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Dialogo tra un pescatore e una Friganea (o Portasassi adulto)
di Andrea Beltrama - Nick: Andremormora

Concorso Amarcord: 3° classificato

Pescatore - Ciao, che piacere rivederti!
Friganea - Vorrei poterti dire la stessa cosa, ma non ti ho mai visto in vita mia….

P - Ma come, piccola mia, non ti ricordi l’autunno scorso che bei tramonti abbiamo vissuto assieme sotto il ponte di Sazzo? Mi volavi intorno, ogni tanto mi sbattevi contro. E poi venivi in città, e ti mettevi a testa in giù sotto il balcone di casa mia!
F - Continuo a non capire. L’anno scorso non ero ancora nata. Forse mi confondi con mia madre, o con mia nonna,o con qualche mio parente. O forse nemmeno parente, visto che in fondo noi ci assomigliamo tutte.

P - (Che figura…) Va beh, allora piacere di conoscerti. Come stai?
F - Sono stanca morta, più morta che stanca ormai. Sto godendomi le ultime ore di vita, forse gli ultimi minuti. Certo che non mi immaginavo da sott’acqua che il sole fosse così bello e dolce. Non mi sono mai sentita meglio in vita mia. Starei qui un’altra ora , e poi un’altra ancora. Peccato che le cose migliori si scoprano alla fine.

P - Dai, non dire così, mi metti tristezza…
F - Ti conosco da poco, ma mi pari già un povero cretino.

P - Perché???!!
F - E’ tipico di voi esseri umani pensare che tutte le assurdità che vi vengono in mente (per difendervi dite che vi vengono dal cuore) e che poi scrivete nei libri debbano poi essere trasferite su chiunque altro vi circondi, che sia un cane, un gatto, o un insetto.

P - Ma non volevo offenderti!! Stavo solo cercando di consolarti!
F - Ma chi vuoi consolare? Me? Mi sembri sempre più cretino. Io ti faccio compassione, e tu a questa compassione ci credi fino in fondo! Come se tu non fossi destinato a morire!

P - Morirò anch’io, certo, ma la prospettiva di avere davanti ancora molti giorni di vita mi toglie il pensiero. Tu invece soffri perché sai benissimo che la tua ora è vicinissima..
F - Ecco un’altra cretinata! Tipicamente umana! Vi vantate di avere l’occhio fino e la mente saggia e creativa. Poi però abboccate come delle trote alle illusioni ottiche. Voi vedete la morte in prospettiva, lontana, in fondo ad un corridoio lunghissimo. Non riuscite a capire che tutta quella lontananza è solo un errore grossolano di percezione del vostro occhio e prima ancora della vostra mente. Se voi mutaste ogni tanto il vostro punto di osservazione, vi accorgereste che la distanza che vi fa sembrare gli oggetti piccoli in realtà non esiste. Questo, però, la vostra decantata ragione non ve l’ha ancora fatto capire.

P - Non ti seguo. Puoi spiegarti meglio?
F - Voglio solo dire che in fondo dovresti invidiarmi invece che compatirmi.

P - Continuo a non capire…
F - La mia vita, a differenza della tua, è stata una meravigliosa avventura, durante la quale ho attraversato posti stupendi e sconosciuti, ma dai quali sapevo già perfettamente che sarei dovuta passare. Dal momento in cui ho assemblato i primi granellini di sabbia, non ho fatto altro che seguire il disegno che avevo in testa. Vedi, pescatore ingenuo e compassionevole, i mie occhi sono semplici ma efficienti. Non mi hanno mai illuso, men che meno lo fanno ora.

P - Ma cosa ti facevano vedere questi occhi allora?
F - Molto semplicemente, il tempo e la sua fine.

