
Favignana, l’isola di tufo delle Egadi
di Simone Bini
La Sicilia è una tra le regioni più belle d’Italia: un mare incontaminato e l’ospitalità dei suoi abitanti la rendono affascinante.
Agli inizi di settembre decido di recarmi in Sicilia per effettuare dei servizi di pesca per le riviste del Gruppo Editoriale Olimpia.
Meta le isole Egadi, in particolare Favignana.
Quest’isola mi ha sempre suscitato sensazioni ed emozioni particolari, essendo stata meta per anni della mia famiglia durante il periodo delle ferie estive.
L’isola ,che ha la forma di una farfalla, prende il nome dal vento denominato “favonio”, che arriva da sud-ovest.
Favignana mantiene ancora oggi un fascino molto particolare, soprattutto in paese quando si ha il piacere di conversare con gli abitanti locali che raccontano le storie di pesca e la vita quotidiana.
Molti i racconti e le descrizioni di mio padre che 30 anni fa raggiungeva Favignana per pescare dalle scogliere i bellissimi saraghi faraone e le ombrine, che sono tra le specie ittiche maggiormente presenti. In mezz’ora di aliscafo dal porto di Trapani si raggiunge il porto di Favignana.
L’isola si innalza 20 metri sul livello del mare e che è abitata da 3500 persone durante il periodo invernale. Un’isola di pescatori e di tradizioni legate prevalentemente al mondo della pesca, in particolare per la presenza della tonnara, attività che ha reso Favignana famosa negli anni.
Questa antica pratica ormai quasi scomparsa, si basa sulla pesca con reti appostate in un tratto ben delimitato di mare, dove i grossi pelagici (tonni e ricciole) passano nei mesi di maggio-giugno.
L’ “u’tonno”, come viene chiamato in dialetto dai favignanesi, ed in particolare la varietà di tonno rosso, rappresenta una specie di grande interesse commerciale, grazie all’elevata qualità delle sue carni che assumono una pigmentazione molto rossa.
Da sempre, nel loro antichissimo percorso nelle acque del Mediterraneo, luogo d’ elezione per gli accoppiamenti e deposizione delle uova, i tonni transitano nel limpido mare Eguseo. La pesca al tonno è indubbiamente una tra le risorse principali dell’isola, oltre ovviamente al turismo molto sviluppato.
Gli abitanti del luogo hanno denominato il tonno “porco del mare”, in quanto questa specie pelagica si nutre di qualsiasi cosa. Infatti negli allevamenti di maricoltura vengono somministrati gli scarti del pescato non venduto per alimentare i tonni destinati al mercato giapponese.
L’eccessivo sfruttamento della pesca ha notevolmente ridotto il flusso migratorio dei tonni che oggi sono praticamente monopolio dei Giapponesi e sono a rischio.
Nel 1957 dallo stretto di Gibilterra entravano 10.000.000 di tonni, oggi purtroppo solamente 1.000.000.
La tonnara fatta nel 1957 a Favignana, registrò 12.000 tonni catturati dai 150 Kg a 400 Kg anche se l’anno nel quale si registrò un numero maggiore di catture fu il 1951: circa 13.000 tonni.
Quest’anno, con questa antica tecnica di pesca sono stati catturati solamente 200-220 tonni, dai 30 ai 60 Kg.
Questi dati, che ho ricevuto da parte dei pescatori di Favignana, sono allarmanti, perché è impensabile una diminuzione così drastica di esemplari.
Il tonno mediterraneo, grazie all’elevata concentrazione di salinità e di grassi nelle sue carni, è migliore rispetto a quello atlantico. Inimmaginabile è l’eccessivo sforzo di pesca di questi esemplari con strumentazioni spesso proibite dalla legge che tendono ad essere dissuasive, in quanto barriere artificiali dove gli esemplari non hanno più scampo.
A Favignana si possono degustare i tipici piatti di pesce a base di bottarga di tonno e di pesce spada, che hanno un aroma inconfondibile rispetto a quelle che normalmente si trovano in commercio. I negozi tipici sono specializzati nella vendita del tonno nei diversi tipi di lavorazione e delle conserve. Per gli appassionati di pesca sportiva, è nato sull’isola il primo charter di pesca che consente di effettuare escursioni sulle secche, facendo praticare qualunque tipologia di pesca.
Un mare molto ricco di pesce, dove qualsiasi tecnica di pesca regala sempre ottimi risultati, sia da terra che dalla barca.
Consiglio agli appassionati di portarsi sull’isola le esche abitualmente usate, perché è molto difficile reperirle; i pescatori locali utilizzano il polpo, la seppia, il calamaro ed i tranci di pesce, perché avendo a disposizione tante specie ittiche diverse, non importano esche pregiate.
Dalla scogliera ho potuto pescare grosse occhiate, saraghi e orate con il formaggio ed il pane; vi assicuro che il divertimento è stato grande.
Le partenze del mio galleggiante con le orate erano spaventose, improvvisamente partiva e scompariva 1 metro o 2 sotto il pelo dell’acqua.
A causa del mare mosso non sono riuscito ad effettuare sessioni di pesca a traina e a drifting, tuttavia ho già appuntato sulla mia agenda un ritorno a maggio per praticare altre tecniche. Abituato al mare dell’Argentario, dove le prede sono difficili e soprattutto con “un palato molto fino”, Favignana è un vero e proprio paradiso per un appassionato come me.
La qualità della vita è meravigliosa e basta osservare gli occhi di questa gente per captare la loro semplice felicità a contatto con una natura selvaggia.
Se siete interessati a recarvi su quest’isola, vi consiglio di evitare il mese di agosto a causa della consistente presenza di turisti; in tutti gli altri mesi dell’anno potrete godervi questo paradiso.
Sull’isola c’è un ufficio turistico, dove le gentilissime ragazze dello staff potranno consigliarvi al meglio. Non importa l’auto al seguito, considerato che i molti noleggi hanno motorini da affittare a cifre economiche per spostarsi sull’isola. In attesa di tornare sull’isola per altre appassionanti sessioni di pesca, augurando a tutti i lettori di poter vivere questa esperienza, invito a documentarsi su questo paradiso naturale.
Ci sono voli da Pisa per Trapani con Ryanair a 50 euro andata e ritorno… andare a Favignana, può costare davvero poco… http://www.ryanair.com/site/IT/
Le due foto della mattanza sono foto storiche trovate sull’isola in uno dei tanti negozi di prodotti per il tonno.
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