sorgente non vi è uno spartiacque così ben delimitato, tuttavia i bacini dei due fiumi non comunica. Il fiume scorre in direzione sud-ovest per circa 240 km, per poi piegare verso sud e unirsi a molti affluenti. A pochi chilometri a nord di Kakengi, il fiume si allarga da 100 a 350 metri, e a sud di Kakengi vi sono una serie di rapide che terminano nelle cascate Chavuma, dove il fiume scorre attraverso una stretta fenditura rocciosa. Il primo dei grandi affluenti che si uniscono allo Zambesi è il fiume Kabompo nello Zambia settentrionale, e un pò più a sud vi è la confluenza con il più grande degli affluenti dello Zambesi, il fiume Lungwebungu. A 30 km più a sud dall'unione con il Lungwebungu la terra diventa piatta, e nella stagione delle piogge è in gran parte coperta dalle inondazioni. Ottanta chilometri più a sud, nei pressi della città di Lealui, il fiume Luanginga, che con i suoi affluenti copre una ampia area del bacino occidentale, si unisce allo Zambesi. Dopo Lealui il fiume piega verso sud-est. Dal lato orientale continua a unirsi a numerosi affluenti minori, mentre dal lato occidentale rimane senza affluenti per 240 km, quando si unisce al fiume Cuando. Qualche chilometro prima del fiume Cuando, lo Zambesi inizia a scorrere in direzione est, e il suo corso viene interrotto dalle cascate Ngonye e successivamente da una serie di rapide. Dopo l'unione con il Cuando il letto del fiume diventa molto largo e poco profondo e l'acqua avanza a bassa velocità, e, scorrendo in direzione est verso il grande altopiano centrale africano, raggiunge il grande dislivello che forma le cascate Vittoria.
Dai 1500 metri di altezza alla sorgente, il fiume scende a circa 1100 metri quando arriva nei pressi di Kakengi, dopo aver percorso 350 km. Da questo punto fino alle cascate Vittoria, il livello del bacino rimane sostanzialmente uniforme, scendendo di soli 180 metri.
Zambesi medio
Le cascate Vittoria sono considerare il confine tra lo Zambesi superiore e lo Zambesi medio. Dopo le cascate il fiume continua a scorrere verso est per 200 km, attraversando pareti perpendicolari di basalto, che formano una gola di larghezza variabile dai 20 ai 60 metri, tra colline alte 200-250 metri. Lungo questa gola vi sono una successione di rapide che continuano per un tratto di circa 240 km, alla fine del quale il livello del fiume risulta più basso di 250 metri.
A questo punto il fiume entra nel lago Kariba, formatosi nel 1959 quando venne completata la diga Kariba. Il lago è uno dei laghi artificiali più grandi del mondo, e l'energia idroelettrica prodotta grazie alla diga soddisfa il fabbisogno energetico di gran parte dello Zambia e dello Zimbabwe.
Subito dopo la diga, il fiume continua verso nord, fino alla confluenza con il fiume Kafue, dopo il quale il corso del fiume piega verso est. Dopo circa 150 chilometri si unisce a un'altro grande affluente di sinistra, il Luangwa, per sfociare così nel lago Cahora Bassa, in Mozambico, dove ufficialmente termina il corso dello Zambesi medio. Il lago si formò nel 1974 dopo la costruzione della diga che ne prende il nome, in una zona precedentemente nota per ospitare una serie di rapide pericolose, conosciute col nome di Kebrabassa.
Zambesi inferiore
Lo Zambesi inferiore è lungo 650 km e va da Cahora Bassa all'Oceano Indiano. È completamente navigabile, anche se le sue acque, durante la stagione secca, sono basse in molti punti. Le secche emergono quando il fiume arriva in un'ampia valle dove il letto del fiume si allarga, coprendo una grande area. La sua larghezza varia da 5 a 8 km, con l'unica eccezione del tratto iniziale, in cui il fiume attraversa la gola Lupata, una serie di dirupi scoscesi, che lo rendono non più largo di 200 metri.
Più a valle il flusso del fiume si divide in diverse ramificazioni, che durante la stagione delle piogge si riuniscono in vari punti a formare un unico flusso. A 150 km dalla foce, lo Zambesi riceve le acque del lago Malawi attraverso il fiume Shire. Avvicinandosi all'Oceano Indiano, il fiume si dirama formando un ampio delta, in cui le quattro bocche principali, Milambe, Kongone, Luabo e Timbwe, sono ostruite da banchi di sabbia. Una bocca molto più a nord, chiamata Chinde, ha una profondità minima di 2 metri all'entrata, e di 4 metri all'interno, ed è la ramificazione usata per la navigazione. Il delta dello Zambesi è oggi la metà di come era prima della costruzione delle due grandi dighe Kariba e Cahora Bassa.
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Francesco Oliviero
oliviero@zol.co.zw
Bibliografia:
Enciclopedia libera Wikypedia
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