
Surf casting pesante a squali sull’isola di Sal
di Simone Bini, foto Bini-Ripamonti-Paolicchi
Dopo sei ore di volo dall’aeroporto di Roma Fiumicino, in compagnia di Roberto Ripamonti e Gionata Paolicchi, giungiamo sull’isola di Sal, nell’arcipelago di Capo Verde.
Prima dell’atterraggio vengono effettuate le prime riprese televisive per “La Grande Collana della Pesca in DVD” edita dalla Casa Editrice Olimpia, immagini aeree effettuate in cabina di pilotaggio con ampia panoramica dell’isola.
Dopo l’atterraggio, veniamo accolti calorosamente dagli amici del charter di pesca Fishing Dream; saliamo a bordo delle jeep, per raggiungere gli appartamenti ed il negozio dove c’è la sede del charter. In fretta partiamo per raggiungere una spiaggia per effettuare la prima sessione di pesca.
A bordo dei quad messi a disposizione dal centro di pesca, effettuiamo un rally tra le dune del deserto, un’esperienza unica, grazie al paesaggio pittoresco che ci circonda.
Arriviamo in cerca di squali sulla spiaggia di Serra Negra, circa 6 km in linea d’aria dal paese, caratterizzata da sabbia bianca e acqua cristallina.
Ubaldo, guida di pesca che opera ormai da sei anni sull’isola, ci documenta sugli strike e sulle prede che possiamo insidiare.
Questa spiaggia è avvolta da scogliere di origine vulcanica che la riparano dai forti venti che soffiano costantemente sull’isola.
Dopo aver scelto le postazioni di pesca, iniziamo a preparare le nostre attrezzature.
Come canna utilizziamo una ripartita e come mulinello lo Shimano Torium 30. Abbiamo poi saputo e vista la taglia degli squali presenti, che da poco in commercio c’è anche la versione 50 lb del Torium, che riteniamo forse ancora più adatta per queste acque.
Dopo aver ascoltato i consigli inerenti le montature da Roberto, che stimo da sempre per le emozioni che con grande professionalità riesce a trasmetterci nei video, inizio a preparare le mie canne prima che il sole ormai rosso si sostituisca alla luna.
Come esca utilizziamo “la cavalla”, un pesce della famiglia degli sgombridi che somiglia molto al sugarello, oppure pesci vivi di medio-piccole dimensioni.
Reperire le esche è estremamente facile; infatti, innescando piccole strisce di filetto di pesce, è possibile catturare ombrine, mormore, saraghi e molte altre specie ittiche locali.
I primi risultati arrivano un’ora prima del culmine di alta marea, quando Roberto inizia a catturare squaletti di piccole dimensioni, successivamente la frizione del mio mulinello impazzisce ed ecco il primo esemplare, uno squalo pinna grigia di piccole dimensioni che dopo una foto ricordo immediatamente rilascio.
Le partenze di questi squaletti sono impressionanti, essendo noi abituati alle lievi abboccate delle mormore e delle orate che spesso flettono leggermente il vettino delle nostre canne.
Quando arrivano in prossimità del bagnasciuga, dobbiamo usufruire del moto ondoso cercando di avvicinare la preda per poi prelevarla prendendola vicino alla pinna caudale, evitando così spiacevoli inconvenienti ed evitando di utilizzare il raffio. Le catture si ripetono continuamente ed il divertimento è assicurato, visto che anche gli esemplari di piccole dimensioni sono molto aggressivi.
Quando inneschiamo il trancio di pesce è importante legare il tutto con filo elastico della Stonfo, evitando così che la nostra esca venga spolpata dal pesce foraggio richiamato dalla sua forte essenza. Indubbiamente le catture effettuate con il pesce vivo sono più numerose, ma anche altri inneschi si sono rivelati ottimi anche su esemplari di dimensioni maggiori.
Le catture si sono ripetute e improvvisamente, dopo aver strappato svariate volte vari diametri di cavo d’acciaio, con quello da 185 lb, sono arrivati squali di pezzature importanti over 50 kg tanto per farvi capire.
La mia canna, improvvisamente, si flette ed il mulinello regala in pochi secondi 150 metri di nylon 0.70 che poco dopo si è rotto a contatto con gli scogli sommersi.
Dopo accurate modifiche imparate da Roberto, arrivano bellissimi strike che, filmati da Gionata, hanno concluso un bellissimo filmato che gli appassionati potranno trovare a breve nelle edicole di tutta Italia. Questo viaggio è stato un’esperienza meravigliosa ed il filmato che a breve sarà presentato spero che possa far vivere ad ognuno di voi le emozioni che queste ricche acque sono riuscite a trasmetterci. Ovviamente… nessuno squalo viene raffiato ed ucciso… tutti i pesci, piccoli o grossi che siano, vengono tirati sulla riva con le mani e rilasciati dopo la foto.
La struttura: il Fishing Dream è un centro di pesca davvero completo e come pochi ne ho visti del mondo per serietà ed efficacia.
Non si fanno giornate di pesca di otto ore precise al minuto, ma non ci si stanca mai di andare a pesca, sempre coadiuvati dal mitico team composto da Carlo, Ubaldo, Matteo, Marco, Jacopo, Michel, Josì, Fernando ed altri che sono sempre davvero super attivi e preparati.
Si può pescare dalla barca, traina, bolentino, vertical, drifting, dalla spiaggia con un surf leggero a saraghi e mormore, o un surf pesante agli squali, oppure dalla roccia, con il Rock Fishing.
Se poi non avete l’attrezzatura idonea, è possibile noleggiarla sull’isola, un ricco negozio di pesca vi potrà fornire di tutto quello di cui avete bisogno.
Il negozio è proprio adiacente la bianca spiaggia, con acqua calda e mare calmo… a riprova del fatto che non è vero che a Capo Verde sia impossibile fare il bagno… ma anzi!
I periodi migliori e con clima meno ventoso (il vento è infatti l’unico pericolo meteorologico che troviamo) è da ottobre a febbraio, ottimi novembre e dicembre.
Il Fishing Dream a breve non sarà più solo sull’isola di Sal ma anche su quella di Boavista.
Un grazie di cuore da parte mia, Gionata Paolicchi e Roberto Ripamonti per tutto quello che hanno fatto nella nostra settimana di permanenza sull’isola.
Altri due articoli su Capo Verde, uno di vertical jigging ed uno di rock fishing andranno online nei prossimi due mesi.
Per info, prezzi, dettagli, telefoni ed altro contattate lo staff di Fishing Dream sui siti:
www.fishingdream.it e a breve online www.fishingdream.eu |
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