
Le Florida Keys
di Mauro Patrucco
 Dicono che ai ‘fatti’ della vita ci si fa l’abitudine.
Quando Miami è sotto di voi siete prossimi alla meta.
La lunga spiaggia fa da cornice ai grandi palazzi illuminati dal sole di metà pomeriggio, la vita pullula nei suoi immensi centri commerciali e sulle grandi arterie di comunicazione, mentre, nel quartiere art deco, molti iniziano solo allora quella che diventerà una lunga e intensa giornata.
Il rigido protocollo imposto dalle Autorità Statunitensi dopo i fatti dell’11 settembre permettono di pianificare con calma il viaggio verso le Keys.
Scegliere se optare per uno o più giorni nella popolosa città oppure spostarsi nell’accogliente provincia Americana dove tutto è più soft.
Le isole a sud della Florida dividono L’Oceano Atlantico dal Golfo del Messico.
Nella loro parte meridionale sono più vicine a Cuba che non a Miami.
Le Keys sono collegate tra loro con una strada, l’US 1, che termina a Key West.
160 miglia con ‘scenografie’ spettacolari, lambendo per lunghi tratti le mitiche everglades prima per poi immergersi tra i due ‘mari’.
A chi non ha mai percorso questo tragitto consiglio alcune tappe spettacolari.
Key largo, lambita dal grande parco d’acqua dolce regno incontrastato del bass e l’Atlantico dove la traina ai grandi rostrati diventa poesia.
Il negozio di pesca ad Islamorada, nel mio ultimo viaggio era ancora addobbato in modo Natalizio, dove è esposta la mitica ‘Pilar’ – l’imbarcazione di Ernest Hemingway.
Il grande scrittore era un frequentatore abituale di questi luoghi.
Qual è quel pescatore che non desidera almeno una volta provare le emozioni di Santiago durante la cattura narrata né “Il Vecchio e Il Mare”.
Un buon ristorante è situato a pochi metri dal negozio: gator fried (bocconcini d’alligatore fritti) – onion rings (anelli di cipolla dolce impanati e fritti) e pesce fresco a volontà (yellowtail possibilmente) su un letto d’insalata gratificheranno il viaggiatore facendolo entrare in sintonia con le Keys.
Il Seven Miles Bridge che collega Marathon con Bahaia Honda è il ponte più lungo tra i molti che collegano tra loro le isole, delimita le upper dalle lower Keys e merita più di qualche scatto, possibilmente dalla parte ferroviaria, ora in disuso.
Big Pine Key è famosa per le sue pinete e per i numerosi laghetti d’acqua dolce.
Il deer – mini daino - è la principale attrazione di questo luogo, circa 300 esemplari che – con pazienza certosina a volte si possono fotografare.
Arrivati e Key West potrete fare shopping, ascoltare buona musica – rigorosamente live – e partecipare all’happening che tutti i tardi pomeriggi si ripete a Mallory Square.
Uno stupendo sunset tra aromi e ritmi Cubani, immersi in una folla eterogenea e folkloristica tipica del luogo.
Visto che non siamo a ‘turisti per caso’ parliamo di pesca.
I pescosissimi luoghi delle Keys possono essere affrontati con spirito differente: pesca specialistica rivolta ad una o più specie oppure pesca generica, di tutto un poco.
La prima ipotesi, affascinante, può creare false aspettative e deve essere, secondo me, prerogativa di chi conosce luoghi, movimenti e ‘stagionalità’ dei pesci.
Va esercitata, in alcuni casi – traina off shore - con amici con i quali dividere le spese.
La scelta del ‘captain’ ai quali affidare le sorti della propria battuta di pesca è quasi illimitata, ma i costi per queste barche sono elevati ed i risultati non sempre garantiti per i motivi sopra evidenziati.
A febbraio/marzo di quest’anno le temperature basse causate dalle forti correnti d’aria fredda provenienti dal nord degli Stati Uniti rendevano le flat prive di pesci di taglia interessanti per gli appassionati: tarpon, snook, red fish e permit.
A scopo informativo preciso che per freddo intendo temperature sui 25/27 ° C di giorno con escursioni termiche inferiori di 5/7 ° C la notte.
La soluzione non specialistica offre ottime opportunità di cattura e una varietà di ‘tecniche’ quasi infinita. L’attrezzatura di pesca che ho a disposizione nelle Keys, è essenziale e valida, è stata messa a punto negli anni dai miei amici e dal sottoscritto.
Canna da 6” da 20 libbre, dotata di mulinello classe 8.000 con due bobine, caricate rispettivamente con monofili in nylon da 16 e da 20 libbre.
Questo strumento permette una pesca con artificiali sulle flat, piccola traina di superficie durante i brevi spostamenti e pesca a fondo sia in ambiente on che off shore su fondali massimo 30 metri. Le prede catturabili con questa canna sono tarpon, barracuda, cernie, yellowtail e varie specie di snapper.
Due canne montate a rotante rispettivamente da 40 e 60 libbre.
La prima utilizzata per traina oltre la barriera corallina, Atlantico, oppure oltre le bianche spiagge del Golfo del Messico dove l’acqua assume la tonalità tipica dei fondali elevati.
La 40 è stata anche utilizzata su fondali sabbiosi per una pesca ‘strascicata’ alle grandi cernie – se capiterà l’occasione ne parlerò dettagliatamente - e a fine giornata per tentare la cattura di qualche squalo, moltissimi i nutrice presenti specie nel Golfo.
Quest’anno la 60 libbre è rimasta inutilizzata in quanto anche quando le condizioni meteo erano buone l’acqua era sempre increspata, ottima per la pesca dei sailfish meno per la moglie al seguito.
Una buona dotazione d’artificiali di riserva - sono in sostanza distrutti durante i recuperi top water e la piccola traina, piombi d’ogni peso, cavetti terminali in acciaio e fluorocarbon da 30 sino a 60 libbre rappresentano il corredo minimo per le modalità di pesca generica.
Esiste la possibilità di acquistare permessi di pesca settimanali, bi settimanali, mensili ed annuali. Non conosco esattamente il costo dei primi due, mentre il mensile ammonta a ben 32 $. Sono consentiti – quasi – tutti i sistemi di pesca, dallo sparviero (rete lanciata a mano) in poi, con un’unica avvertenza: il rispetto assoluto delle misure e i limiti imposti, per alcune specie, per barca. I controlli sono meticolosi anche in pieno mare, le sanzioni non sono elevate – la prima volta, ma non sono comprensive delle eventuali spese processuali.
Avete ben compreso, in Florida per un pesce fuori misura possono farti il processo!
Il rispetto per la natura è ineguagliabile e trova riscontro in poche altre parti al mondo.
Dicono che ai ‘fatti’ della vita ci si fa l’abitudine.
Alle Keys non mi sono ancora abituato!
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