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Surf alle mormore
di Daniele Ussi

In questo periodo sempre più persone affollano le spiagge lungo il litorale apuo-versiliesi, aspettando con ansia l'arrivo delle mormore, che iniziano ad avvicinarsi a riva e a riunirsi in branchi, nel periodo che precede la riproduzione. Così sfruttando una bella e mite serata primaverile, assieme alla mia ragazza siamo andati a vedere se finalmente le mormore fossero arrivate, così canne in spalla ci siamo diretti in spiaggia, qui a Marina Di Massa il litorale e cosparso di secche e canali, proprio per questo abbiamo deciso di portare delle canne con azioni diverse per migliorar l'azione di ricerca:Una canna rapida come la Side cast dell'Iruka prodotta dall'Italcanna che grazieal suo range di potenza 60-150 grammi al diametrodell'impugnatura e al peso contenuti e una struttura del calcio che migliora notevolmente le performance di pesca sia sul profilo del lancio che dell'azione di pesca, la rendono un attrezzo ideale per affrontare questi litorali, e due canne più potenti come le Old Black prodotte dall'Italcanna in collaborazione col nostro caro amico Cristiano Biasci; perché in questo periodo possiamo effettuare catture partendo da pochi metri da riva, proprio sullo scalino di battigia; a molti metri di distanza.
Nelle canne leggere abbiamo montato dei calamenti con tre braccioli leggeri, dello 0,16 con degli ami ad del 9 della serie 4444BLNR, lunghi 70 centimetri l'uno innescati ad arenicola, usando come zavorra un piombo terminale da 75 grammi, abbiamo iniziato a scandagliare le prime fasce a pochi metri da riva.

Il sole sta tramontando, diamo una controllata alle esce, vista la presenza di granchi che non rinunciano a pulirci gli ami, e giù nuovamente le canne; il sole tramonta ed ecco che iniziano le prime avvisaglie dell'arrivo dei pesci, i granchi calano vistosamente e le nostre esche riescono a stare in pesca. Dopo poco ecco la prima abboccata, l'attrezzatura leggera ci regala ogni vibrazione, e con sorpresa scopriamo di aver iniziato col piede giusto, infatti esce dall'acqua una “coppiola” di mormore, anche se non molto grandi sicuramente un buon segno; liberiamo con il massimo della cautela le nostre prede e decidiamo di cercare delle prede di taglia più bella nella fascia dai 50 ai 70 metri da riva, aumentiamo la grammatura sino a 125 grammi e cambiamo calamenti, ora utilizziamo tre braccioli da 50 centimetri dello 0,20 di diametro con i soliti ami del 7, in questo modo i nostri calamenti hanno un azione autoferrante, grazie alla lunghezza contenuta dei braccioli e al peso del piombo.

Su questa fascia, troviamo subito ciò che stavamo cercando, infatti dopo poco ecco Soledad che cattura una discreta mormora, il che fa aumentare la nostra frenesia, perchè questo pesce solitamente è gregario e si sposta in branchi spesso molto numerosi, proprio per questo bisogna svolgere un azione di pesca molto veloce e precisa cercando di ridurre i tempi d'innesco , magari preparandoci dei terminali già innescati e cercando di rilanciare subito l'esca il più vicino possibile a dove abbiamo effettuato la nostra precedente cattura, infatti non appena Soledad, rimette in pesca una delle sue canne ecco subito l'altra che segnala vistosamente l'abboccata di un altra preda, l'azione di recupero dev'essere abbastanza veloce e decisa, per ottimizzare i tempi, ma senza esagerare per evitare accidentali slamate.
Mentre lei si dà da fare sul branco trovato in una buca di fronte a lei, io provo a scandagliare un leggero canale tra due piccole secche, i detriti sul fondo mi obbligano dopo vari lanci, a ricorrere all'utilizzo dei galleggiantini per sollevare di qualche centimetro l'esca dal fondo e per donargli più mobilità.

Ecco finalmente, dopo un pò di calma, anche le mie canne iniziano a darmi "segni di vita", il cimino mi segnala una spiombata, classico nel caso delle mormore, che quando trovano una zona di pascolo, anche se allamate continuano a rovistare sul fondo in cerca di cosa da mangiare, senza spostarsi così facendo, non avremmo una toccata normale, ma il cimino della canna si addrizzerà senza dare altri segnali particolari, capita così, se non si sta particolarmente attenti, di aver il pesce attaccato all'amo senza rendercene conto.

Inizio il recupero e finalmente salpo una mormora di buona taglia, che non ha resistito al nostro innesco di arenicola mossa da un galleggiantino rosso. La serata continua nel modo migliore fra diverse catture, segno inequivocabile che grazie alle variazioni climatiche degli ultimi anni la stagione buona per catturare le mormore inizia sempre prima, infatti sin da aprile chiunque voglia passare una bella serata a pesca con diverse catture e nella piena tranquillità può recarsi sulle bellissime spiagge di Marina di Massa senza rimaner deluso.
Per info sui luoghi potete chiamarmi in negozio al numero: 058.5242857
www.cacciaepescatognini.it

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