
Luccio e Sandra: giochiamo d'anticipo
di Roberto Granata
Sebbene i due predatori in questione non disdegnino affatto di attaccare i nostri artificiali anche in altre stagioni, estate compresa (lo zander soprattutto col buio), è innegabile che quando l’autunno, e successivamente l’inverno, si avvicinano, molti spinningofili comincino a “pensare” di più alla loro ricerca. Soprattutto il perca, visto il suo incremento, anche notevole, in parecchie acque negli ultimi anni, può essere visto come il “nuovo” sogno invernale dello spinning, specie dove il luccio ha subito una preoccupante rarefazione.
Ma io vorrei consigliarvi, sia che miriate all’uno od all’altro predatore (o meglio ancora ad entrambi), di giocare d’anticipo, ossia di dare il via alle ostilità, qualora non l’abbiate già fatto (o non le abbiate mai cessate, come me), molto prima che le brume autunnali od i rigori invernali si facciano sentire. Settembre è un mese fantastico per la pesca a spinning ma, vuoi perché la caccia al black è ancora in pieno svolgimento, vuoi perché anche cavedani e persici possono fare follie, spesso si finisce per darsi prevalentemente alla loro ricerca, rimandando più avanti nella stagione quella, appunto, di lucci e sandre. Vediamo subito, invece, come cercare di condurre a riva questi due bellissimi predatori nel periodo di fine estate ed inizio autunno.
Luccio
Dopo un periodo estivo a volte generoso di sorprese “inaspettate”, soprattutto riguardo ai luoghi ed agli orari di ricerca, il luccio settembrino mette, per così dire, “la testa a posto”, riprendendo i comportamenti più tipici della razza. In presenza di qualche piena, e spesso anche solo di qualche aumento di livello, tende a portarsi già verso gli invasi delle briglie, dove potrebbe mantenersi fino alla primavera seguente, a riproduzione terminata.
Oltre ai suddetti invasi, saranno da non tralasciare i tratti nelle loro vicinanze, sia soprastanti che sottostanti. Si potrebbe infatti essere tentati dal preferire l’ultimo tratto a valle delle briglie, pensando di trovare qualche esemplare in procinto di risalire nelle medesime. Il ragionamento non fa una grinza, ma non per questo dobbiamo tralasciare il tratto a monte. Oltre al fatto che quest’ultimo è di norma più profondo, a corrente più lenta e con altre caratteristiche idonee alla presenza dell’esocide, fattori comunque importanti, v’è poi da dire che non poche volte il luccio compie anche il percorso inverso, aspettando qualche piena od un’apertura piuttosto “importante” delle briglie per discendere nell’invaso sottostante. In alcune rogge che frequento assiduamente, ho potuto proprio verificare che la “migrazione” verso l’invaso avviene sia da monte che da valle e, quindi, nel periodo in oggetto può essere opportuno concentrarci sia nell’invaso che, soprattutto, nei tratti limitrofi.
Tutto ciò in presenza di una stagione dai contorni “classici”, mentre in caso di un Settembre-Ottobre che non è altro che un prolungamento dell’estate, come spesso avviene in questi ultimi anni, chiaramente le nostre “strategie estive” saranno da preferire fino a quando le temperature dell’acqua cominceranno a subire un certo calo. 
E negli altri ambienti? Nei laghi, dopo un’estate rovente che “relega” i lucci, specie di una certa taglia, verso profondità dove le acque mantengono temperature vivibili, ma dove i problemi di pesca sono maggiori (la profondità stessa, gli orari, il necessario uso di un’imbarcazione, eccetera), il periodo in oggetto può “riportare” gli esocidi più verso riva, concedendo maggiori chances anche a chi pesca da terra, ma soprattutto, determinando una certa “frenesia” nel nostro amico esox, che si traduce spesso in attacchi, anche molto decisi, ai nostri artificiali.
Nei grandi fiumi il discorso, per certi versi, non cambia di molto.
Dopo un periodo che poteva relegarli in ben determinati spot, ora i lucci si possono portare in acque più calme (dove col gran caldo l’ossigenazione diventava precedentemente un problema) e meno profonde (dove in precedenza le temperature erano troppo alte), alias verso riva, amplificando, anche in questi ambienti, le nostre possibilità. E gli artificiali? Secondo me i rotanti e gli spinnerbait mantengono ancora qualche vantaggio rispetto agli artificiali a forma di pesce, almeno fino all’autunno avanzato. Questa come scelta in generale, perché è ovvio che, capitando giornate “da minnow” in base ad altri parametri, che ora non posso descrivere, ma che avrete sicuramente letto in passato, sarebbe sciocco non adeguarsi.
Lucioperca
Pesce poco amante della luce, faceva sì che le sue occasioni di cattura prettamente estive si riducessero alle ore crepuscolari e notturne. Ci sono senz’altro eccezioni a quanto detto, ma sono frutto di particolari situazioni ed ambienti, per cui ora ci svierebbero dal discorso. Resta il fatto che però, cominciando ad accorciarsi un poco le giornate ed allentandosi un poco la morsa del caldo, il nostro zander diventa sicuramente insidiabile con maggior profitto ed in un lasso di orari un poco più ampio.
Quanto detto, soprattutto, “risveglia” poi i suoi istinti un po’ sopiti in precedenza ed, oltre a renderlo più propenso all’attacco, fa sì che il perca aggredisca a volte i nostri artificiali in modo un po’ più “deciso” rispetto alle snervanti tocche alle quali ci abitua in altri periodi, in primis l’inverno.
Tutto ciò consiglia: possiamo insidiarlo con buone probabilità di successo anche un poco dopo l’alba e prima del tramonto, senza aspettare la completa, o quasi, oscurità. Inoltre le sorprese durante le ore di luce si fanno meno infrequenti.
Anche per lui, come per il luccio, non perdete le occasioni che si presentano sul finire di un’eventuale piena. Nonostante i suoi attacchi a volte più decisi in questo periodo, consiglio comunque il massimo contatto con l’artificiale, in quanto capitano anche giornate dove si diverte a fare “come suo solito”, o quasi.
Un attacco deciso, parlando di altri predatori, è spesso portato anche a fondo, perdonando una ferrata in ritardo (che per il black è addirittura meglio) o mancante del tutto ma, parlando di perca, anche un attacco deciso e/o portato più a fondo necessita di una prontissima ferrata, perché questo percide ha comunque la tendenza a risputare velocemente l’esca. Anche il suo apparato boccale molto duro da bucare consiglia sempre una ferrata energica ma, soprattutto, fulminea.
Per finire, vi raccomando quindi di non aspettare il periodo autunno-invernale, pur se valido, ma di mettervi all’opera in anticipo. Se luccio e sandra sono sul piede di guerra, non vorrete essere da meno? |
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