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La tecnologia del terzo millennio: la Nanotecnologia
Articolo tratto dalle riviste Pescare ed Il Pescatore d’Acqua dolce - www.edolimpia.it
Per gentile concessione dell’Editore.



Alla scoperta del Nanolith, il nuovo ed esclusivo brevetto Reglass Made in Italy.


Siamo andati a far visita alla Reglass di Minerbio (BO), che da quasi quarant’anni è leader nel settore delle canne da pesca.
Per noi pescatori la Reglass è un po’ come la mecca della produzione delle migliori roubaisienne al mondo, non a caso infatti, una delle loro canne è stata esposta a New York al Museo della Tecnologia e della Scienza.
Due anni fa eravamo andati ad intervistare l’Amministratore della Reglass, Luca Pirazzini ed il suo staff per presentare il brevetto Sun Core, una novità che portò buoni risultati nel settore, ma oggi, Pirazzini ed il suo staff di ingegneri, tecnici e scienziati ci presentano non solo un nuovo brevetto, ma una nuova tecnologia, il futuro della tecnologia mondiale: la nanotecnologia con i suoi nanomateriali, le nanoparticelle e quindi il Nanolith.

Ma cos’è il Nanolith
“il Nanolith è una particolare molecola che conferisce al materiale composito grandi doti di resistenza e soprattutto di smorzamento delle vibrazioni.
Le Molecole del Nanolith hanno dimensioni di pochi nanometri, per la precisione sono ben mille volte più piccole del singolo filamento di carbonio che ha diametro di cinque micron. Queste particelle, data la loro misura estremamente ridotta, possono facilmente intercalarsi tra i filamenti di carbonio e la resina epossidica, garantendo quindi un miglioramento delle caratteristiche meccaniche generali dell’intero materiale. Tramite, infatti queste nuove particelle in grado di legarsi chimicamente a livello atomico e molecolare tra le fibre di carbonio e la matrice epossidica.

"Tutto questo discorso a molti pescatori potrà sembrare arabo, ma a molti altri invece no, visto che in pochi mesi dall’uscita sul mercato dei prodotti con particelle Nanolith, il successo di vendite è andato al di la di ogni più rosea previsione. “Un boom di vendite incredibile” ci conferma Luca Pirazzini “nemmeno noi ci aspettavamo questo successo, sono tre anni che stiamo lavorando e testando le Nanotecnologie, migliaia e migliaia di prove, crash test in laboratorio e sul campo e solo dall’ottobre 2006 abbiamo messo sul mercato i primi prodotti con la garanzia di avere canne da pesca di ottima qualità. Infatti il test sulle roubaisienne pubblicato dalla rivista francese “Declic Pèche” in gennaio, ci dice che le migliori canne sul mercato, sono proprio quelle che escono dalla nostra Fabbrica, infatti i migliori risultati sono stati ottenuti dalle canne dei distributori che riportavano il marchio di produzione Reglass. Siamo riusciti a migliorare il prodotto del 20% rispetto ai modelli del 2006, pur mantenendo lo stesso prezzo sul mercato. E’ stato difficile applicare con successo la Nanotecnologia al carbonio ed alle nappe di carbonio (sono fogli di fibra unidirezionale impregnata di resina epossidica che noi, unici fra i produttori di canne, impregniamo al nostro interno), si avevano risultati discordanti, bastavano piccoli cambiamenti, per passare da un miglioramento ad un peggioramento del prodotto, nell’ordine addirittura del 50%. Questo ci ha fatto capire che solo un’approfondita e metodica ricerca poteva permetterci di arrivare a risultati di successo. Questa non è quindi una tecnologia adatta ad essere prodotta nei paesi a basso costo di manodopera vista la necessità di un processo estremamente controllato. Nel mondo, da una indagine fatta, siamo stati i primi ad utilizzare con successo le Nanoparticelle applicate a canne da pesca e questo ci inorgoglisce. Stiamo infatti effettuando questi test sulle nanoparticelle anche in collaborazione con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ed altri Istituti universitari, questo per far capire il livello di tecnologia sulla quale ci stiamo muovendo”.

