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Sardegna dreaming
di Sandro Onofaro, foto di Gionata Paolicchi

La sede di Palau, nel nord/est della Sardegna, a 2 passi dalla Costa Smeralda, è un sito strategico nato per accontentare i pescatori più esigenti.
E’ infatti l’unico posto che consente di pescare sia con i mari provenienti dai quadranti di Ponente che con quelli da Levante, grazie al ridosso che offrono le isole dell’arcipelago della Maddalena. Arcipelago ormai famoso per dentici e ricciole di taglia da record, e per i numerosissimi strikes che si possono registrare durante una giornata di pesca. Inoltre è a pochi minuti di navigazione anche dalle Bocche di Bonifacio e dagli scogli del Perduto, altri famosi hot spots della zona.
Le principali tecniche praticate sono la traina costiera di fondo sia con l’esca viva che con gli artificiali, quella a bolentino di profondità e la traina superficiale d’altura . Si possono così insidiare dentici barracuda e ricciole, come tonni ed alalonghe, occhioni o cernie di profondità, pesci spada e addirittura aguglie imperiali.
Le attrezzature sportive sono state scelte con cura tra le migliori disponibili sul mercato, e spaziano dalle 8 alle 50 lb. Le barche sono fully equipped per ogni tipo di pesca, ed hanno infatti ecoscandagli professionali, Gps, divergenti, affondatori ed un elevato numero di porta canne. L’imbarcazione principale utilizzata dalla Palaumare è uno splendido Pursuit 3070 motorizzato con 2 motori fuoribordo Honda da 225hp, ma ricordiamo inoltre lo Shamrock 220 (alternativa più economica solo per traina col vivo) e novità di questa stagione un Riviera 47 fly con 2 da 800hp Caterpillar con 3 persone di equipaggio adatto a rispondere alle persone più esigenti che abbinano alla pesca una crociera di lusso.
La professionalità e la lunga esperienza di Roberto Pizzi come Capitano e di Sandro Onofaro come guida di pesca (ricordiamo che è Capitano Igfa, Guida di pesca federale “FIPSAS” nonché recordman europeo) rende pronto il Team della PalauMare per lavorare con principianti ed esperti allo stesso modo, offrendo loro anche la possibilità di corsi teorico/pratici di perfezionamento.La novità di questa stagione è una tecnica mista tra bolentino, traina e light drifting o jigging. Infatti per accontentare le richieste di molti che volevano provare la traina col vivo ma anche un bolentino leggero, un light drifting a Tanute o un vertical jigging di cui tanto si sente parlare negli ultimi tempi, Sandro ha avuto la brillante idea di fondere queste tecniche in un'unica pescata. Per meglio capire incominciamo col dire che la mattina si troveranno a disposizione le più classiche esche vive per la traina col vivo, fresche e guizzanti nella vasca, quali seppie, sgombri, sugarelli o addirittura calamari.
Fin qui tutto regolare. Si procederà con la scelta di fondali tipici della traina col vivo a dentici o a prai, preferendo fondali misti di roccia e posidonia che finiscono nel fango con profondità che variano tra i 30 ed 60 mt.A questo punto si scandaglierà un po’ con la barca in movimento per cercare le zone di maggior concentrazione di pesce. Una volta individuate marcature interessanti si risalirà lo scarroccio (la componente tra vento e corrente) e si lascerà andare la barca alla deriva, semmai frenandola un po’ con un ancora galleggiante. A questo punto incomincerà la vera azione di pesca . Per prime si caleranno un paio di canne con l’esca viva. Saranno imbobinate con multifibre e saranno calate sul fondo con l’ausilio del piombo guardiano come per la traina anche se la velocità sarà ridottissima (max 0,5 nodi). Le sole differenze con la traina col vivo saranno le piombature più leggere (max 250gr) e i terminali in nylon che saranno di lunghezza molto ridotta, da 25 mt passeranno a 10-12 mt per una più pronta ferrata e soprattutto per evitare frequenti attorcigliamenti vista la poca tensione della lenza dovuta alla bassa velocità.
Impostate in pesca queste canne tutti i componenti di bordo potranno “ingannare l’attesa” praticando un bolentino di fondo, innescando strisce di calamari o sardine per catturare i sempre presenti saraghi, le tanute, i dentici prai, gli scorfani o addirittura qualche pesce san pietro.Alcune volte il bottino ottenuto con questa tecnica supera quello della traina.
Si potrà altresì impostare la pescata a mezz’acqua alla ricerca delle gigantesche e divertentissime tanute che popolano in modo stanziale le secche del nord Sardegna. Sono divertentissime per la forza che oppongono nelle fasi della cattura e ottime se servite fresche in tavola.
Per chi invece non ha intenzione di dedicarsi a queste pesche c’è anche la possibilità di praticare il V.J. trovandosi ovviamente in zone con forte presenza di grossi predatori.
Effettuata una scarrocciata di circa mezzo miglio si ritireranno le attrezzature e si ripeterà lo stesso passaggio in caso di catture, altrimenti si procederà alla ricerca di un’ altro posto dove si registreranno maggiori marcature nell’ecoscandaglio.Possiamo certamente affermare che questo è un tipo di pesca che accontenterà un po’ le diverse esigenze di tutti anche contemporaneamente, da quelle di chi pratica la piccola pesca a bolentino,al light drifting a Tanute, al V.J. senza tralasciare la possibilità di catturare le prede della più usuale traina col vivo.


Per maggiori informazioni contattare la Palaumare (via Fontevecchia n° 80, 07020 Palau - OT) oppure telefonare direttamente al:
Tel. +39.0789.709260
Fax +39.0789.709757
Mob. +39.338.7174863
www.palaumarepesca.it
www.palaumarepesca.it/dove.html

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