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Meglio corona o spirale???
di Carlo Bergamelli - www.maver.net

Come passa il tempo… mi sembra ieri che stavo riponendo le canne e le varie attrezzature nell’armadio per la pausa invernale e mi ritrovo qui a visionare le varie attrezzature in vista dell’imminente apertura.
Beh si, sono un fedelissimo della pesca alla trota di fiume e durante il periodo di chiusura ho altri hobby che mi impegnano a tal punto che le uniche occasioni che ho per pescare è quando testo i materiali per la Maver.
Quando però arriva questo periodo e inizio a posizionare sul banco le varie montature, piombi, fili, ami e via dicendo il sangue inizia a rarefarsi e circolare velocemente nelle vene, la passione è una “cosa” incontrollabile e dopo un lungo periodo di digiuno, quando compare, ha proporzioni ben più rimarcate.
Credo che se durante l’inverno continuassi a pescare, non vivrei così intensamente questo periodo di preparazione e tanto meno l’inizio della pesca alla trota. Il tempo quest’anno è alquanto anomalo, non si capisce cosa ci potrà aspettare nei prossimi giorni e dunque le nostre classiche montature “delicate” per la classica apertura gelida, con poca acqua, dovranno essere affiancate da sorelle ben più “cicciotelle”. La temperatura dell’aria e specialmente dell’acqua superiore alla norma non fa altro che anticipare il risveglio nelle trote di quella frenesia classica della primavera. Bando alle ciance vediamo di parlare un po’ di cose concrete.
Guardando le montature superstiti dell’anno scorso mi accorgo che le corone occupano sempre più un posto di riguardo nel mio paniere e per uno come me che sono sempre stato un predicatore “pro spirale” non è una cosa normale. Vediamo invece perché anche io faccio un uso sempre più frequente di corone.
Uno dei motivi primari è che purtroppo in alcuni torrenti d'acqua ce n’è sempre meno e con poca acqua una coroncina, se si riesce a pescare sottocanna, è molto più indicata di piombature concentrate.

Sondare tutte le schiumette ed i vari ripari dove si presume si possa nascondere qualche bella trota, utilizzando la corona, aiuta a far arrivare l’esca fin dentro la tana e proprio per questa sua morbidezza nella parte finale, riesce ad essere trasportata dalla corrente, da giri d’acqua e seguire una traiettoria più naturale di quella che si riesce a far fare con un piombo tozzo. Altro pregio della corona, avendo il peso distribuito su una lunghezza considerevole, è che se durante l’abboccata la trota trascina con se il piombo, se questo è concentrato è più facile che ci “senta” e sputi il boccone prima che arrivi la ferrata.
La corona dà il massimo di sé se utilizzata a portata di canna, non è adatta per lanciare.
Ha una maggiore propensione all’incaglio per i numerosi pallini di cui è formata e se si sbaglia a ferrare o si stacca improvvisamente da un piccolo incaglio si rischia di attorcigliarla alla canna. Anche nell’azione di risalita del torrente se non si tiene fra le mani, con i sobbalzi della canna può attorcigliarsi su se stessa.
La sua lunghezza può essere ingombrante a tal punto da non riuscire a pescare in certi luoghi dove rami o altri ostacoli a filo dell’acqua impediscono di raggiungere l’eventuale tana.
Altro “difetto” può essere dato dal fatto che costruire le corone ci vuole un certo impegno, di solito è materiale che si prepara a casa e richiede anche un tempo non sempre breve.
Di corone ne possono esistere di svariate forme, dimensioni e peso.
La prima corona nata qualche decennio fa in quel di Cuneo dall’estro del Sig. Bernardino Cesano, era formata da una serie di pallini distribuiti alla stessa distanza di 6 cm. uno dall’altro. Una lenza così concepita si presta per passate in buche poco profonde e in correnti moderate. Questa forma col tempo è stata però modificata.
Ora si usa quasi esclusivamente disporre i pallini a scalare concentrandoli di più in basso e salendo aumentando progressivamente la distanza fra di loro arrivando anche ad una lunghezza totale della corona di 110/120 cm.
Più il diametro dei pallini utilizzati è grosso, più il peso è concentrato verso l’amo e più la corona sarà indicata per sondare correnti e giri d’acqua di una certa rilevanza e a trattenere l’esca il più vicino al fondo limitando il rischio che questa si alzi.
Per questo tipo di lenza la canna che sta andando per la maggiore, è la 10mt. con almeno 5 pezzi interbloccati. Negli ultimi anni la tecnologia a fatto passi da gigante e oggi un buon attrezzo di queste dimensioni è leggero e maneggevole, permettendoci di arrivare a pescare sottocanna senza avvicinarci troppo alle sospettose trote, o pescare sulla riva opposta non sempre raggiungibile con canne più corte.
Il mulinello dovrà essere a bobina larga o in alternativa si può impiegare anche il recuperino.
In bobina come filo metteremo un buon 0.20- 0.22, un segnafilo e un moschettone.
La corona sarà equipaggiata da una girella doppia o tripla “rolling” nella parte bassa e una asola o una girella semplice nella parte alta da applicare al moschettone sulla lenza madre. Il finale di 25/30 cm può variare dallo 0.18 allo 0.12 con ami dal 6 al 10 a secondo delle condizioni dell’acqua e dell’esca. Ultimo particolare è il diametro del filo per la costruzione della corona. Anche in questo caso deve essere proporzionato alla misura dei pallini. Con pallini piccoli dovremmo usare fili sottili 0.14/0.16 per non compromettere la morbidezza, mentre per pallini del 3.75/4 potremo usare tranquillamente dello 0.20.

