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Lucci e black bass d’estate
di Luigi Colucci e Andrea Fusignani

Maggio è il mese ideale per tentare di insidiare due dei pesci forse più spettacolari e popolari per lo spinning: Lucci e Black bass.
Siamo nello scenario del Lago dei Pontini, (www.parcolaghi.com) a Bagno di Romagna, uno stupendo reservoir per la sola pesca a mosca e a spinning, in cui oltre a trote di tutti i tipi e taglie, nuotano anche stupendi esemplari di luccio (punte massime oltre i 10 kg), e bellissimi black bass (con esemplari fino a 2 kg), che terminata la frega, si dimostrano molto aggressivi ai nostri artificiali. Distinguiamo subito i due tipi di pesche che andremo a fare, privilegiando gli orari di alba e tramonto per i lucci, e tutta la giornata per i bass, che troveremo nel sottoriva e nascosti fra gli ostacoli. Partiamo con il Black bass, ad elencare attrezzature più idonee, esche e recuperi. Come canna io opterei per una canna da casting, di media potenza, in modo che possiamo coprire tutti i tipi di pesca che andremo a fare, per tentare il bass, spaziando dalle softbaits alle hardbaits.

Io personalmente uso una canna da 6’6” che ha una potenza di ¼ - ¾ d’oncia. Gli abbinerei un buon mulinello a bobina rotante di taglia 103, con un nylon, o tracciato di circa 14 lbs.
Se vogliamo provare a spinning, ci possiamo avvalere di una canna lunga 8’, con una potenza di ½ - 1 oncia, abbinata ad un buon mulinello a bobina fissa che tenga almeno 100 metri di nylon o tracciato da 15 lbs.
Come esche, sempre ottime le softbaits, e qui mi vengono in mente i classici Senko della Gary Yamamoto da 4” o anche da 5”, da innescare su ami Off-set di misura dal 2/0 al 3/0, da innescare spiombati o con montatura Texas Rig, i colori migliori si sono rivelati: Pumpkinseed, Watermelon, Chartreuse, Black no flake, Orange e Pearl.
A questi andrei ad aggiungere qualche grubs e worm, da 3” i primi, e fino a 5” pollici i secondi.
Innescati su ami da 1/0 fino a 2/0 con un piombino da 5 gr. in testa e lanciati a filo degli ostacoli. Ottimi in questo caso oltre ai già citati Gary Yamamoto, anche i Berkley nei colori arancione coda gialla, nero coda rossa.
Lanceremo le nostre insidie, le faremo scendere sul fondo e recupereremo a strappetti decisi, soprattutto in quelle zone dove con altre esche non riusciamo ad arrivare, esempio nei rami, e sotto la riva dell’isoletta. Per quanto riguarda le hardbaits, portiamoci piccoli jerketti, tipo l’Escarda della Evergreen, in colorazioni naturali, che soprattutto dopo la frega, sono quanto di meglio ci possa essere per tentare qualche bel bass in caccia, piccoli crank come i Griffon della Megabass, colorazioni accese: Hackiro Reaction, Tonosama Frog, ma anche crank di profondità come i Rapala Dives-To, in colorazioni naturali e fantasia, per scatenare l’aggressività del pesce. Queste esche rendono molto in zone libere con presenza di rocce, dove i bass si nascondono e scattano all’attacco. Recuperati a strappi, e alternado anche pause brevi, ci danno la possibilità di scandagliare gli strati inferiori dell’acqua, dove stazionano le grosse femmine, che una volta compiuta la deposizione, si riposano dalle fatiche adagiandosi sul fondo. Ottimi anche i minnow della Imakatsu, come il Power Bill e il Killer Biller, sempre in colori accesi e tinte naturali.
Per quanto riguarda le esche di superficie, ancora non è stagione di popper e propeller, io aggiungerei però qualche Walking The Dog, ottimi i Sammy della Lucky Craft, Jackall Bros Water Monitor, Heddon con il suo Zara Spook.
Quando si alza il vento, allora è il momento di usare Spinnerbait da ½ oncia, nei colori bianco e giallo, da recuperare stop & go, jerkati, oppure molto velocemente sotto la superficie dell’acqua. Con questo campionario di esche possiamo dedicarci tranquillamente al bass, i nomi che ho citato sono puramente indicativi, chiaro che altre marche hanno in catalogo esche altrettanto valide, e ogni lanciatore ha sempre l’asso nella manica per conseguire ottime catture.
Ed ora passiamo ai lucci, altro pesce presente, che col caldo sale fino alla superficie per predare.
Io qui consiglierei vivamente un’attrezzatura da casting, poiché le esche che andremo ad utilizzare sono piuttosto voluminose, e nell’arco della giornata rischiamo di stancarci il polso.
Una buona 7’, con potenza di ¼- 2 once è la soluzione ideale, per impiegare anche piccoli jerk fino a 10 cm di lunghezza.
Abbinata ad un buon 201 a bobina rotante, caricato con una treccia da 50 lbs e cavo d’acciaio da 30 lbs, è quanto di migliore possiamo trovare sul mercato, e che ci consente di non avere problemi, nell’ipotesi che agganciassimo anche i lucci più grossi e combattivi.
I jerk sono il nostro asso nella manica, e qui tante ditte producono ottimi prodotti, ne cito alcune per darvi un’idea su come orientarvi: Fox, con la sua linea di micro jerk e jerk più pesanti (ottimo il nuovo Mouse color Chartreuse), e anche i Replicant nelle colorazioni Rainbow trout e Perch. Altri ottimi artificiali sono i Dart Master della Nils Master, che lavorano molto bene anche senza le cosiddette “jerkate”.
Spinnerbait da ½ oncia da bass, oppure con skirt in bucktail nei colori: viola/nero, chartreuse, e bianco, con un trailer hook in coda innescato con un bel grubs, lanciati in mezzo agli ostacoli possono riservarci grosse sorprese.
Anche con la gomma possiamo toglierci molte soddisfazioni, oltre ai già citati Replicant, reputo molto validi i Fin’s Fish, shad siliconici con adeguata testina piombata, grossi grubs e anche Senko da 7”, recuperati a galla, ci faranno vivere momenti esaltanti.
Questa l’attrezzatura per insidiare i due predatori forse più spettacolari e belli che nuotano nelle acque del Lago Pontini, da rispettare, fotografare e rilasciare con tutte le dovute cure del caso. Come sempre le regole del comprensorio prevedono la sostituzione delle ancorette con ami singoli ad ardiglione schiacciato e il massimo rispetto delle prede.


