
Pesca con la bolognese a Viareggio
di Simone Bini
Pochi giorni fa decido con il mio amico Alessandro di effettuare una battuta di pesca a Viareggio, un luogo molto frequentato dagli appassionati, dove il mare spesso è generoso.
Dopo essersi fermati a prendere le esche dal caccia e pesca Bernardoni a Firenze Certosa, amico da sempre, partiamo per Viareggio, città meravigliosa della Versilia.
Frequento tutto l’anno l’Argentario, ma quando decidiamo di partire all’ultimo momento, veniamo sempre a Viareggio che raggiungiamo da Firenze in circa un’ora.
In questo periodo le condizioni di pesca sono ottimali, in quanto la luna è calante e l’alta marea arriva sempre intorno alle 3 di notte.
Arrivati sul porto di Viareggio, cerchiamo un posto dove potersi sistemare per iniziare la nostra notturna di pesca in cerca delle grosse orate che popolano queste acque portuali.
Decidiamo di utilizzare canne bolognesi da 6 e 7 metri, in quanto il fondale è abbastanza profondo. Come mulinelli Alessandro ha montato un nuovo Maver Monster HM 2000, imbobinato con il filo 0.12 Smart Fluorocarbon.
Io invece rimango fedele al mulinello Mitchell Full Controll 2500 con filo dello 0.12, perché quando andiamo ad utilizzare fili con diametri molto sottili la frizione è l’elemento essenziale per riuscire a prendere anche grosse prede.
Come esca utilizziamo i bigattini; in questo porto per riuscire ad avvicinare i branchi di orate è importante effettuare una pasturazione regolare ma continua.
Come ami utilizziamo i Katana della Maver Art.C222 del 20, un amo molto robusto che difficilmente il pesce riesce a piegare. Consiglio anche gli ami Katana della Maver Art.1110 del 20, sono leggermente più grandi a gambo corto e incurvati.
Come filo utilizziamo lo Smart Fluorocarbon dello 0,10 ed il Riverge fluoro carbon della Colmic di 0.096.
Come galleggianti utilizziamo una serie artigianale da grammi 1 e da 1.50, che hanno una buona galleggiabilità in acqua.
Il questo porto, a differenza di altri, pescando con i bigattini difficilmente mangiano gli sparaglioni e gli altri piccoli pesci grufolatori che spesso disturbano la nostra esca.
Per circa due ore i nostri galleggianti rimangono immobili, quando improvvisamente una bella orata decide di regalare ad Alessandro un appassionante combattimento.
Dopo pochi minuti viene in superficie e dopo poco la salpiamo sulla banchina.
Un’orata di 1.600 gr è la prima preda di rilievo che peschiamo e fiduciosi, continuiamo a pasturare sperando di poter prendere altri esemplari.
Dopo circa mezz’ora, improvvisamente, il mio galleggiante, con un’affondata improvvisa, sparisce e, con un colpo deciso, riesco ad allamare un pesce di buone dimensioni.
La frizione del mio Full Controll sembra impazzita e dopo alcune ripartenze arriva in superficie una bellissima orata che supera 2 Kg.
Importante è sottolineare che la cattura di questo esemplare è avvenuta con il filo 0.096 mm.
In questo periodo a Viareggio si iniziano a prendere bellissime orate; grossi branchi entrano dopo una mareggiata, di solito nei mesi di Maggio e Giugno.
La nostra nottata di pesca prosegue con alcune orate di porzione e molte spigolette di 200 gr. che dopo esser slamate con cura rilasciamo subito.
Durante la notte abbiamo riscosso successo anche utilizzando il granchio vivo e la cozza innescata con una valva che viene gradita dalle orate che spaccano il guscio con i denti ed ingoiano il nostro innesco.
Alle sei di mattina prendo una bellissima spigola con i bigattini di 2,300 gr. la quale dopo pochi minuti emerge e dopo poco viene estratta. Questa notturna di pesca si è conclusa positivamente, il mare della Versilia riesce a regalare ancora belli esemplari;necessario comunque utilizzare finali molto fini perché i pesci sono smaliziati e difficili da catturare.
Mi è dispiaciuto molto vedere un pescatore del posto che ha preso un secchio di spigolette da 100 – 200 gr., tanti piccoli esemplari che sarebbero potuti essere tra qualche anno essere di buone dimensioni.
L’educazione di un pescatore si ripercuote sull’ambiente e sulle popolazioni ittiche ed è importante rilasciare gli esemplari quando sono giovani.
Inoltre dobbiamo ricordarci che i pesci hanno una misura minima per poter essere pescati e, per non incorrere in sanzioni, ogni pescatore è tenuto a documentarsi.
Parlando con un pescatore del posto è emersa la problematica delle molte reti (tramagli, barracuda e sciabiche) irregolari che vengono utilizzate dai privati sull’arenile che va da Viareggio fino a Marina di Massa.
Queste barriere impediscono ai pesci di avvicinarsi alla costa e allo stesso tempo distruggono le popolazioni ittiche anche di piccoli esemplari che rimangono intrappolati nella rete.
Sarebbe opportuno che anche nel mare della Versilia si estendesse il progetto dei blocchi dissuasori contro la pesca a strascico illegale per impedire gli eccessivi prelievi di specie.
Questo progetto, realizzato all’Argentario, sta riscuotendo un notevole successo ed i pescherecci adesso difficilmente si avvicinano di notte alla riva.
A Viareggio è stata una bella nottata di pesca con prede di una pezzatura interessante e io Alessandro ci siamo ripromessi di tornare prossimamente sperando di vivere una nuova emozionante esperienza. |
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