
Il pescaturismo, la nuova frontiera del pescatore in mare
di Gionata Paolicchi
Ormai il “pesca turismo” è una realtà consolidata da anni, ma in alcune zone d’Italia sta arrivando solo adesso.
Dapprima in Adriatico con i mitici e famosi barconi che portano fino anche a cinquanta persone per volta e che con la modesta cifra di trenta-quaranta euro al giorno è possibile stare a pesca tutto il giorno, pranzo compreso. Ovviamente ogni zona ha la sua realtà: se come al solito la riviera romagnola punta soprattutto ai grandi numeri, le riviere Toscana e Ligure hanno nella qualità il loro cavallo di battaglia. Ad onor del vero non ero mai stato prima d’ora ospite di un pesca turismo, l’occasione mi è data da Silvia Torri della Ditta “Sulla Tavola” di Viareggio che organizza giornate di pesca turismo con base nel porto di Marina di Carrara.Organizzo quindi un gruppo di cinque persone, numero massimo per le barche al momento disponibili, ma per il prossimo anno, mi garantiscono i capitani Angelo e Giuseppe, della Cooperativa Maestrale di Marina di Carrara, si stanno organizzando con barche più grosse, che possono al massimo ospitare dodici persone.Le barche più grosse più che altro permetteranno un maggiore comfort a bordo, più spazio per pescare e per il relax, possibilità di salpare reti più grandi e di preparare pranzi a bordo degni di un re… pescatore. Per il pranzo la possibilità è anche quella di scendere a terra sull’Isola della Palmaria e con prezzi modici (circa 30 euro a persona) mangiare ottimo pesce, ma andiamo con ordine in una sorta di foto-racconto della giornata.
1. Arriviamo al porto che sono già le nove di mattina, un ora non ideale, perché s e un gruppo vuole davvero pescare, sia con la canna che salpare una o due reti, l’orario giusto è verso le sette, sette e mezzo al massimo di mattina.Ma si sa, ognuno ha i suoi impegni e quando siamo in gruppo ci sono pro e contro e più il gruppo è grosso, più problemi ci sono.Facile trovare l’imbarcadero: si esce al casello di Carrara, si gira a destra, si arriva lungo mare, si svolta a sinistra, si fa circa un chilometro e sulla destra si trovano le indicazioni “Capitaneria di porto”, si gira e dopo duecento metri si parcheggia l’auto e si trova la Cooperativa Maestrale, li ci sono le barche ed i capitani Angelo e Giuseppe che vi aspettano. Si esce dal porto e subito alle nostre spalle si stagliano le montagne bianche di… neve? No, di marmo, uno spettacolo che colpisce molto tutti quelli che non sono della zona.
2. e 3. Ma ecco che dopo due miglia circa si arriva alla bandierina che segnala l’inizio della rete da salpare… e allora tutti i turisti sono in fremente attesa. Vi ricordo, che tutto il pescato della barca, viene dato ai turisti, quindi se ci fosse una pescata “miracolosa” la giornata sarebbe ampiamente ripagata. In certi periodi ad esempio si fanno decine di chili di orate in una sola salpata e considerando il prezzo delle orate al chilo e che il pesce al massimo è diviso tra cinque persone…
4. 5. e 6. Alcuni turisti, quelli meno pigri di solito, aiutano il pescatore professionista a “smagliare” i pesci: sogliole, razze, triglie ed anche cicale. In una salpata escono alcuni chili di buon pesce,che la sera dopo finiranno sulla griglia…
7. Ecco che dopo il rito della rete, decidiamo che è arrivato il momento del relax e del turismo: nel tragitto poi ecco che incontriamo la barca a vela più bella del mondo: l'Amerigo Vespucci, uno spettacolo che ci lascia a bocca aperta, è la prima volta che la vedo… dal mare.
8.e 9. Arriviamo quindi alle Isole del Tino e della Palmaria, un tuffo e via, in attesa che Giuseppe ci prepari il pranzo a base di specialità locali, tra cui il famoso Lardo di Colonnata.
10. Ecco quindi che dopo pranzo si decide di fare un saltino a base di shopping in quel di Portovenere e poi via, a pesca, finalmente e con la canna.
11. e 12. La zona è buona per la pesca, anzi ottima: proprio la settimana prima, fuori del Tino, sulla batimetrica dei cento metri sono usciti diversi tonni.Noi non abbiamo roba da tonno, ma da Vertical Jigging e da pesce sotto riva… spiego al capitano, che non aveva mai visto una attrezzatura da Vertical, che per me l’hot spot è costituito da un relitto… ed ecco come per magia, spuntare dal GPS di Giuseppe, tutti i relitti che voglio… molti dei quali… a me ignoti… eh si che conosco questa zona come le mie tasche.
Lo sapevo che mi dovevo portare il GPS manuale per marcarli (penso ad alta voce)… ma Giuseppe si slancia nel dirmi che se voglio mi da la cartina con i punti… forse si pentirà di avermi detto questo… su questi relitti sono usciti bei dentici (e Giuseppe mi mostra poi più tardi le foto nel suo ufficio), ma anche squali ed ogni ben di Dio. Il mare balla un po’ e la gente in barca che non pesca non ha molta voglia di vedere due “matti” che fanno su e giù con un “piombone” colorato… proviamo un po’ e desistiamo.

13. Torniamo quindi sotto costa, sulle due miglia circa, in una zona buona per le mormore. Innescato un bel verme di mare, un Koreano per la precisione, facciamo una sorta di bolentino sui quindici metri di fondo. Il mare sotto costa è calmo e la gente si gode il sole d’agosto. Ecco che fortunello Adriano, prende una bella mormora. Ma gli costerà cara: decidiamo la sera dopo che tutto il pescato di oggi venga cucinato a casa sua, degna fine di una meravigliosa giornata.
14. Ecco che a volte una normale battuta di pesca può trasformarsi in una giornata da raccontare agli amici, ma soprattutto ai nemici. Grossi Dentici e Squali Volpe sono catture non troppo rare da queste parti.
Salpare le reti, fare il bagno, prendere il sole, pranzo a bordo, pescare con la canna, cucinare il pesce e ritrovarci a cena da amici, un connubio davvero perfetto, anzi, il meglio che si possa avere a prezzi davvero alla portata di tutti. Il risultato finale di questa bella battuta di pesca sul peschereccio è la cena a base di pesce a casa di Adriano, meglio conosciuto dagli amici con il soprannome di “Muso”, una vecchia conoscenza anche per la nostra testata Pescare Mare.
Insomma, Pescaturismo di qualità, barche piccole, poca gente, magari un gruppo di amici o la famiglia stessa, praticamente si noleggia una barca tutta per se, cosa ben diversa da certi Pescaturismo che mai mi vedranno a bordo, nella bolgia e con la gente che nemmeno salpa le canne quando hai il pesce in canna. Insomma, sarò monotono, sarà che sono abituato alla calma visto che sono nato e cresciuto a Forte dei Marmi e non a Rimini, sarà che la mia indole è quella di scegliere la quiete alla confusione, ma l’esperienza con gli amici di Marina di Carrara è stava davvero divertente e da ripetere.
Per info: Silvia Torri - www.sullatavola.it - info@sullatavola.it
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