Pesca a mosca
di Luigi Colucci

In questo ritorno alla ormai nota terra delle meraviglie della Parcolaghi la nostra attenzione piscatoria si è rivolta al risveglio del bass e del luccio. Il caldo eccezionale di quest’ anno ha fatto sì che anche qui i pesci siano usciti prima dalla frega e abbiano ripreso in fretta le normali attività predatorie.

Ninfe e bass
Per quanto riguarda i black bass abbiamo gia parlato di popper e streamer (nell’ itinerario: “lucci e Black Bass d’ alta quota” e sempre validi) perciò questa volta vi svelerò un piccolo segreto che vi permetterà di catturare qualche bel pesce che staziona nel sottoriva. In questo inizio stagione i bass pattugliano la riva controllando i nidi di frega o seguendo le nuvole degli avannotti per difenderle da eventuali predatori. Questo fenomeno dura per alcune settimane e ci da la possibilità di catturare dei bei esemplari utilizzando le ninfe: imitazioni di libellula, ditisco, e altre larve acquatiche spesso stimolano il pesce che sta immobile a pochi metri da noi, ad attaccare. Infatti le larve di questi insetti si nutrono di avannotti e il black bass le aggredisce più per una questione di difesa della prole che per fame vera e propria.
In questo tipo di pesca è importante una volta avvistato il pesce, non farsi scorgere, e riuscire a seguire sia la nostra esca al disotto della superficie che il predatore e i suoi movimenti, in modo da ferrare al primo accenno di attacco. Ninfe montate su ami dal N. 10 al N. 6 e terminali conici dello 0,20 fanno al caso nostro con canne 9’6-10 piedi e code # 7/8 flotter.

La ricerca del luccio
Per ciò che invece concerne i lucci si può dire che sono già pienamente attivi e in risposta alla loro lunaticità dobbiamo utilizzare oltre a i soliti whistler, pike bunny e zonker, degli stremers estremamente imitativi in rassomiglianza di scardolette, rovelle e trote o estremamente fantasiosi che ne catturino l’attenzione e ne stimolino l’attacco.
Riguardo a questi ultimi possiamo rifornirci dei giusti artificiali al pesca shop di Acquapartitadove sono in vendita gli streamer di ultima generazione di Alberto Salvini, grande moschista di fama mondiale, oltre che l’ottimo cavetto d’acciaio della Tyger Leader, il filo d’acciaio più sottile e morbido al mondo, con il quale abbiamo preso lucci fino a dieci chili.

Questi streamers vanno utilizzati in base all’ orario e al meteo: ad esempio al mattino presto i lucci sembrano risponder meglio ad imitazioni di tipo “natural” mentre con l’ abbassarsi della pressione atmosferica e l’ incombere di un acquazzone gli streamers classici e quelli più fantasiosi rendono meglio.
In tutti i casi un recupero a mezz’ acqua o appena sotto la superficie rende di più della ricerca sul fondo anche perché quando il pesce è in attività non è difficile scorgerne il passaggio dalla riva.
Ricordate sempre di utilizzare canne robuste sui 10 piedi con code dalla #7 alla #10 e di montare un cavetto morbido ad un terminale dello 0 ,30 minimo, poiché questi lucci a discapito della loro ristretta lunghezza sono veramente robusti.

Per dormire e mangiare nei pressi di Parcolaghi vi ricordiamo l’Agriturismo Le Ceregne www.leceregne.it

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