Parlano gli ingegneri
Luca Pirazzini per accogliere oggi noi di Editoriale Olimpia, ha praticamente “paralizzato” il Centro Ricerche aziendale, mettendoci a disposizione per questa intervista praticamente tutto lo staff di ricerca e sviluppo della Reglass: da Alessandro Barigelli, a Dario Comand, Lorenzo Lipparini, Matteo Carlucci, uno staff di ingegneri, tecnici e scienziati di fama mondiale ed allora proviamo a chiedere agli esperti, qualcosa di più di questa nuova Nanotecnologia. Una premessa però è dovuta: proprio in questi mesi, sia Piero Angela all’interno di Quark su RAI UNO, sia Beppe Grillo all’interno del suo spettacolo, hanno parlato di Nanotecnologia, Nanotubi, Nanoparticelle ecc, dicendo appunto che questa sarà la tecnologia del futuro e grazie proprio a questa nuova scienza, si apriranno orizzonti fino a poco fa considerati fantascienza. Il Dott. Lorenzo Lipparini ci spiega che lo studio è iniziato sulle fibre, sui sistemi resinosi, da lì siamo poi passati, ci dice il Dott. Alessandro Barigelli, a come poter migliorare le prestazioni delle canne da pesca. “La nostra ricerca in questi anni è sempre stata indirizzata ad ottenere prodotti sempre più leggeri, robusti, insomma, performanti, senza ovviamente caricare troppo i costi al pubblico per non andare per così dire “fuori mercato” con i prezzi, ci siamo concentrati quindi sulla roubaisienne, che rappresenta fra le canne, per peso, dimensioni e rigidezze, un banco prova ideale nella ricerca sui materiali più sofisticati (Reglass lavora anche in settori extra pesca vedi ad esempio il sito www.reglass.it e il sito www.maverx.it).
Eravamo ormai arrivati ad una fase di stallo, riuscire a migliorare le prestazioni anno in anno era ormai diventato difficile e troppo costoso ed avevamo chiesto al carbonio tutto quello che potevamo chiedere con le vecchie tecnologie. Prima si usava come unità di misura il micron, un millesimo di millimetro, oggi si lavora in Nanometri, cioè un milionesimo di millimetro, quindi si lavora con particelle 1000 volte più piccole delle precedenti.” Interviene su questo punto l’Ing. Dario Comand “passando a una scala così piccola, abbiamo trovato problemi inaspettati che in scale più grandi sono trascurabili, come ad esempio riuscire a vincere l’effetto delle forze di interazione fra le molecole, ed è stato estremamente difficile e complesso risolvere nel modo giusto tutti questi elementi, si pensi che un nanometro è solamente dieci volte più grosso di un atomo”.

Che cosa ha portato quindi la Nanotecnologia applicata alle canne da pesca?
Risponde ancora Barigelli: “Queste piccolissime nanoparticelle si vanno a collocare tra le varie molecole delle resine che sono invece macromolecole, queste più piccole, incuneandosi in mezzo apportano dei miglioramenti anche ai legami della resina stessa. Si hanno quindi prodotti con le stesse caratteristiche di bilanciatura, rigidità ecc, ma si utilizza meno materia prima, quindi meno materiali, significa canne più leggere, più rigide e più pronte, ma al tempo stesso più robuste grazie a questi legami che instaurano le nanoparticelle. Siamo riusciti infatti a non aumentare il prezzo delle canne, proprio perché grazie al Nanolith, si può valorizzare meglio il carbonio, carbonio che in pochi anni è aumentato sul mercato di ben 50%-60%.
Gli studi fondamentali sono andati subito nella direzione di avere una canna più rigida, più pronta più veloce, più leggera e più bilanciata: la propagazione dell’energia, la velocità di risposta quindi la ferrata sul pesce più pronta, sono l’aspetto davvero fondamentale per la pesca e l’agonismo; avere una ferrata più pronta, vuol dire prendere quel pesce in più che permette alla fine di fare la differenza. Abbiamo ovviamente abbinato il Nanolith non solo alle roubaisienne ma anche alle canne bolognesi, alle fisse, allo spinning, al carpfishing, insomma, a tutte le canne che noi produciamo.”
Proprio mentre Barigelli ci dice questa cosa, ci tira fuori un blank di una canna da spinning in Nanolith e Sun Core e ci mostra cosa riesce a fare: la vetta della canna è stata piegata a “esse” senza romperla, cosa impossibile, con un normale materiale in alto modulo o carbonio, si sarebbe sicuramente rotta, di solito le “esse” alle vette si riescono a fare su materiali in fibra di vetro e basta. Per concludere: per essere sicuri che la canna che si sta comprando è Made in Italy e Made in Reglass, basta leggere sulla canna stessa, visto che tutte sono serigrafate con la scritta “Made in Reglass”. Reglass costruisce per i marchi Maver, Milo e Trabucco, ovviamente queste tre Aziende non hanno solo canne Reglass, ma anche canne d’importazione, ma la differenza si vede sempre dalla presenza o meno del marchio Reglass su tutte le canne. In conclusione lo stesso Luca Pirazzini si raccomanda una cosa: “se volete un prodotto di qualità e Made in Italy, comprate prodotti che riportino il marchio di produzione Reglass”.


