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I barbi della Val Seriana
di Carlo Bergamelli

In piena estate, quando il sole picchia si cerca refrigerio nelle zone più fresche ed ombreggiate… e cosa c’è di meglio se questo refrigerio lo abbiniamo ad una bella pescata magari a poche centinaia di metri da casa???
Bhe… la fortuna in questo caso è dalla mia parte.


Infatti abito a Nembro un paese all’inizio della Val Seriana, dove il fiume Serio offre, oltre alla pesca della trota, anche la pesca a cavedani, vaironi e specialmente barbi, i quali negli ultimi anni si sono riprodotti in un numero tale che pescarli è veramente molto divertente.
Anche per chi abita nell’interland o nelle città confinanti con Bergamo raggiungere questa località è molto semplice e anche abbastanza comodo per il fatto che uscendo dall’autostrada e seguendo le indicazioni per valle Seriana in meno di 15 minuti si arriva a Nembro.

Raggiunto il paese, 50 metri dopo il primo semaforo che si incontra arrivando da Bergamo, c’e Antonio che con il suo negozio di pesca “CARRARA CACCIA E PESCA” è il punto di riferimento dei pescatori locali. Essendo un ottimo pescatore consiglia a chi ne avesse bisogno e specialmente a chi si appresta per la prima volta a pescare in queste zone, le montature, le esche e i luoghi ideali per il tipo di pesca che si desidera fare.
Al ponte vecchio di Nembro infatti inizia il tratto di acqua categoria “B” dove si può pescare con i bigattini. Il Serio, lasciato il territorio del mio paese attraversa il comune di Alzano Lombardo, proponendo lungo il suo corso molte zone ricchissime di pesce.
Ieri pomeriggio liberatomi dagli impegni lavorativi sono passato a casa di fretta e furia a prendere la mia Maver Legend 145 da 6 mt e la borsa sempre pronta con tutto il necessario.
Il tempo di caricare la macchina e “Paulinio” in realtà Paolo, il più piccolo dei miei figli che compie 4 anni a fine settembre (così chiamato dai suoi fratelli di 10 e 13 anni, i quali maniaci di calcio vedono in lui, dal movimento ondulante del culetto quando gioca a palla, un ispirazione al calcio brasiliano) è lì ad aspettarmi, memore della promessa della notte precedente che se dormiva nel proprio letto lo portavo a pesca con me.
Tre minuti di macchina e siamo nei pressi del “tiro a segno” dove parcheggio e guadagno il fiume in un punto dove alcuni massi rompono la corrente.

Subito una manciata di bigattini finiscono in testa alla lama… è meglio scaldarli questi barbi….
Sguainata la canna di Paolo, una 4 mt da laghetto armata di mini mulinello con galleggiante da 1 gr e amo del 20, innesco un bigattino puntandolo solo per la coda e gliela passo.
Nemmeno il tempo di togliere il puntale dalla mia “papà uno” un vairone penzola dalla sua lenza slamo e gli restituisco la montatura con nuovo bigattino ma il replay è istantaneo, “bravo” ma con questo ritmo io quando pesco??
Meglio non cambiargli il bigattino… e infatti la terza cattura si è fatta attendere almeno fino a quando anche la mia attrezzatura era pronta.
Galleggiante da tre grammi con asta lunga e forma a pera rovesciata per pescare in trattenuta perché il barbo è lazzarone e un boccone comodo lo attira particolarmente.
Come piombatura una coroncina di pallini lunga 25 cm più concentrata verso l’amo un Katana 1090 del n°16 montato su 30 cm di Smart EXEL dello 0.12 e interfacciato alla lenza madre di Smart X-LINE del 14 con una girella doppia.
L’innesco è formato da 2 o 3 cagnotti, uno calzato e il resto a penzoloni.
Importante è anche la colorazione dell’esca, il barbo è curioso e ho notato che il bigattino giallo miscelato con il rosso e/o con il bianco ha un qualcosa in più… almeno per i barbi “Seriani”.
Una pasturazione frequente e mirata ci consente di allineare i pesci sulla traiettoria ideale per la nostra passata. L’azione di pesca deve essere tale da accompagnare l’esca radente il fondo con il filo sempre in tensione rallentando la velocità del galleggiante.

Mantenendo l’archetto del mulinello aperto si fa una minima pressione con il dito indice della mano che regge la canna sul bordo superiore della bobina rallentando lo scorrere del filo alla velocità desiderata e al momento dell’abboccata si aumenta la pressione del dito bloccando il filo e si ferra immediatamente per poi solo successivamente chiudere l’archetto e iniziare la fase di recupero.
Paolo queste affinità non le ha ancora recepite ovviamente, ma le catture abbondano anche sulla sua mini canna e si alternano fra vaironi e barbetti al massimo di 20 cm.
Quando al mio amo c’è attaccato un esemplare degno di nota, accorcio un pezzo la canna e gliela passo e allora si che la lotta si fa interessante e spettacolare.
Capita a volte che un grosso esemplare si slami e durante la fuga metta scompiglio nel branco che si spaventa sparpagliandosi. In questi casi servono a volte anche 10/15 minuti prima di riuscire a ricomporlo e insidiare gli esemplari migliori.
Sembrava di aver appena iniziato a pescare ma lo squillo del telefonino ci avvisava che si erano fatte le 20 e la cena era pronta. Mentre chiudo le canne Paolo libera il pescato esclamando ad ogni pesce che esce dal retino. Oltre ai barbi e ai vaironi, abbiamo pescato anche due cavedani sui 30 cm. e una trota fario di 25 cm.
Come in tutte le discipline alieutiche anche la pesca al barbo sul Serio conosce le giornate negative, ma è molto difficile trovare la giornata dove non abbocca nulla.
L’altra settimana ero solo a pescare sul fiume e catturavo solo barbetti piccoli, ma notavo che sul fine lama l’attività era in pieno fervore. Stavo pasturando con cagnotti che mi erano avanzati qualche giorno prima ed alcuni si erano trasformati in caster.

Spostandomi sul lato opposto del fiume ho visto che un gruppo di grossi cavedani facevano banchetto appunto con i caster che galleggiavano .
Montato un galleggiante da 0,5gr piombato appena sotto e con 1 mt di finale dello 0,8 amo del 22 ed un bigattino appena puntato in centro, ho lanciato qualche metro a monte dei cavedani accompagnando con una fiondata di 7 o 8 bigattini.

Appena arrivato vicino al branco il galleggiantino è schizzato sott’acqua ad alta velocità… ma la ferrata è andata a vuoto. Ripeto tutto come prima con la differenza che questa volta non guardo il galleggiante ma guardo il bigattino… ed infatti come un grosso cavedano chiude la bocca sull’amo… strike… la ferrata immediata va a buon fine ed inizia la lotta che a dir la verità mi delude un po’ perché in meno di un minuto mi trovo a riva un cavedano di oltre 1,5 kg … un barbo di quel peso mi avrebbe fatto sudare molto di più.
Questo racconto non deve farvi pensare che “invecchiando” le mie poche cellule celebrali si stiano modificando… la trota resta sempre la preda a me più cara.

 

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