P - La cretinata l’hai detta tu adesso!!
F - Allora sei più stolto di un temolo in frega! Ogni azione che ho compiuto da quando sono nata, anche la più banale, è una fase inserita in un processo lineare e chiaro. E a differenza vostra, mai io o una mia compagna qualsiasi abbiamo misurato il tempo guardando i nostri cambiamenti. Siamo state noi a cambiare ascoltando i suoi suggerimenti. Ora che tutti questi momenti sono terminati, anche la mia vita termina con loro. Il tempo per noi è finito.

P - Quello che dici tu mi stupisce, e adesso che ci penso è anche molto sensato. Ma se allora ognuna di voi vive tenendo solo conto della sua missione, del suo tempo, come fate a conservarvi così bene da una stagione all’altra?
F - Se tu fossi capace di osservare e non solo di fantasticare, la risposta l’avresti già trovata. La nostra è una missione individuale, è vero. Mai ci troviamo i condizione di aiutarci l’una con l’altra, neppure volendo potremmo farlo. Se una trota decide di divorarmi nessuna compagna può fare niente per evitarlo, l’unica cosa che le resta da fare è ritrarsi dentro al guscio, nascondersi sotto un sasso e pregare. In silenzio. La nostra vittoria finale non è il risultato di una collaborazione di squadra, ma di tante, piccolissime, insignificanti e faticose vittorie individuali. L’unico modo con cui una friganea può aiutare un’altra friganea in difficoltà è svolgere il suo lavoro con determinazione ancora maggiore, così che il suo risultato vittorioso annulli la sconfitta della compagna. Questa è la nostra solidarietà. Ma adesso non farmi più parlare. Devo assorbire gli ultimi raggi di sole.

P - Mi hai scosso, mi hai colpito. Anche a me piacerebbe vivere alla tua maniera e morire con a tua serenità.
F - Beh, non è che ci voglia molto. E’ sufficiente lavorare per farsi trovare pronti quando è il momento di congedarsi. Solo che per me è piuttosto facile, visto che so esattamente quando sarà la mia fine nel migliore dei casi. Per voi invece è molto più difficile: siccome vi illudete di avere molto tempo, rimandate sempre. E poche volte concludete.

P - Dici molto bene, come sempre. Ma dove hai studiato per parlare e ragionare così bene?
F - Ricordati che appena sono nata ero già in grado di agire e costruire, a differenza tua, che a 3 anni frignavi ancora e non parlavi nemmeno. E ricordati che la mia mente è un po’ semplice, ma è chiara e sincera verso il mio corpo. Poi devo dire che anche la scuola della natura mi è servita.

P - Ah….[pausa…]
F - Beh, ora è davvero finita la nostra chiacchierata. Ho notato che condividi le stesse fesserie nelle quali credono tutti i tuoi simili. Ma a differenza loro almeno un pregio l’hai messo in mostra: sei stato il primo ad avermi avvicinato intenzionalmente, non per costruire un’imitazione ma per parlarmi. Vai e inizia a lavorare: se tutto va bene ci incontreremo di nuovo da qualche parte, in un futuro non lontanissimo, magari sulla riva di un altro fiume. In bocca al lupo e buona pesca!!

P - Ma aspetta, devo ancora…chi…..ma…perché…quando…addio, arrivederci!
(E ricordati che buona pesca porta sfiga.)

Il pescatore impugna la canna da frusta, e inizia a smontarla. Dopo questo incontro, un po’ come capita quando ci si imbatte in una grande e inaspettata cattura, il livello emotivo della giornata di pesca ha raggiunto il limite, e non ha più senso pescare ancora. Un’ultima occhiata al fiume: la piccola friganea muove per l’ultima volta le zampe sul pelo dell’acqua, dove la corrente si ferma per un attimo, quasi dovesse riflettere prima di continuare nella sua corsa verso valle.
Dalla profondità un temolo scurissimo emerge e con una silenziosa bollata la risucchia. L’ultima immagine che il pescatore si ricorda di quella sera è un volo scomposto sopra il cofano della macchina.
Una friganea si era posata vicino al parabrezza.

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