Mi dimenticavo, occhio al piombo con non sia troppo morbido, altrimenti alle prime vibrazioni e attriti i pallini si muovono e che non sia troppo duro altrimenti schiacciandolo sul filo si compromette la resistenza dello stesso. L’azione di pesca con la corona è quasi sempre sviluppata sotto canna, la quale, parallela all’acqua regge la montatura accompagnandola con movimenti longitudinali e perpendicolari per seguire la conformazione del torrente. In fiumi più larghi si può pescare ad una certa distanza appoggiando la corona a pendolo controllandola con canna alta.

Come costruire una corona
a. prendere una tavola di legno lunga 110 cm. e alle due estremità fissare due chiodi. Ad un chiodo applicare un gancio, all’altro una molla.
b. tagliare un pezzo di filo, dove precedentemente si è applicato un girella tripla e fatto un’asola sul capo opposto, lungo due o tre cm meno della distanza gancio/molla e fissare la girella al gancio e l’asola alla molla.
c. applicare all’asta un metro o segnare su di essa la posizione dei pallini.
d. fissare i pallini con una pinzetta a becchi lunghi seguendo la sequenza indicata.
Così facendo avrete sempre corone identiche.

La mia corona
1 - 1 - 1.3 - 1.7 - 2.4 - 3 - 3.5 - 3.8 - 4.2 - 5 - 5.5 - 6 - 6.5 - 7 - 7.5 - 8 - 8.5 - 9 - 9.5
DISTANZA IN CENTIMETRI DA UN PIOMBINO ALL’ALTRO ( DAL CENTRO DEL PIOMBO )

Con 20 pallini del
N° 4.00 il peso è di gr. 7.4
N° 3.75   gr. 5.76
N° 3.5   gr. 4.84
N° 3.25   gr. 3.88
N° 3.00   gr. 3.24