Al Nanolith si abbinano ovviamente tutti gli altri brevetti Reglass:
come l’AFS o anti friction system, il Fusion, il Teflon Joint, il Linear Joint, il Sun Core ed altri.

Linear Joint®
Il sistema Linear Joint consente di ottenere una diminuzione lineare dei diametri sulla lunghezza della canna donando alla stessa un' azione rigida e progressiva. Lo spostamento dei diametri in avanti consente inoltre una maggiore rigidità a parità di materiale usato. La linea de6lla roubaisienne diventa del tutto esclusiva, perdendo le disomogeneit di diametro come se fosse un unico pezzo. Scompaiono dunque i fastidiosi gradini che si formano sui giunti, migliorando notevolmente la scorrevolezza dei pezzi.


Fusion®
La lavorazione Fusion viene applicata alla 2 sezione ed utilizza due differenti configurazioni fra carbonio, resine e orientamento delle fibre. La parte inferiore utilizza un carbonio con una rigidit maggiore sfruttando la costruzione tramite fibre longitudinali, mentre la parte superiore sfrutta maggiormente le fibre trasversali. Si ottiene dunque un elemento estremamente rigido e resistente nella parte inferiore ed al tempo stesso leggero e pronto in fase di ferrata nella parte superiore.


Sun Core®
Sun Core composto da una rete di materiale contenente delle micro particelle metalliche agganciate ed inglobate a livello molecolare nella struttura nel pezzo. Questa trama di particelle forma una specie di "guscio" protettivo della superficie, esaltando al massimo la scorrevolezza dei pezzi, inoltre in grado di disperdere le cariche elettrostatiche presenti sulla superficie dei pezzi. Il potere riflettente del Sun Core consente di mantenere la temperatura dei pezzi pi bassa rispetto a quella di un normale pezzo nero in carbonio, mantenendo costante l' azione della canna anche in presenza di alte temperature ambientali.


Anti Friction System®
AntiFriction System un particolare processo produttivo che, durante la fabbricazione, "imprime", attraverso una rugosità microscopica, una opacit sulla superficie della canna. Da questa lavorazione derivano preziosi vantaggi:
-eccezionale scorrevolezza sia a secco che in umido
-nessun danneggiamento della canna (come invece avviene per la carteggiatura/verniciatura)
-nessun aumento di peso e degrado nel tempo
Questo rende il processo AFS unico nel suo genere.


Teflon Joint®
Il Teflon Joint consiste nell' applicazione di una resina a base di Teflon sull' innesto della roubaisienne. Si ottiene cos un giunto duraturo con un ottima precisione di innesto, una grande resistenza all' attrito e l' eliminazione del problema del bloccaggio degli innesti.
Questa particolare lavorazione viene applicata sia sulla canna che sulle punte originali di ricambio.



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