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Il Lago di Montedoglio
di Massy BS

Agosto 2006, come la maggior parte degli italiani mi tocca organizzare le mie vacanze estive nel mese più incasinato dell’anno; mi ritengo un furbacchione in questo senso, non amando particolarmente traffico, prezzi alle stelle e stress da diversi anni a questa parte prediligo mete alternative, borghi medievali, itinerari eno-gastronomici, strade del vino, quindi tanto relax e tranquillità.
È ovvio che per un pescatore una vacanza di questo tipo deve essere programmata nei minimi dettagli e su solide basi…e cioè la garanzia di poter pescare degnamente.
Per fortuna c’è internet, con l’aiuto dei vari motori di ricerca ha inizio la prima scrematura, si considerano solo gli agriturismi sufficientemente vicini a laghi, laghetti, fiumi, torrenti ecc. zone di pesca interessanti quindi, magari consigliate su qualche “famoso” forum di pesca…
Una seconda selezione riguarderà principalmente il prezzo, quindi la vicinanza a centri di interesse storico e culturale e la struttura dell’agriturismo, l’arredamento delle camere, la posizione ecc. tutte cose che dipendono dai nostri gusti personali. Le mie assidue ricerche invernali mi hanno spinto verso il lago di Montedoglio,uno splendido invaso artificiale formato dal Tevere nei pressi di San sepolcro, la zona dell’aretino per intenderci; dopo qualche telefonata la mia scelta cade sull’agriturismo Le Ceregne, (www.leceregne.it), solo la foto della home page sarebbe bastata a convincermi, dopo aver visto le camere e aver constatato i prezzi ho prenotato una settimana.
Arrivo sabato mattina e conosco Giada, che insieme alla famiglia gestisce questo splendido agriturismo; gli appartamenti sono carini e confortevoli, arredati in arte povera toscana ma con molto buon gusto, la struttura è praticamente nuova e si vede ma l’azienda agricola esiste da tanti anni, la vista che ti offre sul lago di Montedoglio è mozzafiato, la prima impressione che si ha è di essere capitati in un agriturismo vero e genuino, proprio come dovrebbe essere la filosofia stessa dell’agriturismo e non è poco di questi tempi. La sera visitiamo Sansepolcro, una bellissima città che trasuda arte e folklore, il museo di Piero della Francesca è imperdibile, scegliamo il ristorantino per la cena e qui non avrete che l’imbarazzo della scelta, questo è il regno del tartufo e della panzanella e noi ci sguazziamo alla grande!
Ma veniamo alla pesca; il lago non è cosi piccolo come sembra, ci sono un’infinità di spot favorevoli e soprattutto non c’è nessuno! Pochissimi pescatori e pochissimi turisti, si possono avere intere spiagge tutte per se, il problema semmai è raggiungere il lago in auto, non tutte le stradine sono percorribili se non a piedi, per cui l’essenzialità è la parola d’ordine!
l’acqua è pulita e secondo gli abitanti potabile, c’è un discreto vento ma non è mai fastidioso.
Ho provato un po’ tutte le mie tecniche preferite, dal ledgering, l’inglese classica e bolognese, ma il lago è famoso soprattutto per i suoi lucci, un esocide sui 4/5 kg è all’ordine del giorno da queste parti e ci sono esemplari molto più grossi per cui spinningofili fatevi sotto!
Nelle mie sessioni a ledgering sono stato “disturbato” da branchi di voracissimi pesci gatto che mi ripulivano l’hair rig ogni volta che lanciavo il mio method, purtroppo (o per fortuna per qualcuno) il lago ne è infestato, dicono siano stati i ravennati, cultori del fritto di pesce gatto, a incentivarne il ripopolamento, capita che le prime 10-15 catture siano solamente loro! Ma non perdetevi d’animo e continuate a pasturare e a pescare, ben presto si faranno sotto vivaci scardole, cavedani e persici, qualche savetta.
Alla fine ho preferito la classica pesca con la bolognese, galleggiantino, scalata di pallini e finale dallo 0.10 allo 0.12 su amo del 18-20 per insidiare qualche cavedano, dopo un paio d’ore a tirar su roba che non sfiorava il mezzo kg ecco il tappo affondare e dopo la mia ferrata partire decisamente verso il largo! La frizione fischierà per quasi 20 minuti e la lotta esasperante si chiuderà una volta tanto in mio favore, su una splendida e selvatica carpa regina di 2.5 kg, una cattura di tutto rispetto considerando il finale dello 0.10!
Scendendo dall’agriturismo proseguendo in direzione Anghiari, verso la diga del Tevere, c’è una punta ideale per il carpfishing dove spesso si trova qualche gruppetto di amici carpisti campeggiati, il lago è relativamente giovane per cui esemplari di taglia over 10-15 kg sono veramente difficili da trovare, ma di carpe ce ne sono eccome, le vedi e le senti spanciare nell’acqua tutto il giorno! L’importante è uscire e parecchio anche per evitare i famelici pesci gatto! Per cui attrezzatura pesante e possibilmente barchetta a remi (il motore è vietato) per la pasturazione.
L’unico problema per chi va al pesce bianco è il divieto assoluto di utilizzo del bigattino, solo nel periodo estivo da quanto ne so’, ma le guardie ci sono e la multa è di 35 euro, (io l’ho saputo dopo e ho pescato tranquillamente con i bigattini per tutta la settimana).
La sera si tornava all’agriturismo verso le 18, una bella doccia e un aperitivo sulla terrazza, se poi volete cenare fate un giro nel loro orto dove i clienti possono raccogliere tutto ciò che vogliono, vi assicuro che non ho mai mangiato pomodori cosi buoni in vita mia!
Uscendo la sera in auto, era consuetudine imbattersi in animali selvatici che attraversavano indisturbati la strada, caprioli, lepri, volpi, fagiani, civette e cinghiali, per un bresciano come me non è da tutti giorni fare questi incontri…
Per cena vi consiglio vivamente il ristorante la Ghianda a san sepolcro, dove mangerete molto bene spendendo poco, oppure se siete un po’ più raffinati al Convivio sempre a san sepolcro; da visitare assolutamente il borgo di Anghiari, in agosto potrete cenare in piazza con gli abitanti e godervi una commedia in tipico stile toscano, recitata fra i tavoli dagli stessi abitanti della piazza! Un’esperienza indimenticabile; altri itinerari imperdibili sono Arezzo che dista un tiro di schioppo e il cammino di San Francesco d’Assisi, fra conventi ed eremi arroccati sulle cime delle montagne, spettacolare quello di Chiusi La Verna.
Purtroppo la mia settimana è finita, mi sono rimaste impresse le immagini di questi posti meravigliosi e soprattutto la gentilezza degli aretini; non è il solito modo di dire quando si va in un posto e ci si trova bene, qui è davvero una cosa molto strana e inusuale, ve ne accorgerete;
comunque ci siamo ripromessi di tornarci, magari quando carpe e pesci gatto saranno cresciuti ancora un po’…
Per tutte le info su Le Ceregne potete vedere sia la news:
www.pescareonline.it/2007_prodotti/agriturismo_val_tiberina.htm che andare sul sito dell’Agriturismo www.leceregne.it

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