
Pesca delle seppie
Di Daniele Ussi
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In una di queste prime mattinate di novembre, siamo stati invitati dal nostro caro amico Giampaolo ad un uscita in barca. Alle prime luci dell'alba molliamo gli ormeggi e ci avviamo lungo costa, alla ricerca di una buona posta da dove iniziare la nostra azione di pesca. Infatti durante la navigazione, Giampaolo ci spiega che in questo periodo nella zona di Marina di Massa le seppie stazionano spesso vicino alla riva, questo dovuto anche alla presenza di diversi canali che sfociano in mare. Intanto ci apprestiamo a fare gli ultimi preparativi, oggi pescheremmo con l'ormai classicissima lenza a mano, alla quale col passare degli anni sono state apportate alcune modifiche. Abbiamo preparato dei sugheri con circa 50 metri di monofilo dello 0,70, questa dimensione non è dovuta tanto alla necessità di un alto carico di rottura ma bensì alla facilità con il quale si riesce a maneggiare questa lenza anche nelle mattinate più fredde. Andremo ad inserire su questa lenza un comune anti tangle in metallo o un aggancio per pasturatore che lasceremmo libero di scorrere sul filo, seguito da una morbida perlina fluorescente che servirà da salvanodo e una girella di dimensioni generose.
Il terminale, solitamente, ha un diametro che varia dallo 0,25 allo 0,40 e di lunghezza compresa dai 25 ai 75 cm queste scelte vanno fatte in funzione della velocità di scarroccio della barca e della limpidezza dell'acqua. Tanto più sarà ferma l'imbarcazione tanto sarà più lungo il nostro finale, mentre più torbida sarà l'acqua tanto più grosso potrà essere il nostro finale. In questa nostra uscita abbiamo trovato delle situazioni un po’ estreme, infatti il forte vento, nonostante avessimo calato l'ancora galleggiante, ci faceva scarrocciare addirittura a una velocità di circa 1,6 nodi; in compenso l'acqua era abbastanza limpida.
Per i nostri finali abbiamo optato per degli spezzoni di fluorocarbon dello 0,30 lunghi circa 30 centimetri. Appena iniziammo a pescare, Giampaolo, vista la sua grande esperienza in questo tipo di pesca, ha notato che qualcosa non andava, infatti nonostante il fondale relativamente basso e la zavorra applicata alle nostre lenze di ben 130 grammi non si riusciva a far lavorare il nostro gambero artificiale nella maniera corretta: consideriamo che solitamente la regola prevede che il nostro artificiale lavori vicino al fondo e la piombatura deve essere il minimo indispensabile solitamente dai 30 ai 100 grammi nelle situazioni più difficili, non avevamo piombi più pesanti, ma dopo aver modificato le sue zavorre mi ha fatto salpare le lenze e abbiamo applicato in contemporanea due piombi, avendo così ben 260 grammi di zavorra su ogni lenza.
E indovinate un po’... dopo poco sono iniziate anche le mangiate delle seppie, che si avvertono sulla lenza come un aumento di peso, al quale il pescatore deve essere molto accorto e cominciare un recupero abbastanza rapido ma soprattutto costante, infatti i nostri artificiali non sono muniti di ardiglioni e un “in bando” della lenza potrebbe causare la perdita della nostra preda.
Nell'eventualità che la seppia molli la presa sull'esca è molto importante rimettere in pesca la lenza il più velocemente possibile, infatti nella maggior parte dei casi, la seppia si riattaccherà subito il nostro artificiale con maggior foga del tentativo fallito poco prima. Gli artificiali utilizzati sono di varie dimensioni, forme e colori. Il Classico e il gambero di seta che esiste in una quantità impressionante di tonalità e di varie misure, poi abbiamo dei gamberi di materiale simile alla gomma che hanno una maggiore durata nel tempo rispetto a quelli in seta e poi non dobbiamo scordarci le classiche gabbiette o staffe da innescare un pesce, possibilmente un sugarello che risultano ottime sia per seppie che per totani. La scelta dell'artificiale non è una cosa semplice, si può esser accorti in base all'andamento della stagione, infatti solitamente la primissime seppie si catturano con gamberi di misura 3,5 nel periodo subito successivo si parte dalla piccolissima misura 2 e si sale pian piano con l'avanzamento della stagione. Per quanto riguarda il colore, non vi è nulla di certo, è una scelta molto personale, proprio su questo Giampaolo ci spiega che lui predilige spesso totanare di colorazione verde o blu, ma ne ha alcune di altri colori che catturano molto e che prova ad ogni uscita.
Dopo un paio di ore di pesca rientriamo in porto con un discreto bottino di 6 belle seppie e un polpo di 1,5 chilogrammi, ed e qua che Giampaolo ci stupisce raccontandoci di ricette e portate prelibate preparati con questi frutti del mare, ma noi lo ringraziamo e lo salutiamo perchè questa è un altra storia.... |
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