Analizzata la corona vediamo di fare la stessa cosa per la spirale.
La spirale
Questo tipo di piombo è a mio parere il più polivalente e pratico in assoluto fra tutti i tipi di piombature usate nella pesca alla trota sia in fiume che in torrente.
Le sue caratteristiche fanno si che si presti a qualsiasi tipo di fiume e torrente, stretto o largo, con poca o tanta acqua. E’ indicato per chi usa canne corte in piccoli torrenti. Con spiraline da 2/3gr si lancia sottocanna riuscendo a raggiungere postazioni restando ad una distanza di sicurezza. Su fiumi grandi con buona portata d’acqua si possono usare anche spirali da 10/12gr riuscendo a mantenere l’esca sul fondo anche sotto correnti veloci.
Le migliori condizioni per cui la spirale, secondo un mio umile parere, dà il massimo, è quando riusciamo a pescare con grammature dai 3 ai 5 gr. su fiumi di media/bassa valle, larghi dai 10/15 ai 30/40 mt con caratteristiche discontinue, dalle lame a corrente moderata, dai sassi rompi corrente, dalle buche con acqua alta, dalle briglie e via dicendo… In questi casi l’azione deve essere la seguente: si lancia a monte lasciando trasportare dalla corrente la spirale che rotola o scivola sul fondo, facendo attenzione di mantenere sempre il filo in tensione recuperandolo alla stessa velocità della corrente, evitando di lasciarlo troppo molle o di recuperarlo troppo veloce. Il ticchettio del piombo che picchia nei sassi ci indica che la velocità di recupero è quella giusta. Filo fermo o “muto” vuol dire che dobbiamo velocizzare o rallentare l’azione aiutandoci col movimento della canna.

La canna dovrà essere di 6/8 mt con un paio di interblocchi nella 8mt, ed avere un’azione media, non parabolica ma più verso la parte alta.
Il mulinello più indicato è a bobina larga, caricato con un monofilo di buona qualità 0,18/0,20, il quale deve avere una colorazione non troppo neutra, per riuscire a identificare la posizione della lenza anche quando la distanza è notevole o il segnafilo è sommerso.


Sotto il segnafilo abbiamo due possibilità:
a)girella con moschettone, per poi applicare montature già preparate
b)spirale 3/6 gr girella tripla con o senza moschettone
Nel primo caso prepariamo uno spezzone di filo con diametro di una misura inferiore alla lenza madre e di 10/20 cm più lungo del finale, il quale sarà fatto con del 0.14/0.16 e lungo 50/70cm con ami del 5/8. Così facendo abbiamo buone possibilità, a seguito di un incaglio, di rompere lo spezzone di filo più sottile, salvando la lenza madre con segnafilo e moschettone e velocizzando il ritorno in pesca. Nel secondo caso dovemmo solo attaccare il finale, con il rischio che, se si incaglia la spirale ad una certa distanza, ci sono buone possibilità che si rompa il filo in canna.
Le spirali si trovano facilmente nei negozi di articoli di pesca, ma se volete potete costruirle a casa.

Come costruire una spirale
per spirali fino 5 gr. filo di piombo del diametro di 1.25 mm., per spirali più pesanti aumentare il diametro.
a. tagliare il filo di piombo della lunghezza calcolata per coincidere col peso desiderato.
b. avvolgere lo stesso su un’anima di acciaio di 1mm. (io uso un avvitatore elettrico fissato in una morsa).
c. togliere il filo d’acciaio dall’avvitatore e rullare con un piatto di ferro per rendere la spirale più compatta
d. così la spirale sarebbe pronta, io di solito la ricopro con del termorestringente trasparente per renderla più compatta ed evitare che si deformi durante eventuali incagli.

FILO PIOMBO DIAMETRO
1 mm. - 1gr. = 10.5 cm.
1.25 mm. - 1gr.= 7.2 cm.
1.5 mm. - 1gr. = 5 cm.
1.75 mm. - 1gr = 4 cm.


Il tipo di montatura utilizzata è molto importante… è però più importante sapere cosa bisogna far fare all’esca e questo risultato un pescatore lo può raggiungere con la corona, con la spirale o chissà con quale altro tipo di montatura.



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